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Francesco Menestrina e l'Archivio vescovile di Trento. Una recensione del 1952 non pubblicata da Studi Trentini

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Da: Studi Trentini. Storia , 92, 2013, n. 1, pp. 211-234.
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  211Studi Trentini. Storiaa. 922013n. 1pagg. 211-234 Francesco Menestrina e l’Archivio vescovile di TrentoUna r ecensione del 1952 non pubblicata da “Studi Trentini” a cura di  M IRKO  S ALTORI S criveva Adolfo Cetto negli “Studi Trentini”, all’indomani della morte di Francesco Menestrina: “Curiosa per le sue peripezie la recensione da lui fatta dell’  Inventario dell’Archivio Vescovile di Trento a cura dell’Archivio di Stato  (Roma, 1951): una di quelle opere il cui valore consiste precipuamente nella esattezza dei dati. Prendendo scrupolosamente alla lettera l’invito fatto nella prefazione al lettore di suggerire gli eventuali emendamenti per una più perfetta futura edizione, il Menestrina adempì il suo compito con la meticolosità e precisione che gli erano proprie, convinto che le sue osservazioni, fatte in buona fede, sarebbero state accolte con la dovuta comprensione. Provocò invece da parte dell’A., che la vide in bozze, una reazione così vivace che la redazione si trovò indotta a pubblicarla in forma ridotta e sotto altro nome. Il Menestrina non se ne sgomentò. Le bozze però furono conservate” 1 . Le bozze in questione, conservate nell’archivio Menestrina oggi pres-so la Biblioteca comunale di Trento 2  (archivio recentemente ordinato e descritto 3 ), si pongono cronologicamente all’altezza degli ultimi contri- 1  Cetto,  In memoria di Francesco Menestrina , p. 250. 2  BCTn,  BCT 10 , 1.1.5.43. 3  L’ordinamento dell’archivio è stato finanziato dalla Soprintendenza per i beni librari e ar-chivistici della Provincia autonoma di Trento. Si veda  Biblioteca comunale di Trento.    Ar-chivio Menestrina .  212 buti dell’ormai ottantenne giurista, che in quei primi anni Cinquanta ve-niva comunque ancora scrivendo, per la rivista “Studi Trentini di Scienze Storiche”, diverse recensioni e anche qualche articolo 4 .Pare importante riproporre lo scritto menestriniano, non fosse altro che per lezione metodologica, ma anche a ricordo di un costume, e, di-remmo, di un gusto della recensione che oggi sembra perduto. In realtà esso potrebbe anche dare qualche spunto fecondo proprio in relazione al tema dell’archivio vescovile in un momento in cui si sta finalmente, dopo tanti anni, ragionando sulla sua struttura da un punto di vista storico-archivistico  5 .Menestrina ebbe, in materia d’archivi, una perizia che non era co-mune nemmeno fra gli storici suoi contemporanei e conterranei, ciò che risulta evidente in primo luogo dalla lettura dei suoi contributi di taglio storico 6 ; perizia che trovò però sfogo occasionale anche in scritti pub-blicati su quotidiani 7  e più di rado su riviste 8 . Nel febbraio 1929 egli fu anche delegato del Governo italiano per il recupero degli atti d’archivio ch’erano passati dopo il 1897 al Landesregierungsarchiv di Innsbruck 9 . 4  Sulla figura di Menestrina (1872-1961), che è ancora, soprattutto nella sua attività di giu-rista, tutta da esplorare, si veda l’ampio e dettagliato necrologio di Cetto,  In memoria di Francesco Menestrina  (che pur presenta qualche imprecisione: Menestrina si laureò a Graz il 27 ottobre del 1896, e non del 1895), seguito da una  Bibliografia curata da Cornelio S. Pisoni, comunque non completa (mancano tra l’altro quasi tutti i numerosi articoli su quo-tidiani e parecchie recensioni apparse su riviste di diritto), e da integrare con  Indici delle annate , pp. 65-71. Un profilo più recente di Menestrina è quello di Rossi, Francesco Mene-strina .  5  Il riferimento è ai diversi progetti posti in essere dall’Istituto storico italo-germanico del-la Fondazione Bruno Kessler, relativi all’inventariazione analitica dei “Libri copiali” e da quella degli “Atti trentini”, coordinati rispettivamente da Cecilia Nubola e da Katia Oc-chi. E si veda anche, in relazione ad altri fondi d’antico regime dell’Archivio di Stato di Trento, il progetto di inventariazione analitica del fondo del Capitolo del Duomo di Tren-to (comprendente comunque anch’esso una parte di documentazione vescovile) affidato dal Ministero per i beni e le attività culturali a Marco Stenico. 6  Una ristampa di essi sarebbe a nostro avviso auspicabile. Gli unici volumi che raccolgano organicamente opere di Menestrina sono quelli usciti subito dopo la sua morte per cura della Fondazione Piero Calamandrei, ossia la ristampa dei suoi due ampi lavori giovanili (Menestrina,  L’accessione nell’esecuzione  e Menestrina,  La pregiudiciale ) e una raccolta di scritti più brevi (Menestrina,  Scritti giuridici  ). 7  A titolo d’esempio: Menestrina, Gli archivî giudiziarî  ; Menestrina, Tra i nostri archivi  ; Me-nestrina , Per i nostri archivi comunali  ; Menestrina , Per la sistemazione . 8  Menestrina , Un archivio di Stato a Bolzano? ; Menestrina , Per una migliore conservazione  (segue la risposta della Sottocommissione diocesana per gli archivi ecclesiastici). Da non dimenticare le numerose recensioni alle raccolte di fonti curate da Hans von Voltelini, Al-fons Huber, Anton Haidacher, Leo Santifaller, Franz Huter, Otto Stolz. Si veda  Bibliogra- fia  e  Indici delle annate. 9  ASTn,  AU  , b.  IV. Recuperi dall’Austria. 1918-1933 , fasc. 22. Vedi anche Occhi,  Il rientro  213 Non deve quindi apparire strano che, all’uscita dell’inventario dell’Archivio vescovile di Trento 10 , egli si sia accinto a una puntigliosa analisi dello stesso, per una recensione da pubblicarsi sulla rivista di quella Società di studi per la Venezia Tridentina della quale era in quel momento vicepresidente, prendendo spesso come pietra di paragone il contributo sull’Archivio di Stato di Trento dato alle stampe da Fulvio Mascelli nel 1933 (importante e piuttosto trascurata fotografia dell’Ar-chivio a pochi anni dalla sua formazione, e quindi dei primi interventi di riordino subiti dalla documentazione) 11 . L’  Inventario , frutto in gran parte del lavoro dell’archivista Albino Casetti sotto il coordinamento dell’allora direttore Leopoldo Sandri, finito di stampare (in 300 copie) nel luglio 1951 e pubblicato nella collana “Pubblicazioni degli Archivi di Stato” del Ministero dell’interno, venne distribuito solamente nel gennaio-marzo 1952 12 .Menestrina, analizzato il libro attentamente 13 , si incontrò più volte con Casetti, com’è testimoniato dalle lettere di quest’ultimo 14 , che il 7 marzo 1952 gli mandava “un ringraziamento sincero per la Sua cordia-le collaborazione all’Inventario”, aggiungendo: “Il dott. Sandri ne sarà molto contento, io ancor di più, quantunque mi sarei augurato mille volte che la Sua preziosa, illuminata parola fosse giunta in tempo prima della stampa, che anche a me è giunta di sorpresa. La fondatezza e la necessità di una revisione, come ben a ragione Lei osserva, potrà per lo meno esserci a conforto per la II edizione”.Ma né Casetti, che della Società di Studi era in quel momento segre-tario, né tantomeno Sandri avevano ancora veduta la recensione. Il 15 marzo Casetti invitava a casa sua Menestrina, “in considerazione che il nostro colloquio circa la recensione all’Inventario sarà presumibilmen-te lungo”, e in una lettera del 24 marzo l’archivista appariva piuttosto risentito: degli archivi trentini  , p. 157. Andrebbe anche ricordato che, come avvocato erariale, Me-nestrina fu protagonista della causa civile contro il Capitolo del Duomo di Trento per il possesso degli arazzi clesiani, per cui effettuò ricerche d’archivio di concerto con Giusep-pe Gerola. Si veda in BCTn,  BCT 10 , 1.1.2.6. 10    Archivio del Principato Vescovile . 11  Mascelli,  L’Archivio di Stato di Trento . 12  Poche notizie in ASTn,  AU  , reg.  X. Protocollo 1950-1954 , e b.  I. Direzione 1949-1960 (In-ventario A.P.V. 1951) . 13  Si veda la copia personale, con numerosissime correzioni e annotazioni, conservata in BCTn, alla segnatura T II d 1388. 14  Tutte le lettere di Casetti citate sono in BCTn,  BCT 10 , 1.1.6.230.  214 “Stamattina qui a Trento ho visto il sig. Provveditore 15  il quale mi ha detto che Lei è incerto se pubblicare o meno la recensione per i troppi errori del volume. Il vol. è stato approntato in pochi mesi, nel modo che si sa. Causa in parte la tipografia 16  che adoperava assolutamente i piombi. Io sarei del parere di non pubblicare  una recensione su ‘Studi Trentini’. È meglio un semplice avviso anonimo.Né io ci posso far niente: ormai purtroppo quello che è stampato è stam-pato. Non capisco perché Lei continui a voler discutere la cosa con me. Io sono l’impiegato che ho lavorato parecchio, sì, ma sono stato il primo a dire che ci voleva una revisione prima di stamparlo. Se ha delle osservazioni o discussioni da fare, sarebbe molto meglio che ne parlasse al dott. Sandri (fra poco viene), che forse sarà pure del parere di non fare una recensione.Si tratta, diceva, più che altro di un tentativo, (Pubblicato anzi tempo!). A me rincresce molto. Spero del resto nella Sua benigna comprensione, per una soluzione migliore. (...)Resto in attesa”. Dalla lettera si comprende come Menestrina fosse ancora incerto sull’opportunità di dare alle stampe il suo lavoro, e sondasse le reazioni degli interessati. Egli dovette cercare di rasserenare gli animi, se Casetti gli scriveva il 27 marzo: “ci farebbe un piacere darci in visione la Sua pregiata recensione, a me o a Sandri. Sono più che convinto che il Suo lavoro è più che mai necessario e prezioso per noi e per l’Archivio”. È probabile che a quel punto Menestrina avesse dato in lettura il suo scritto al solo Adolfo Cetto, come si arguirebbe anche da una lettera di Giulio Benedetto Emert (allora direttore della rivista) che, fidando nelle doti diplomatiche di Menestrina, scriveva lo stesso giorno 27: “Per la recensione all’‘Inventario’ – del quale e della quale, alcune cose m’aveva detto Lei, e altre avevo apprese dal prof. Cetto – sono convinto che, come Ella può stenderla per dottrina e prudenza, non potrà turbare nessuno; tanto più che simili compilazioni risultano di necessità, più che ad altri libri suole accadere, imperfette, lacunose, sciupate da qualche inesattezza od errore, in ogni modo sempre incompiute; ed è destino che tali resteranno sempre. Benvenuto quindi riuscirà sempre l’intervento di benefico emendatore o suggeritore del meglio; e tanto più gradito quanto più a studioso esperto e non sconoscente rivolto. Tanto ciò ritengo essere 15  Si tratta del provveditore agli studi Giuseppe Dal Rì, allora presidente della Società di studi per la Venezia Tridentina. Nel lacunoso archivio della Società di Studi Trentini di Scienze Sto-riche, oggi depositato presso l’Archivio provinciale di Trento e in corso di ordinamento per cura di Luciana Eccher, non abbiamo rintracciato documentazione relativa alla questione. 16  L’Istituto grafico tiberino di Roma.  215 vero che, annunciando io in questo fascicolo (dopo reiterate e vane pre-ghiere da me dirette al caro e buon Casetti, perché egli si sobbarcasse a prepararne un iniziale ragguaglio) l’avvenuta pubblicazione del volume, in forma di semplice annuncio, senza altra aggiunta valutativa, tranne la trascrizione in extenso del sommario, inserii (come mi parve doveroso e desiderato dall’indole, o dall’intendimento, critico oltre che informativo, della nostra Rivista) il preannuncio che a un’adeguata recensione dell’o-pera stava già accudendo il prof. F. Menestrina. E ritengo, se a Lei non sembra il contrario, utile lasciarvi tale dichiarazione anticipata. Con più viva aspettativa mi riprometto dunque io di leggere le Sue con-siderazioni e repliche, perché a me offriranno altra buona occasione per imparare” 17 . E l’11 aprile Casetti, nel comunicare a Menestrina la propria nomina alla Direzione dell’Archivio, notava: “In quanto alla recensione non so come stia ora la cosa, mi premerebbe soltanto farLe presente (siccome mi ha accennato che l’Inventario discorda da quello di Mascelli ecc.) che i dati esposti nell’Inventario di Mascelli, in seguito a revisioni, sono stati più volte modificati, certi atti o serie spostati o aggiunti ecc. Né era tutto esatto: p. es. lo ‘Statuto di Borgo’ nella serie Codici è invece lo Statuto del Borgo di Chiavenna, ecc. Le posso pure assicurare che il Galante ‘Regesto cronologico’ ecc. è stato in molte parti da me corret-to ed anche dal dott. Hagemann. Che l’Inventario degli Atti Trentini e l’In-ventario della Sez. Tedesca (specie il II), benché compilati da illustri studiosi tedeschi, sono stati trovati in certi periodi pieni di errori e di inesattezze. Non vorrei che si fidasse troppo di quanto hanno pubblicato gli altri...”. Si capisce come Casetti non avesse ancor letto la recensione. Recen-sione che poco più di un mese dopo veniva consegnata per la stampa alla tipografia TEMI, per il secondo fascicolo 18 .Ma alla metà di giugno la recensione, a quel punto letta (ed evidentemen-te da varie parti disapprovata), era ancora ‘congelata’. Emert comunicava in-fatti il giorno 18 a Menestrina, con prosa involuta che malcelava l’imbarazzo: “Tanto più ero contento della Sua visita, perché avevo pure approntate le prove di stampa della Sua recensione; ma, dopo un lungo colloquio col prof. Sandri e un altro, accorato, col dott. Casetti, senza un Suo colloquio non avrei osato – né certo l’avrebbe voluto neppure Lei – dare il via per la stampa sul fascicolo nel [sic] testo preparato. 17  BCTn,  BCT 10 , 1.1.6.385. Per l’annuncio si veda Emert,  Inventario dell’Archivio di Stato in Trento. 18  In data 19 maggio 1952, come da una nota sul manoscritto, in BCTn,  BCT 10 , 1.1.5.43.
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