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Museo Archeologico di Napoli: Nuove informazioni sulla provenienza di un mosaico con rappresentazione di Teseo che uccide il Minotauro

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New hypothesis around the provenance of a mosaic, preserved in Museo Archeologico Nazionale di Napoli from the territory of Fondi (Southern Latium - Italy).
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   AISCOM  ATTI DEL XXII COLLOQUIO DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA PER LO STUDIO E LA CONSERVAZIONE DEL MOSAICO con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo(Matera, 16-19 marzo 2016)a cura di Claudia Angelelli, Daniela Massara e Andrea Paribeni   La riproduzione del testo o brani di esso, in qualsiasi forma presentata e diffusa, è assoggettata alla legge 22 aprile 1941, n. 633 successivamente modificata con la legge 18 agosto 2000, n. 248.ISBN 978-88-909657-7-7© 2017 - Edizioni Scripta Manent di Tipografia Mancini s.a.s. Via Empolitana, 326 - 00019 TIVOLI (Roma)Tel. 0774411526 - Fax 0774411527tipografiamancini@libero.it Per il contributo finanziario alla stampa degli Atti si ringrazia vivamente la Ufficio Sistemi Culturali Turistici Cooperazione Internazionale   325  ANDREA DI ROSA  MUSEO ARCHEOLOGICO DI NAPOLI: NUOVE INFORMAZIONI SULLA PROVENIENZA DI UN MOSAICO CON RAPPRESENTAZIONE DI TESEO CHE UCCIDE IL MINOTAURO New hypothesis around the provenance of a mosaic, preserved in Museo Archeologico Nazionale di Napoli from the territory of Fondi (LT). The most of the archaeological record in the territory of Fon- di discoverd in occasional excavations between the eighteenth and twentieth century. For this reason we have paid special attention to the documents analysis of the Archival of Museo e Archivio di Stato di Napoli.Keywords: Theseus kills the Minotaur, emblemata , Southern Latium  In questa sede si intende chiarire meglio l’incerta provenienza (Formia?) di uno dei tre mosaici con raffigurazione di Teseo che uccide il Minotauro, conser- vati presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli 1  (figg. 1-3). I tre quadretti musivi ripropongono temi iconografici di tradizione ellenistica, documentati an-che in altri emblemata   coevi dell’Italia centromeridionale, di derivazione comune da uno stesso archetipo pittorico. Gli esemplari formano un gruppo omogeneo de-finito da Daszewski, come type campanien  , nella sua classificazione di mosaici con Teseo e il Minotauro 2 .I tre emblemata   del Museo di Napoli provengono da diverse località: L’ emblema   detto provenire da Formia è eseguito in maniera più accurata rispetto agli altri e dietro i due protagonisti in lotta è raffigurato un edificio con un’apertura ad ar-co 3  (fig. 1). L’ emblema   proveniente da Chieti decorava probabilmente una domus   e mostra il combattimento tra Teseo e il Minotauro in presenza di giovani atenie-si 4  (fig. 2). Nell’ emblema   proveniente da Pompei, di cui non si conosce il preciso contesto di rinvenimento, i corpi e i passaggi cromatici risultano irrigiditi, la sce-na è semplificata e incentrata sulla lotta 5  (fig. 3). Ulteriore attestazione dello stes-so schema iconografico, è un altro mosaico conservato in situ   che decora il cubi-colo 42 della “Casa del Labirinto” di Pompei 6 .Quest’ultimo mosaico è l’unico di cui si conosca con precisione il contesto di rinvenimento, è inserito al centro di un tessellato bianco e nero che riprodu-ce un labirinto, al cui interno si trovava il Minotauro. È molto probabile che an-che gli esemplari al Museo archeologico fossero circondati dallo stesso motivo, poi-ché in età romana sono noti numerosi esempi di raffigurazioni musive del com- 1  Questo contributo verte su un singolo aspetto della mia ricerca di dottorato, alla quale si riman-da per una trattazione approfondita dell’intera documentazione, cfr. D I  R  OSA   2015; Collezioni 1989, p. 118, figg. 29-31; Schede ICCD-RA: 15-00257427; 15-00257472; 15-00257426. 2  D  ASZEWSKI  1977, pp. 49-50, 79-81. Bibliografia recente in S  ALCUNI  2010 , pp. 158-159. 3  Napoli, M.A.N., Inv. 10017. Rispetto all’ emblema   teatino i passaggi cromatici appaiono più gradua-li, le ombreggiature sono più sfumate e l’esecuzione dei panneggi più naturalistica. 4  Napoli, M.A.N. Inv. 10018. Si attesta una vasta lacuna ricostruibile con un’apertura ad arco simi-le a quella osservabile nell’ emblema   da Fondi, cfr. R  OBOTTI   1997, p. 70, fig. p. 68;  C  AMPANELLI   1997, p. 31. 5  Napoli, M.A.N. Inv. 10016. 6   S TROCKA   1991, pp. 38-39, figg. 62-63.
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