Entertainment

L'EFFETTO BULLWHIP, NELLA GESTIONE DELLA SUPPLY CHAIN

Description
Una supply chain non gestita efficacemente è intrinsecamente instabile. L’evidenza empirica dimostra che la variabilità della domanda, all’interno della supply chain, cresce man mano che ci si allontana dal consumatore finale. Questo effetto è
Categories
Published
of 13
All materials on our website are shared by users. If you have any questions about copyright issues, please report us to resolve them. We are always happy to assist you.
Related Documents
Share
Transcript
        a      n      n      a        l        i      a      n      n      a        l      a      n      n      a        l           i UNIVERSITÀDEGLI STUDIDIPALERMO AnnalidellaFacoltàdiEconomia AREA ECONOMICO-AZIENDALE 2007ANNO LXI  Abstract: Una supply chain non gestita efficacemente è intrinseca-mente instabile. L’evidenza empirica dimostra che la variabilità delladomanda, all’interno della supply chain, cresce man mano che ci si al-lontana dal consumatore finale. Questo effetto è chiamato effetto “bul-lwhip”, in italiano “frusta per buoi”, per il tipo di oscillazione della do-manda che esso crea; un minimo movimento, ad un estremo della fru-sta, causa un grande movimento alla sua estremità opposta, si ha dun-que un effetto “amplificante” delle fluttuazioni durante il rilancio al-l’indietro, degli ordini lungo la catena logistica. Questo effetto creaseri problemi nella pianificazione e nella gestione della supply chain.L’obiettivo del presente lavoro è di descriverne le cause e proporre solu-zioni per contrastarlo. Introduzione L’srcine del termine “bullwhip” è da attribuire ai dirigenti dellaProcter & Gamble. Essi riscontrarono come, nella realtà, mentre la do-manda del consumatore era tendenzialmente costante, gli ordini dei ven-ditori facevano rilevare una significativa variabilità con un’evidentespread tra i due livelli quantitativi.Come notano Lee, Padmanabhan e Whang (1): “Le informazionidistorte da un capo all’altro della Supply Chain possono portare a gran-di inefficienze”. In altre parole la variabilità degli ordini ricevuti daivenditori e dai magazzini è molto più elevata della variabilità della do-manda dei clienti. Per di più qualora le singole organizzazioni tentinodi porre rimedio al problema, senza coordinarsi con le altre all’interno G ANDOLFO D OMINICI (1)H AU L. L EE - V. P ADMANABHAN - S EUNGJIN W HANG , Sloan Management Review,Spring 1997, vol. 38, n. 3. L’EFFETTO BULLWHIP,NELLA GESTIONE DELLA SUPPLY CHAIN  del network, le oscillazioni possono aumentare di ampiezza acuendo il problema.Inoltre l’approvvigionarsi dai fornitori con ordini a lotti crea unadomanda con andamento discontinuo che contribuisce ad incrementaregli errori di previsione e la distorsione dell’informazione. Nell’evidenza empirica, i tentativi di evitare l’effetto bullwhip contecniche avanzate di previsione a tutti i livelli della supply chain, sonorisultati spesso inutili se non anche controproducenti. La gestione delflusso informativo ed il coordinamento degli ordini, lungo la catenalogistica, sembrano essere l’unico metodo efficace per ridurre l’effet-to bullwhip. Se consideriamo il sistema azienda nella forma di  supplychain , la gestione dell’intero network avviene con la comunicazione, èevidente pertanto come essa sia fondamentale per il funzionamento otti-male della struttura, infatti, oltre a collegare le imprese a monte conquelle a valle, ha la caratteristica di essere bidirezionale, vale a dire digenerare dei  feedback  tra un attore economico e l’altro. Da questa bidi-rezionalità nasce l’opportunità per il perfezionamento del sistema stes-so e la coordinazione necessaria a ridurre l’effetto bullwhip.Analizzando la supply chain, nei suoi vari livelli, è possibile com- prendere la logica alla base dell’effetto bullwhip. Partendo dal primolivello della supply chain (il venditore al dettaglio), ci troviamo difronte ad una domanda distorta di scorte che raggiunge il livello su- periore dove avviene un’ulteriore distorsione informativa che falsa,a sua volta, la domanda di merce inoltrata al livello superiore. Proce-dendo via via con questa dinamica, da valle verso monte, si ravvisauna crescente asimmetria tra la domanda a valle e l’offerta a montedella catena.L’effetto distorsivo si ripercuote lungo tutta la supply chain e creadiversi problemi:1)incremento di costi causato da una eccedenza di stock lungotutto il sistema;2)decremento dei livelli di servizio dovuto ad un assortimentonon ottimale;3)inefficiente utilizzo di risorse umane e logistiche, dovuto all’in-certezza sulla stima di ordini che si riferiscono alla domanda media oa quella massima.In altre parole, nell’ambito della gestione della produzione indu-striale, l’effetto bullwhip riflette essenzialmente la distorsione delleinformazioni riguardanti gli ordini di approvvigionamento. Questa di- 46GANDOLFO DOMINICI  storsione è per lo più imputabile al processo di traduzione della do-manda dei clienti in ordini verso i fornitori ad ogni stadio della  supplychain .La distorsione della domanda, nella catena logistico-produttiva,influenza la giacenza media dei suoi vari componenti, che tendono atenere volumi di stock di prodotti superiori al necessario, causando co-sì “sprechi” di diversi livelli.Questi “sprechi” sono quelli individuati da Monden (2)e classifi-cati in quattro livelli:  L’EFFETTO BULLWHIP, NELLA GESTIONE DELLA SUPPLY CHAIN  47 Il primo “spreco” è l’esistenza di un eccesso di risorse produttive,cioè l’eccedenza di forza lavoro, di capacità produttiva e di stock di ma-terie. Tutto ciò è causa della maggiore incidenza dei costi, conseguen-te ai più bassi livelli di utilizzo delle risorse. Inoltre, mantenere livellieccessivi di stock, di forza lavoro e di impianti può portare il manage-ment ad utilizzare a pieno la capacità produttiva, anche quando il mer-cato non lo richiede, il che porta al secondo livello di “spreco” la “so-vrapproduzione”. Le produzioni dovrebbero essere vendute e non ac-cumulate in magazzino. La sovrapproduzione causa lo “spreco” di ter-zo livello: “l’eccesso di stock di prodotti finiti”. Come sottolineato dal- (2)M ONDEN Y ASUHIRO , “Toyota Production System: An Integrated Approach to Just-IN-Time” 3 rd edition, Engineering & Management Press, 1998. 1°livello di sporco Eccessive risorse produttive 2°livello di sporco Sovrapproduzione 3°livello di sporco Eccesso di stock  4°livello di sporco Inutili investimenti di capitale  la Theory of Constraints (3): “ eccessivi stock di prodotti – in partico-lare di stock work-in-process – sono una passività operativa ” poichél’eccesso di materiali e semilavorati lungo la linea di produzione (stock  work-in-process ) è responsabile per l’aumento del cycle-time e del lead-time . Le mansioni extra rendono la sovrapproduzione quasi invisibileaccrescendo così gli “sprechi”. Oltre a ciò, gli stock in eccesso genera-no maggiori costi di conservazione e di gestione degli stessi. L’ecces-so di stock porta al quarto livello di “spreco”: gli “inutili investimentidi capitale” necessari ad acquisire le risorse e le strutture per gestirel’eccesso di stock.È dunque necessario non solo capire le cause dell’effetto Bullwhipma anche essere in grado di implementare e coordinare politiche mira-te lungo l’intera supply chain. Le cause dell’effetto Bullwhip e le vie per contrastarlo Per contrastare l’effetto bullwhip nella supply chain è necessariodapprima individuare ed analizzare le sue cause; individuate le cause,il management potrà adottare le necessarie decisioni.1.  Previsione della domanda La funzione di previsione della domanda fornisce ad ogni impre-sa, nella supply chain, i dati necessari alla programmazione della pro-duzione, alla pianificazione della capacità produttiva, al controllo del-l’inventario e alla pianificazione dei fabbisogni (MRP). Solitamente la previsione si basa sui dati storici inerenti ai clienti diretti dell’impresa.Ciò comporta che ogni impresa, lungo la catena di fornitura, interpre-ta la variazione dei quantitativi di ordinazione, da parte dell’impresa avalle, come un “segnale” circa l’andamento futuro della domanda. Ba-sandosi su questa indicazione, l’impresa a monte aggiusta la sua pre-visione della domanda e dunque gli ordinativi diretti ai fornitori a mon-te che, agendo secondo la medesima logica, generano ed amplificanol’effetto bullwhip. 48GANDOLFO DOMINICI (3)Vedi N OREEN E.W., S MITH D.A., and M AC K  EY J.T., “ Theory of Constraints and Its Implications for Management Accounting  ”, North River Press, 1995.
Search
Tags
Related Search
We Need Your Support
Thank you for visiting our website and your interest in our free products and services. We are nonprofit website to share and download documents. To the running of this website, we need your help to support us.

Thanks to everyone for your continued support.

No, Thanks