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Nuove Forme Di (Auto) Organizzazione Della Protesta Politica. La Primavera Studentesca Francese Del 2006 Ei Nuovi Media

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Nuove Forme Di (Auto) Organizzazione Della Protesta Politica. La Primavera Studentesca Francese Del 2006 Ei Nuovi Media
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   1  Nuove forme di (auto)organizzazione della protesta politica.La primavera studentesca francese del 2006 e i nuovimedia 1   Simone Morgagni 2  Introduzione Durante la scorsa primavera 2006, anche gli studenti stranieri in visita presso l'università di Paris VIII, si trovarono coinvolti nella dura protestastudentesca che in Francia si oppose alla proposta di legge sul contratto primoimpiego (CPE) presentata dal governo De Villepin. I tre mesi di occupazioni,manifestazioni, interventi di sensibilizzazione e scontri con le forze dell'ordinehanno prodotto una notevole nube di riflessioni sparse e poco coordinate,lasciate qua e là su pezzi di carta o su documenti digitali appena abbozzati.Vorremmo, all'interno di questo contesto, recuperarne una piccola partee discutere sul modello di organizzazione che ha permesso la nascita, ilmantenimento e il parziale successo di questo movimento. Come conseguenzavorremmo inoltre giungere ad una serie di conclusioni più generali checrediamo possano essere sintomo di una nuova schematizzazione dell'agire politico che vedrà affiancarsi alle attuali alleanze politiche  forti (partiti in primis) un nuovo modello di organizzazione debole basato su principi dicondivisione di contenuti e sul modello progettuale legato al concetto di retesociale.Ogni manifestazione di massa che ha l'obiettivo di contrapporsi alledecisioni del potere legislativo od esecutivo all'interno dello schema canonico diuna democrazia potrebbe metaforicamente essere rappresentato come una provadi forza fisica. Lo scontro avviene, tuttavia, solo in quei casi in cui la forza 1 Per citare questo testo si prega di fare riferimento alla versione cartacea, indicando i seguentidati:  Nuove forme di (auto)organizzazione della protesta politica. La primavera studentesca francese del 2006 e i nuovi media , in  Il senso della Repubblica . Doveri , FrancoAngeli, Milano,2007 2 EHESS Paris   2 oppositiva giunga ad ottenere una massa critica tale da assumere rilevanzaall'interno della sfera politica in questione, locale o nazionale che sia. Sicostringe in tal modo l’organo di gestione del potere ad aggiungere alla propriaagenda 3 una reazione od una mediazione alla questione sollevata al fine dimantenere attivo il proprio ruolo di gestore dell'interesse pubblico. Una voltache lo scontro abbia avuto inizio esso continuerà sino al raggiungimento di unamediazione accettabile da parte di entrambi i soggetti o fino a quando uno deidue non abbandonerà le proprie posizioni al fine di accettare il nuovo status quo proposto dall'altro.Volendo schematizzare e generalizzare il modello potremmo dire che unconfronto tra potere costituito e un nucleo oppositivo momentaneo si formaseguendo i passi proposti dallo schema seguente:1.   Rottura dell'ordine: innesco della problematica2.   Acquisizione delle abilità del sapere e del potere da parte deglioppositori: •   Creazione di un'alleanza momentanea tra gli oppositori •   Aumento di capacità degli oppositori •   Il tema entra di forza all'interno dell'agenda quotidiana3.   Collisione tra le due sfere4.   Ricomposizione di un nuovo ordinePotremmo ricondurre quanto detto sinora ai termini della semioticastrutturale greimasiana 4 , parlando dunque in termini di  performanza narrativa  dell'azione di protesta. L'inserimento del discorso politico all'interno dell'otticasemiotica, cui non entreremo tuttavia nei particolari in questa sede, tornerà adesserci utile in un secondo tempo, ma già da ora, possiamo anticipare come essa 3 Per una breve descrizione del concetto di agenda setting, con particolare riferimento ai nuovimedia, rimandiamo a Morgagni (2005), per una descrizione più estesa rimandiamo invece aMcQuail (2003). 4 Per una descrizione del modello greimasiano standard rimandiamo a Coquet (1997), pur chiarendo sin da ora che non intendiamo, non essendo questa la sede adatta, addentrarciall’interno delle problematiche sollevate dall’attuale dibattito semiotico. Nonostante gli sviluppidella semiotica contemporanea, ed in particolare il dibattito post-strutturalista e larielaborazione del modello semiotico greimasiano da parte di Jacques Fontanille, riteniamo chenel nostro caso specifico la teoria narrativa standard possa rispondere ottimamente alle nostrenecessità empiriche.   3 ci consentirà di porre e testare all'interno di questo schema teorico tutte le possibili modalità di protesta politica, portandoci così alla possibilità di unageneralizzazione delle conclusioni cui giungeremo 5 .L'11 gennaio 2006 Dominique De Villepin presenta al consiglio deiministri la sua proposta di legge per "l'uguaglianza delle opportunità",all'interno della quale apparirà, la settimana seguente, l'articolo destinato ascatenare le violente polemiche che avrebbero infiammato il paese per l'intera primavera. L'articolo prevedeva infatti la nascita di un nuovo tipo di contrattoflessibile, chiamato contratto primo impiego, applicabile a tutti i lavoratori dietà inferiore ai 26 anni.L'articolo in questione prevedeva la possibilità che gli assunti sotto uncontratto di questo tipo, vedessero il proprio periodo di prova allungato a 24mesi, all’interno dei quali non sarebbe più stata richiesta la giusta causa per effettuare il licenziamento. Nonostante il nome, questo contratto non sarebbestato applicabile solo all’interno della prima esperienza lavorativa dell’assunto,ma semplicemente sino allo scadere dell’età massima prevista. Dominique DeVillepin stimava, grazie alle misure previste da questa legge, di poter trovaresoluzione all’elevata cifra del tasso di disoccupazione giovanile (23% nel 2006contro il 10% di disoccupati sul totale della popolazione attiva) che inquieta, tragli altri paesi europei, anche la Francia.Il testo tuttavia provocò fortissime polemiche, sia tra gli studenti, licealie universitari, che tra i sindacati e i partiti politici di sinistra che ritenevanocome questo tipo di contratto avrebbe semplicemente facilitato i licenziamentiabusivi e aumentato la precarietà. Anche nello schieramento opposto tuttavianon c’era unanimità d’intenti in quanto una parte delle organizzazioni di destrae degli stessi parlamentari della maggioranza, non riservò una buonaaccoglienza al progetto che, probabilmente proprio per questo, passò all’esamedi entrambe le camere sottoposto alla fiducia governativa.Il 18 gennaio 2006, a due soli giorni dalla presentazione del progetto e ben prima che esso giungesse alle camere, nasceva Stopcpe.net  6  , uno spaziointernet creato la sera precedente dai Giovani Socialisti e destinato a divenire il 5 Per una brillante integrazione tra modello di analisi semiotico e discorso strategico-politicorimandiamo all’opera di Eric Landowski e in particolare al recente  Les Interactions Risquées (2005) 6  http://www.stopcpe.net    4  punto di riferimento in rete per l’intero movimento. Nel breve volgere di pocheore ben quindici associazioni studentesche si riuniscono attorno a questo spazioweb e viene pubblicato un primo articolo di protesta contro la proposta di leggegovernativa. Solamente il giorno seguente le sigle riunite attorno al progettoconvocano una conferenza stampa auto-proclamandosi espressione ufficiale delmovimento anti-CPE.Per la prima volta la manifestazione di protesta si presenta in manieraufficiale attraverso la rete ancora prima che sui media tradizionali. Tutto questoquando ancora l’opinione pubblica non ha una buona conoscenza del problemae quando, aldilà di una nota di protesta puramente formale, sia i sindacati, che i partiti di sinistra, non hanno assunto, di fronte al problema, una posizionespecifica e chiara.   5 Mobilitazione via internet: la necessità dell’informazione Il primo momento, la partenza della protesta, la costruzione di unamassa critica da parte degli oppositori è una corsa contro il tempo. Ognitentativo di opporsi in maniera democratica e di massa ad un'azione ritenutadannosa e presa dai rappresentanti politici deve infatti sfruttare il momento dimigliore publicizzazione mediatica al fine di massimizzare i propri risultati.Questo avviene perché nelle nostre forme di governo passa un limite di temporelativamente ristretto, tra la presentazione delle proposte di legge e la loroapprovazione, all'interno del quale è possibile la modifica del testo in questionesenza dover ricorrere a metodi complessi o alla scrittura di una seconda leggeche agisca sulla prima.Una convincente azione di protesta deve quindi inizializzarsi econcludersi preferibilmente all'interno di questo lasso di tempo in modo da poter sfruttare la copertura mediatica sull'argomento e in modo da poter esercitare il proprio maggior potere di responsabilizzazione sugliamministratori. La minaccia che infatti viene a configurarsi è quella dell'elettoreche si rivolge direttamente al proprio candidato rappresentante, facendoglinotare come egli stia agendo in maniera differente rispetto a quello chel’elettore vorrebbe fosse fatto sulla base del mandato espresso in occasione delvoto.Una volta terminato questo periodo ed entrata in vigore la legge avvieneuna sorta di de-responsabilizzazione dei singoli eletti (meno inclini allora acambiare quanto è divenuto legge) e persino il sostegno dell'agenda paese vienea mancare, dato che essa si ritroverà a fare i conti con problemi nuovi, sorti da poco. In questo secondo caso creare e mantenere attivo un movimento diopposizione sociale richiede una forza maggiore e lascia, al contempo, possibilità di riuscita molto minori. Entrambi i contendenti sono consapevoli diquesta ristretta tempistica e agiscono di conseguenza: cercando di attivare ecostruire la propria rete nel minor tempo possibile, i manifestanti, cercando diridurre al minimo il tempo di discussione istituzionale, per lasciarsi in qualchemodo alle spalle la problematica, il governo.In Francia nel 2006 è avvenuto esattamente questo. Il governo DeVillepin mise la legge come prioritaria in coda di discussione e gli studenti
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