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Dante Alighieri, Commedia, Brescia, Bonino Bonini, 1487. Repertorio iconografico delle silografie, Milano, Edizioni CUSL, 2012

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Dante Alighieri, Commedia, Brescia, Bonino Bonini, 1487. Repertorio iconografico delle silografie, Milano, Edizioni CUSL, 2012
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  M INIMA B IBLIOGRAPHICA, 12 Giancarlo Petrella Dante Alighieri, Commedia Brescia, Bonino Bonini, 1487 Repertorio iconografco delle silografe C.R.E.L.E.B. – Università Caolica, Milano Edizioni CUSL, Milano2012  M INIMA   B IBLIOGRAPHICA Una collana di studi promossa dal Centro di Ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca dell’Università Caolica e coordinata da Gianmario Baldi (Rovereto) Edoardo Barbieri  (Brescia) Ornella Foglieni  (Milano) Giuseppe Frasso  (Milano) Piero Innocenti (Montepescali) Luca Rivali  (Milano)segretario di Redazione Alessandro Tedesco  (Gerusalemme)Sono stati tirati:30 esemplari cartaceiIl pdf è liberamente accessibile, scaricabile, stampabilealla pagina web http://creleb.unicatt.it Per informazioni scrivere a creleb@unicatt.itEdizioni CUSL - Milanoinfo@cusl.itgennaio 2012ISBN 978-88-8132-6488 G IANCARLO   P ETRELLA Dante Alighieri, Commedia , Brescia, Bonino Bonini, 1487 Repertorio iconografco delle silografe L’edizione della Commedia  licenziata a Brescia da Bonino Bonini, come recita il colo- phon  , «il dì ultimo di mazo MCCCCLXXXVII» occupa un ruolo di primo piano nella  bibliograa dantesca. Il merito non sta nelle particolari cure testuali (si traa infai dell’undicesima edizione in ordine cronologico del poema, qui riproposto col com-mento di Cristoforo Landino, pubblicato per la prima volta a Firenze nel 1481), quanto nell’ampio corpus  iconograco che ne fa in assoluto la seconda edizione illustrata, dopo quella orentina stampata da Niccolò di Lorenzo nel 1481 (ISTC id00029000). Nella orentina solo i primi 19 canti dell’ Inferno  sono accompagnati da altreanti rami incisi da Baccio Baldini su disegni aribuiti a Sandro Boicelli. In ragione di ciò l’edizione  bresciana del 1487, interamente illustrata (pur con alcuni equivoci) no al I canto del Paradiso  , può a buon dirio essere considerata il primo riuscito tentativo a stampa di illustrare l’intero poema dantesco. L’edizione è adorna di 68 silograe ben note, soven - te citate, come si deduce anche dalla bibliograa raccolta in appendice, ma mai oggeo di uno studio analitico. L’impressione è che l’edizione sia persino più nota agli storici dell’arte che ai bibliogra e agli storici del libro, col risultato che nella critica hanno troppo spesso prevalso problemi aribuzionistici, nel tentativo di individuare nella serie silograca una o più mani o di ricondurre i legni agli incisori Giovanni Maria e Giovanni Antonio da Brescia. Prevalgono osservazioni stilistiche talvolta piuosto generiche, che si concludono nell’individuazione di possibili inussi lombardo-fop - peschi, mantegneschi, boicelliani o più genericamente veneziani. Su questa linea si muove ancora il saggio di Carlo Pasero, Le xilograe dei libri bresciani  del 1928 (dopo il quale lo studio dell’edizione è rimasto pressoché fermo) che espone lo status quaestionis   e mee in relazione il corpus  illustrativo con gli areschi nella Chiesa del Carmine di Brescia, riconducendo i legni «molto vicino a Giovanni Antonio da Brescia». Rimandando ad altra sede la discussione su questo aspeo della questione, qui si è voluto piuosto allestire per la prima volta un completo repertorio iconograco delle silograe del Dante 1487, che ne individui il soggeo in relazione ai versi del poema e possa perciò rappresentare il primo passo per una più aenta analisi del primo proget -to editoriale di illustrazione integrale della Commedia . 1  L’edizione, come deo, prevede una silograa a piena pagina per ogni canto sino al I del Paradiso . Qui, per ragioni che 1 I risultati dell’analisi iconograca anticipano un più ampio studio in corso dedicato all’edizione della Commedia  , Brescia, Bonino Bonini, 1487 e all’illustrazione delle prime edizioni dantesche a stampa. Le si - lograe derivano dall’esemplare Brescia, Biblioteca Queriniana, Lechi 197 (legatura moderna di restau - ro in pieno marocchino rosso con fregi in oro al dorso, ampia cornice a lei e rombi ai piai e titulus  in oro al centro dei piai; unghiatura dorata e taglio spruzzato di rosso. A c. a2r ampia iniziale miniata N su foglia d’oro da cui si diparte decorazione oreale policroma coeva sui tre lati desinente in stemma co -ronato d’alloro in bas de page . Iniziali rosse e blu in tuo il testo del volume. Unica postilla coeva a c. a2r). 3  paiono forse riconducibili a dicoltà sia tecniche che nanziarie, lo sforzo illustrativo si arrestò bruscamente. Se le silograe sono dunque 68, in realtà le matrici (tue della stessa dimensione mm 206 x 121) sono solo 60. In 8 canti si riscontrano palesi ed ecla-tanti casi di riuso: Inf. XIX (c. i5v: riuso della matrice srcinale impiegata per il canto XI); Inf. XXVI (c. o6r: stesso legno già impiegato per illustrare il canto XXII a c. m7v); Purg. XVIII (c. gg7v: riuso della stessa silograa del canto XI); Purg. XIX (c. hh2v: riuso della silograa impiegata al canto XIV); Purg. XXVI (c. kk4v: stessa silograa che gu - ra a c. bb3v per illustrare Purg. III); Purg. XXXI (c. mm3v: stessa silograa impiegata al canto precedente); Purg. XXXII (c. mm6v: riuso della silograa srcinale del canto XXIX); Purg. XXXIII (c. nn1v: terza occorrenza della stessa silograa srcinale del can - to XXX impiegata anche nel canto XXXI). Rispeo al progeo illustrativo del poema, è evidente che il reimpiego di silograe progeate per altri canti comporta il clamoroso stravolgimento del rapporto fra testo e immagine. A ciò si aggiungono parecchi casi, come si vedrà nel repertorio iconograco al - lestito, di silograe che denotano scarsa ainenza con il testo. L’unica silograa del Paradiso  (Par. I: c. nn4v) appare addiriura priva di alcun legame col canto che intende illustrare al punto che ipotizzo possa traarsi in realtà del legno progeato per il canto XXXIII del Purgatorio  e qui non impiegato. Qualcosa di simile succede infai anche all’altezza di Purg. XX (c. hh5v), dove si riscontra un errore occorso probabilmente in fase di composizione. Qui fu impiegata a sproposito la silograa srcinale (che dunque fu incisa ed era a disposizione in tipograa) progeata per il canto precedente (Purg. XIX: c. hh2v), dove invece fu reimpiegata la silograa del canto XIV, col risultato di alterare il correo rapporto testo/immagine di due canti consecutivi. Da questi par - ticolari e dalla frequenza di casi di riuso, appare evidente che negli ultimi canti del Purgatorio  si commise qualche errore o in fase di progeazione del corpus  iconograco o durante la composizione tipograca. La dicoltà nel rappresentare la materia dei canti nali del Purgatorio  e del Paradiso  rende forse altreanto comprensibile la neces -sità di ricorrere spesso a soluzioni d’emergenza, come l’impiego di altri legni poco o nulla ainenti, e inne l’interruzione del progeo illustrativo.I legni sono inquadrati da due tipi di cornici a fondo nero, che risultano già a disposizione dell’ocina di Bonino Bonini e adoati anche in altre edizioni coeve. Si traa di una cornice a candelabre e mascheroni (mm 261 x 175), più impiegata, e di una seconda cornice di modulo leggermente più grande a candelabre con tritoni in bas de page  (mm 265 x 176) impiegata in 17 occorrenze. Solo in un caso (Inf. XIII: c. h8r) la silograa non è inquadrata da alcuna cornice perimetrale.È assodato che le silograe, forse governate da un’unica regia compositiva, siano da aribuirsi a diversi artisti operanti in un’unica boega ma dotati di sensibilità e capacità assai dierenti, senza con ciò voler qui entrare nella disputa sulla partecipa - zione o meno di questi artisti alla corrente piorica riconducibile ai Carmelitani di Bre - scia. Le prime silograe dell’Inferno, caraerizzate da ampie quinte paesaggistiche e pungente espressività delle pene e dei dannati, possono ragionevolmente assegnarsi al maestro A, forse il caposcuola; altre paiono piuosto da aribuirsi a una mano B, chia -ramente distinguibile per ductus  compositivo e minore resa dei deagli. Inne è ragio - nevole supporre, già per alcuni canti dell’Inferno (Inf. XXI: c. m4v) ma poi soprauo all’altezza del Purgatorio  , l’intervento di artisti assai meno dotati, forse garzoni (come 4 ipotizza Pasero), che incidono legni rozzi e assai poco curati sia nella resa del paesag - gio che nei deagli dei personaggi. I legni, salve poche eccezioni, sono accomunati da un andamento narrativo verticale dall’alto al basso (nell’ Inferno ) e dal basso verso l’alto (nel Purgatorio ), con risultati talvolta di assoluta ripetitività, soprauo nelle silograe che illustrano il Purgatorio  in cui prevale infai una struura compositiva piuosto monotona (i due Poeti salgono lungo le balze di un monte). Le prime silograe pre - vedono la possibilità da parte del leore di inserire il nome dei personaggi ragurati dall’incisione in appositi cartigli lasciati vuoti. L’interessante invito a completare il libro a stampa non prosegue però oltre la quarta silograa. Bibliografa * 1 L L  , Della tipograa bresciana del secolo decimoquinto  , Brescia, Venturini, 1854, p. 92F L  , The art of wood engraving in Italy in the eenth century  , London, B. Quaritch, 1888, pp. 87-88P C D B  , Bibliograa Dantesca  , Prato, Tipograa Aldina Editrice, 1895, I, pp. 49-52C G  , Un exemplaire exceptionnel du Dante de Brescia de 1487  , «La Bibliolia», IV, 1903, pp. 400-407V M, P ’E  , Les livres à gures vénitiens de la n du XV  e  siècle et du commencement du XVI  e  , Firenze-Paris, Olschki-Leclerc, 1907-1914, I, 11P K  , Die Lombardische Graphik der Renaissance  , Berlin, B. Cassirer, 1913, p. 31 C P  , Le xilograe dei libri bresciani dal 1483 alla seconda metà del XVI secolo  , Bre- scia, Scuola tipograca Istituto gli di Maria Immacolata, 1928, pp. 70-76A M. H  ,    An Introduction to a History of Woodcut  , London, Constable & Com- pany, 1935 (= New York, Dover, 1963), p. 507M S  , Le livre à gures italien depuis 1467 jusqu’à 1530  , Milan, Hoepli, 1942 (= Nendeln, Kraus Reprint, 1969), n. 2312; IV, pp. LX-LXII: LXI C E. R  , Considerazioni su alcune xilograe lombarde  , in I ., L’arte dell’illustrazione *   Dalla bibliograa sono escluse le frequenti, ma irrilevanti, citazioni dell’edizione in cataloghi di mostre e di collezioni dantesche e i repertori bibliograci per i quali si rimanda qui soltanto a ISTC id00031000. 5  nel libro italiano del Rinascimento  , Milano, Görlich, 1945, pp. 42-53S S L  , Illustrazione del libro e incisione in Lombardia nel Quarocento e Cinquecento  , Modena, Artioli, 1960, p. 50L D  , Ripensamenti sulle prime edizioni della Divina Commedia  , «La Biblio - lia», LXIII, 1961, pp. 3-72: 52-72L D  , Il Boicelli e le prime illustrazioni della Divina Commedia  , Firenze, Ol- schki, 1962S S L  , Le impressioni quarocentesche della Divina Commedia  , «L’Italia Graca», XII, 1965L D  , Il ‘non nito’ nel libro illustrato antico  , Firenze, Olschki, 1973, pp. 116- 117 S S L  ,  Arte del libro: tre secoli di storia del libro illustrato dal Quarocento al Seicento  , Milano, Ares, 1974, pp. 129-130: 129G B  , Il libro come oggeo di visione: l’aività graco-illustrativa a Brescia nel Rinascimento  , in I primordi della stampa a Brescia 1472-1511. Ai del Convegno internazio - nale (Brescia, 6-8 giugno 1984)  , a cura di E. Sandal, Padova, Antenore, 1986, pp. 107-119: 116-117 6 Repertorio iconograco delle illustrazioni (con indicazione del soggeo e dei versi di riferimento del canto) Parte prima: Inferno 7  8 9 Inf. I (c. a1v). La silograa, da leggersi da destra verso sinistra, si svolge lungo un arco temporale tripartito: Dante nel folto della selva a di alberi meditabondo e sonno - lento, con il volto appoggiato su una mano (Inf. I 1-12: 11); Dante sveglio nella selva a di alberi, in ao di guardare in alto il colle roccioso illuminato dai raggi del sole (I 16-18); inne Dante spaventato dalle tre ere (tue con la bocca spalancata e correa - mente delineate) a colloquio con Virgilio, con caraeristico copricapo, lunghi capelli e folta barba, in ao di indicare le tre ere (I 31-137).
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