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Contratto via Internet e tutela della parte debole

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Contratto via Internet e tutela della parte debole
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  I CONTRATTI N. 10/2002 869 GIURISPRUDENZA•CONTRATTI IN GENERALE Svolgimento del processo C on citazione notificata il 25 settembre 2001, laCartotecnica Tigri, corrente in Partanna, haconvenuto in giudizio avanti l’intestato Giudicedi Pace la E. S.p.A. in persona del legale rappresentante  pro tempore , con sede in Nova Milanese (MI), per senti-re far diritto alla sua richiesta di restituzione della sommadi £. 2.870.400 per merce pagata, ma non consegnata. Narrava l’attrice che il 28 maggio 2001 riceveva tramitecorriere espresso materiale informatico, contenuto in n.10 colli, in precedenza ordinato alla ditta convenuta - ilcui importo di £. 15.991.878 veniva pagato in contantial corriere all’atto della consegna.Soggiungeva che tra la merce ordinata e figurante in fat-tura, e quindi pagata, vi era un NOTEBOOK TOSHI-BA SAT 1700 500 dvd (matr. S41733810G) che all’at-to del disimballo dei dieci colli non veniva rinvenuto trala merce recapitata.Continuava affermando che l’inconveniente era statoimmediatamente denunziato alla Società convenuta, laquale ometteva, tra l’altro, di riscontrare i fax del4/6/2001, del 5 giugno 2001 e del 6 giugno 2001, nonchéla formale diffida del 5/7/2001. Concludeva chiedendola condanna della convenuta al pagamento di quantoindebitamente ricevuto, oltre risarcimento danni e inte-ressi nei limiti della competenza per valore del Giudiceadito.Costituitasi regolarmente la E. S.p.A., eccepiva in viapreliminare/pregiudiziale l’incompetenza territoriale delGiudice adito essendo, a suo avviso, competente il Giu-dice di Pace di Desio e ciò sia per deroga convenzionaletra le parti, sia con riferimento al foro generale delle per-sone giuridiche ex art. 19 Codice di procedura civile, siainfine con riferimento al foro concorrente di cui all’art.20 Codice di procedura civile. Nel merito chiedeva il rigetto della domanda attorea perinfondatezza. Alla prima udienza la causa veniva rinvia-ta per note e successivamente posta in decisione sullacompetenza.  Motivi della decisione L a eccezione di incompetenza territoriale, contenu-ta nella comparsa di costituzione e risposta e ripro-posta dalla E. S.p.A. all’udienza di prima di com-parizione, è infondata e deve essere respinta. Non è, infatti, condivisibile la tesi della E. S.p.A. secon-do cui, essendosi svolta la contrattazione per via telema-tica, l’adesione al contratto manifestata dalla Cartotecni-ca Tigri comporta accettazione incondizionata di tutte leclausole contenute nelle condizioni generali di vendita, equindi anche di quella che assegna alla competenza delTribunale di Monza la risoluzione di ogni controversia.Il D.P.R. 513/97 che all’art. 5 riconosce efficacia di scrit-tura privata ai sensi dell’art. 2702 al documento infor-matico, sottoscritto con firma digitale ai sensi del succes-sivo art. 10, nulla dice a proposito delle clausole cosid-dette vessatorie contenute in un contratto telematico,con la conseguenza che esse continuano ad essere rego-late dall’art. 1341, secondo comma, secondo il qualenon hanno effetto, se non sono specificamente approva- Obbligazioni Contratto via Internete tutela della parte debole Giudice di Pace di Partanna, 1°febbraio 2002, n. 15Giud. Avv. Francesco Cannia Obbligazioni - Contratti conclusi via Internet - Clausole vessatorie - Approvazione telematica - Limiti.Obbligazioni - Pubblicazione di condizioni di vendita su web - Valore - Invito a contrarre. La conclusione di un contratto di vendita tramite internet non comporta accettazione incondizionata del-le clausole contenute nelle condizioni generali pubblicate sul web, poichè il D.P.R. n. 513/97, pur ricono-scendo efficacia di scrittura privata al documento informatico, non comporta alcuna deroga alla disciplinadelle clausole vessatorie di cui all’art. 1341, secondo comma, Codice civile.Le condizioni di vendita pubblicate da un’azienda su una pagina web assumono valore di invito a contrar-re, che può dar luogo al perfezionamento del negozio giuridico tramite lo stesso mezzo ovvero con i mez-zi tradizionali (fax e lettere).  Il fatto In data 25 settembre 2001, una piccola azienda ope-rante nel comune di Partanna conveniva presso il locale uf-ficio del Giudice di Pace una impresa, avente sede nellaprovincia di Milano, specializzata nella vendita di computer ed accessori.Deduceva l’attrice di aver acquistato dalla convenutavario materiale informatico di tipo hardware mediante uncontratto di compravendita concluso attraverso Internet.Le rimostranze avanzate in citazione dalla predetta at-trice riguardavano la mancata consegna di parte della mer-ce oggetto del riferito contratto (nella specie si trattava diun  personal computer portatile).In ragione di una tale circostanza, l’azienda avente se-de in Partanna domandava che la convenuta società lom-barda fosse condannata alla restituzione dell’importo versa-to per l’acquisto del materiale non consegnato, oltre al ri-sarcimento dei danni derivanti dall’indisponibilità dell’ela-boratore acquistato e mai recapitato.Dalla sua parte la convenuta eccepiva in via pregiudi-ziale l’incompetenza territoriale del Giudice di Pace di Par-tanna, indicando quale organo giudiziario competente a co- I CONTRATTI N. 10/2002 870 GIURISPRUDENZA•CONTRATTI IN GENERALE IL COMMENTO di Giuseppe Cassano e Iacopo Pietro Cimino te per iscritto, le condizioni che stabiliscono a favore dicolui che le ha predisposte, deroghe alla competenza del-l’autorità giudiziaria. (Per inciso, il riferimento che l’at-trice fa al solo Tribunale di Monza deve essere interpre-tato in senso tecnico come organo più noto di giurisdi-zione, mentre in effetti con la clausola de qua si è volutaregolare la competenza territoriale di ogni causa, di qual-siasi valore, relativa al contratto). Dagli atti prodottinon risulta che la E. abbia posto in particolare risalto laclausola derogativa della competenza territoriale; né dalmodello del contratto né dalla successiva conferma ri-sulta la specifica approvazione della clausola de qua , ri-portandone il contenuto ovvero il numero progressivo.Anche nella fattura accompagnatoria, in fondo alla pa-gina, lato destro, a caratteri quasi illeggibili, si indicanocome approvate le clausole riportate a tergo del foglio,senza alcun specifico riferimento a quella sulla compe-tenza territoriale.Secondo la Corte Suprema di Cassazione «Non è idoneaa integrare il requisito della specifica approvazione per iscritto, prevista dall’art. 1341 Codice civile, secondo comma, l’ap- provazione della clausola di deroga convenzionale del forocontenuta nella sottoscrizione complessiva di altre clausole,enumerate secondo l’ordine, contenenti condizioni generali dicontratto, perché è necessario che invece essa sia specifica eseparata, sì da richiamare l’attenzione del sottoscrittore su diessa, ancorché non sia necessaria la ripetizione del suo conte-nuto (Cass. 1999/5832)». Va evidenziato inoltre che da nessun documento in attirisulta che parte attrice abbia dichiarato di aver preso vi-sione delle clausole contenute nel contratto e che le ab-bia tutte approvate. Infatti quella pubblicata nel Webdalla E. deve essere considerato un invito a contrattare.Tali inviti possono poi essere perfezionati con i mezzi tra-dizionali (fax e lettere) in modo che possa essere valuta-ta la provenienza delle richieste e si possono fare debita-mente sottoscrivere le clausole di deroga al foro compe-tente o alla legge applicabile.La convenuta ritiene invece che la conferma dell’ordineespressa dall’attrice «cliccando» nell’apposito tasto, hacomportato accettazione incondizionata di tutte le con-dizioni generali di vendita. Il che non è, essendo sempreapplicabile l’art. 1341 Codice civile.Ritiene il decidente che nella fattispecie la E. avrebbedovuto ottenere un doppio assenso, premendo sull’appo-sito tasto: uno di adesione e l’altro di approvazione delleclausole cosiddette vessatorie, tra le quali va annoverataquella relativa alla deroga sul foro territorialmente com-petente.Rettamente, invece, la controversia è stata radicataavanti l’Ufficio del Giudice di Pace di Partanna, qualeforo alternativo. Infatti ex art. 20 Codice di procedura ci-vile per le cause relative a diritti di obbligazioni è anchecompetente il giudice del luogo in cui deve eseguirsil’obbligazione dedotta in giudizio. Ed invero, la pattui-zione della consegna della merce al domicilio dell’acqui-rente mediante un mezzo di trasporto del venditore,quella relativa al «franco porto» ed infine la pattuizionedel pagamento in contanti da effettuarsi nelle mani delcorriere delegato dal venditore alla riscossione, costitui-scono nel loro insieme deroga alla regola del luogo diconsegna della merce al vettore fissato dall’art. 1510, se-condo comma, Codice civile, con le relative conseguen-ze quanto al locus destinatae solutionis ai fini della compe-tenza territoriale.Per i motivi sopra specificati rigetta l’eccezione di in-competenza territoriale del Giudice adito proposta dallaconvenuta E. S.p.A. Rinvia al definitivo il regolamentodelle spese del giudizio. P. Q. M. Il Giudice di Pace di Partanna, definitivamente pronun-ziando, rigetta l’eccezione di incompetenza territorialedel giudice adito perché infondata in fatto e in diritto.Rinvia al definitivo il regolamento delle spese del giudi-zio.  noscere della controversia il solo Giudice di Pace di Desio.Le motivazioni addotte a fondamento della eccezione di ri-to sollevata dalla convenuta si basavano su una clausola dideroga alla competenza territoriale contenuta nel richia-mato contratto di compravendita concluso on line , la qualedemandava al Tribunale di Monza la risoluzione di ognicontroversia inerente il detto negozio.A seguito della riferita eccezione processuale la causaveniva, pertanto, rimessa alla decisione del giudice, sulpunto della competenza territoriale dell’adito ufficio giudi-ziario a conoscere della controversia. Premessa e principi di dirittoespressi nella sentenza È ampiamente noto il dibattito, anche fervente, chedi recente ha impegnato autorevoli esponenti della dottri-na in accese discussioni sui temi della natura dell’accordo edella formazione del consenso nelle moderne operazionicontrattuali effettuate per via telematica (1).Si è parlato, a tal riguardo, di una crisi del governopubblico dell’economia e della nascita di un diritto dei con-tratti commerciali autoregolamentato e non più circoscri-vibile entro gli angusti confini territoriali offerti dalle rego-le, interne ed internazionali, in merito alla «legge applica-bile» (2). Ci troveremo, dunque, in presenza di un dirittonegoziale, per sua stessa natura, sottratto alla possibilità diuna esatta individuazione geopolitica.Se, tuttavia e per un verso, si è - sino ad ora - assistitoad un ampio fiorire di prestigiosi contributi scientifici edaccademici riguardanti il tema della nascita e della discipli-na del c.d. contratto telematico, altrettanta riflessione nonpare aver investito i luoghi deputati «del diritto vivente»:vale a dire le aule di giustizia.Da siffatta carenza di contributi giurisprudenziali pote-va consequenzialmente ricavarsi, sino ad ora, la sorpren-dente conclusione secondo la quale il tema in oggetto (e,cioè, il contratto telematico) era andato assumendo, nel-l’ambito della riflessione dottrinale, una centralità ed unruolo assolutamente ingiustificati in ragione della reale ri-levanza socioeconomica da attribuirsi ad una tale neo-cate-goria negoziale.In considerazione di quanto poc’anzi rilevato, la sen-tenza oggetto del presente commento assume, pertanto,una speciale rilevanza in relazione all’argomento in que-stione, la quale travalica il contenuto stesso della decisionegiudizialmente presa, sotto il profilo di una analisi metodo-logica , per trasferirsi oltre e, cioè, su di un differente piano,per così dire, sintomatico : la sentenza che precede emessadal Giudice di Pace di Partanna rappresenta, difatti, un pri-mo segnale «tangibile» della rilevanza - non solo teorico -dogmatica - ormai raggiunta dalla categoria giuridica «con-tratto telematico».Tale sentenza, infatti, al momento in cui scriviamo, ri-sulta costituire la prima statuizione di merito adottata daparte di un tribunale italiano che abbia affrontato una tra lenumerose questioni di ordinetecnico-giuridico, che derivanodal contratto concluso in modalità telematica: vale a dire,nello specifico, il problema costituito dalla efficacia delleclausole vessatorie in relazione alla disciplina del contrattoconcluso on line. Ancor prima di affrontare qualsivoglia analisi meto-dologica in ordine allo specifico problema venuto all’atten-zione del giudice di Partanna sarà, inprimis , opportuno bre-vemente richiamare in questa sede l’ iter decisionale che haguidato il ragionamento del giudice nella decisione in com-mento, in quanto teso a risolvere una questione avente ca-rattere eminentemente tecnico-informatico, oltre che - co-me ovvio - giuridico. Nella decisione che precede, il giudice di Pace di Par-tanna ha riconosciuto forza vincolante al consenso presta-to dalle parti tramite web ed ha provveduto a qualificare untale negozio giuridico quale contratto per adesione, con laconseguenza che le clausole vessatorie ivi contenute (nellafattispecie si trattava di una clausola derogatoria del foroterritoriale), aggravando la posizione contrattuale del con-traente «debole» - una piccola azienda cartotecnica - ne-cessiterebbero, al fine di poter rilevare, di una distinta ap-provazione da prestarsi ex art. 1341, comma secondo, Co-dice civile, mediante specifica sottoscrizione(3).Al riguardo, il giudice di Partanna non ha ritenuto didover aderire alla opposta tesi, propugnata dalla societàconvenuta, secondo la quale la conferma dell’ordine d’ac-quisto, effettuata dall’attrice cliccando per approvazione sulregolamento contrattuale predisposto on line , avrebbe com-portato consequenzialmente l’accettazione incondizionatadi tutte le condizioni generali di contratto predisposte dal-l’alienante, ivi compresa, ovviamente, quella contestata ri-guardante la deroga al foro territoriale(4).Seguendo il ragionamento operato dal giudice di Par-tanna, l’invito a contrarre - al quale dovrebbe essere assi-milata la pagina web contenente un  form (5) funzionale al- I CONTRATTI N. 10/2002 871 GIURISPRUDENZA•CONTRATTI IN GENERALE Note: (1)Tra le molte pubblicazioni si segnalano le seguenti monografie: Il con-tratto telematico, (a cura di) Ricciuto e Zorzi, Padova, 2002; Internet. Nuo-vi problemi e questioni controverse, (a cura di) Cassano, Milano, 2001; Bor-ruso, Computer e diritto , Milano, 1998; Gambino, L’accordo telematico , Mi-lano 1997; Clarizia, Informatica e conclusione del contratto , Milano, 1985.(2)Rosciano, La conclusione del contratto telematico: tutela attuale e pro-spettive future. Verso una nuova dimensione della contrattazione, in Dirittodelle nuove tecnologie informatiche e dell’Internet, (a cura di) Cassano, Mila-no, 2002, 559; Irti,  Norma e luoghi. Problemi di geo-diritto , Roma, 2001;Draetta, Internet e commercio elettronico nel diritto internazionale dei privati ,Milano, 2001; per le ipotesi di responsabilità extracontrattuali Cassano, Diffamazione in Internet e giurisdizione: a quando un punto fermo? , in Giur.it., 2002, 649 ; Buffa e Cassano, Diffamazione a mezzo Internet: competen-za per territorio , in Danno e resp. , 2002, 822.(3)La norma in questione non utilizza espressamente il concetto di sot-toscrizione, ma ad esso fa comunque riferimento utilizzando la locuzioneapprovazione per iscritto.(4)Ai sensi dell’art. 1469- bis n. 19) se acquirente non fosse stato un pro-fessionista (nella specie, la cartotecnica avente sede a Partanna), la clau-sola di deroga al foro del consumatore sarebbe stata comunque inefficace,nonostante la specifica sottoscrizione della stessa.(5)Un «campo» di tipo interattivo inserito nel sito web al fine di con-sentire all’utente di comunicare informazioni al gestore del sito stesso ov-vero effettuare ricerche.  I CONTRATTI N. 10/2002 872 GIURISPRUDENZA•CONTRATTI IN GENERALE la accettazione degli ordini d’acquisto - potrebbe astratta-mente essere perfezionato, quanto agli obblighi impostidalle norme imperative sulle clausole vessatorie, o con imezzi tradizionali (ad esempio mediante scambio di lettere,fax) - in quanto tali «materialmente» sottoscrivibili dal de-stinatario - ovvero direttamente con l’utilizzo del computer ,ed in questo caso, mediante la manifestazione di un «dop-pio assenso» ai fini della approvazione specifica delle clau-sole vessatorie.Siffatta doppia approvazione, nella contrattazione online , si concretizzerebbe poi, o nell’utilizzo della firma digi-tale, oppure nella effettuazione - da parte dell’aderente allaproposta contrattuale predisposta sul sito web - di un dop-pio clickdiaccettazione : un primo sul «tasto» relativo all’a-desione all’intero regolamento contrattuale, ed un secondosul «tasto» relativo all’approvazione specifica delle clausolevessatorie ivi inserite.Tali essendo i principi di diritto ricavabili dalla riferitadecisione, pare necessario approfondire e sottoporre adanalisi critica le soluzioni prospettate dal Giudice di Pace diPartanna, quanto all’enunciato problema dei rapporti in-tercorrenti tra contratto telematico, contratto per adesionee disciplina delle clausole vessatorie. Norme codicistichesulle clausole vessatorie ed abusive Al fine di provvedere a tale analisi, la nostra indagi-ne non potrà che svolgersi, congiuntamente, sotto il du-plice profilo costituito da una ricostruzione «funzionale»delle norme volte ad operare un «riequilibramento» nellaposizione dei contraenti(6), nonché sotto il diversoaspetto della qualificazione giuridica del contratto tele-matico.Quanto al primo profilo, la questione socio-economi-ca posta dall’esistenza di «squilibri» nel sinallagma contrat-tuale, ascrivibili ad una disparità di forza negoziale tra i con-traenti sussistente in tutti i rapporti commerciali di tipo se-riale , è ormai da molto tempo nota nell’ambito della rifles-sione giuridica che ha avuto modo di occuparsi, specifica-mente, delle disposizioni pattizie contenute in moduli econdizioni generali di contratto predisposti unilateralmen-te da una delle parti.Basterà ricordare in proposito che l’intervento in su-biecta materia effettuato dal legislatore (comunitario primae nazionale poi) era apparso inizialmente volto ad intro-durre una tutela deputata alla protezione del «soggetto ade-rente» ad un regolamento contrattuale predisposto in toto dalla controparte. La medesima tutela è stata in seguitoestesa ed ampliata a favore del contraente avente la quali-fica di «consumatore».La ragione di una tale disciplina derogatoria si è gene-ralmente ravvisata nella comune circostanza che entrambii soggetti poc’anzi indicati (cioè, il contraente «aderente»ed il «consumatore») debbono, nei fatti, considerarsi parte«debole» dello scambio negoziale, in quanto astrattamenteassoggettati allo strapotere regolamentare di cui è provvistala controparte.La normativa che ha provveduto ad apprestare la tu-tela a cui si è fatto poc’anzi riferimento, è, ovviamente,quella introdotta nel nostro ordinamento dagli artt. 1341 ess. e 1469- bis e ss. Codice civile (7).Come la prevalente dottrina ha avuto occasione di ri-levare, la disciplina dettata dall’art. 1341 Codice civile ri-guardo le clausole vessatorie, è da considerarsi inadeguata,rispetto alle finalità stesse che la normativa in oggetto, diderivazione comunitaria, avrebbe preteso di raggiungere.Le finalità in questione sono ravvisabili nella volontà di in-trodurre una tutela effettiva da accordare al contraente «de-bole» avverso la predisposizione unilaterale di disposizioninegoziali inique.Come noto, in tal senso, purché risultino rispettate leformalità imposte dalla norma e specificate ad opera di una(assai spesso) rigorosa giurisprudenza (8), è sufficiente lamera apposizione di una specifica sottoscrizione da partedell’aderente al fine di rendere la clausola, benché vessato-ria, assolutamente inoppugnabile.Con riferimento poi all’art. 1342 Codice civile, l’indi-cata normativa non pare porre, in effetti, una norma a tu-tela del contraente «debole», quanto piuttosto sembra averintrodotto una disposizione posta a salvaguardia della vo-lontà negoziale espressamente e consapevolmente manife-stata: la clausola aggiunta prevale, infatti, su quella  prestam- pata , quand’anche la prima risultasse, nei fatti, meno favo-revole rispetto all’esigenza di tutela dell’aderente-contraen-te «debole».Per quanto riguarda poi la disciplina delle c.d. clauso-le abusive (9), ci permettiamo di ricordare che le disposi-zioni di cui agli artt. 1469 bis e ss. Codice civile si sono ag-giunte a quelle di cui all’art. 1341 Codice civile e ss., ope-rando, tuttavia, su di un diverso piano soggettivo (10).I contratti «del consumatore» - a seguito del combi-nato disposto delle richiamate norme - godono, pertanto,della duplice tutela, sostanziale e formale, predisposta adhoc dal Legislatore, nonché - come del resto ovvio - dellatradizionale tutela offerta dagli istituti previsti nel Codice Note: (6)Mediante l’introduzione di fattispecie negoziali inderogabili.(7)Non è questa la sede per una analisi completa della indicata normati-va. Sul punto si rinvia comunque ad Alpa, Contratti di massa, profili gene-rali, in Enc. Dir. , agg., I, Milano, 1997, 403;Chinè, Contratti di massa,Di-ritto vigente , ibidem , 411.(8)Le clausole vessatorie dovrebbero essere non solo ristampate con ca-ratteri tipografici diversi, ma addirittura riscritte e non prestampate: inogni caso dovrebbe essere chiaramente richiamato il contenuto delleclausole.(9)Gli artt. 1469- bis e seguenti sono stati aggiunti al Codice civile dal-l’art. 25 della legge 6 febbraio 1996, n. 52 di adeguamento della direttiva93/13 sulla tutela del consumatore; per gli spunti più interessanti De No-va, Lo scioglimento del contratto e la direttiva sulle clausole abusive , in questa Rivista , 1995, 261; Bastianon, Prime osservazioni sulla direttiva97/7/CEE intema di contratti a distanza ,in Resp. civ. e prev ., 1997, 1277; Maiorca, Tute-la dell’aderente e regole di mercato nella disciplina generale dei «contratti delconsumatore» , Milano, 1998.(10)Si è così passati da una tutela dell’ aderente ad una tutela del consu-matore .  Civile: a tali contratti (cioè a quelli «del consumatore»),rimane, infatti, pur sempre applicabile la disciplina gene-rale (11).Con la disciplina di cui agli articoli 1469- bis ss. Codi-ce civile, si è introdotto un limitato novero di clausole re-putate ex se «vessatorie», per le quali, indipendentementedalla apposizione di una sottoscrizione specifica, è previstauna generale sanzione di inefficacia, determinata da: «unsignificativo squilibrio tra i diritti e gli obblighi derivantidal contratto» che vada a sfavore del consumatore.Sembra potersi far riferimento, a riguardo - come cor-rentemente affermato - ad uno squilibrio non necessaria-mente economico , bastando, invece, la verificazione di unosquilibrio di tipo meramente negoziale fra i vincoli obbliga-tori rispettivamente assunti dalle parti, pur in assenza di unvero e proprio riflesso di tipo negativo patrimonialmentevalutabile (12).Diverso è, ad ogni modo, il regime applicabile alle c.d. core provisions, ossia a quelle clausole concernenti la deter-minazione dell’oggetto principale o l’adeguatezza del corri-spettivo, per le quali il consenso può definirsi informato al-lorquando le stesse siano individuate in modo chiaro ecomprensibile (argomento ex art. 1469- ter , secondo com-ma, Codice civile).Dalla analisi della disciplina codicistica relativa alleclausole abusive non può che scaturire una accurata rifles-sione, stimolata dalle peculiarità del contratto conclusomediante Internet, quale conseguenza della specificità delmezzo tecnico utilizzato.Le modalità tecniche che caratterizzano le negoziazio-ni concluse mediante la Rete sono, difatti, solitamente ri-tenute incompatibili con il presupposto generale dell’ordi-namento costituito dalla trattativa individuale (13).Da ciò deriva tutta una serie di conseguenze di tiponegoziale, non ultima delle quali, l’inapplicabilità al con-tratto concluso on line (14)del quarto comma dell’art.1469- ter Codice civile, il quale prevede l’esclusione dellavessatorietà di clausole od elementi di clausola, in ragionedella avvenuta negoziazione attiva delle stesse con il con-sumatore (15).Ragioni di completezza ci inducono a richiamare l’art.1469- quinquies, secondocomma, Codice civile, il qualeelenca una serie di clausole considerate abusive a prescin-dere dalla avvenuta negoziazione individuale del contenu-to della disposizione negoziale.È opportuno interrogarsi sulla validità di tali clausolenell’ipotesi in cui la parte non dovesse rivestire la qualità diconsumatore e non fosse, pertanto, possibile applicare la re-lativa disciplina sin qui illustrata.Parte della dottrina è concorde nel ritenere che, co-munque, talune clausole appartenenti al  genus delle clauso-le vessatorie od abusive, contrastino con l’art. 1229, primocomma, Codice civile, dettato in tema di «clausole di eso-nero da responsabilità».Più nel dettaglio, si rinviene (16)la ratio di quest’ulti-ma citata disposizione generale nella contrarietà delle clau-sole di esonero - cui la stessa disposizione si riferisce - al cri-terio della buona fede e nella derivante incompatibilitàdelle stesse clausole con la «giuridicità del vincolo».Diversamente, altra dottrina (17), rinviene la ratio delsuddetto art. 1229 Codice civile nella esigenza di garantireal creditore un impegno minimo ed inderogabile da partedel debitore.In ogni caso, ove tali clausole fossero considerate vali-de e comunque efficaci, si verrebbe a lasciare l’acquirente«non consumatore» di beni o servizi (negoziati anche me-diante Internet) in totale balìa della propria controparte:con il rischio concreto che, quest’ultima, finisca con l’esse-re esente da responsabilità contrattuale anche in «casiestremi», svuotandosi in tal modo di significato ogni impe-gno assunto mediante il contratto . Come noto, vi è stato, tuttavia, chi ha affermato chela disciplina di cui all’art. 1229 Codice civile non possacontrastare con l’autodeterminazione negoziale dell’ogget-to del contratto. Si ricorderà che tale tesi fu elaborata aven-do riguardo agli istituti di credito ed in particolare alla re-sponsabilità degli stessi istituti per il servizio offerto ai clien-ti di «cassette di sicurezza».Sul punto, la prima ricordata dottrina ha affermatoche, dal principio della assoluta parità tra i contraenti ga-rantita dal Codice, si è, via via, passati ad una disciplina asimmetrica , ponente norme di particolare favore per il«consumatore» ai danni del professionista e nonostante labuona fede di quest’ultimo (18).Si pensi, ad esempio, in tal senso, alla clausola con laquale il  provider di servizi Internet limiti il risarcimento deldanno per l’inadempimento contrattuale, ad un importomassimo pari ad una percentuale del canone versato dalcliente in un anno. La validità di tale clausola, qualora in-serita in un contratto standard concluso fra «professionisti» I CONTRATTI N. 10/2002 873 GIURISPRUDENZA•CONTRATTI IN GENERALE Note: (11)Ad esempio: inadempimento, annullamento, azione redibitoria o quanti minoris .(12)Giova sul punto ricordare che, ai sensi dell’art. 1469- ter , quartocomma, Codice civile, «nel contratto concluso mediante sottoscrizionedi moduli o formulari predisposti per disciplinare in maniera uniforme de-terminati rapporti contrattuali, incombe sul professionista l’onere di pro-vare che le clausole, o gli elementi di clausola, malgrado siano dal mede-simo unilateralmente predisposti, siano stati oggetto di specifica trattati-va con il consumatore».(13)Non si fa riferimento ovviamente ad ipotesi quali quella del con-tratto concluso mediante scambio di e-mail .(14)Esclusa l’ipotesi del contratto concluso mediante la formazione diconsenso a mezzo dello scambio di e-mail ovvero altri sistemi affini di co-municazione privata.(15)De Nova, Un contratto di consumo via Internet , in questa Rivista ,1999, 113.(16)Bianca, Diritto civile. La responsabilità , Roma, 1987; Alpa, Bessone,Zeno Zencovich, I fatti illeciti , Roma, 1992.(17)Cabella Pisu, Le clausole di esonero da responsabilità, Torino, 1988.(18)V. art. 1469- bis , prima comma, Codice civile il quale esplicitamen-te prescrive che la normativa speciale si applica «malgrado la buona fe-de» e quindi non solo se lo squilibrio è causato con male fede del profes-sionista.
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