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AGLI ALBORI DELLA CARTOGRAFIA MUSULMANA - I VIAGGIATORI CHE TESSERO GLI ITINERARI DEL SAPERE

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  22/12/2015 InStoria - Agli albori della cartografia musulmanahttp://www.instoria.it/home/cartografia_musulmana.htm 1/3 .   . [ISSN 1974-028X] .....   ...   ..   . MEDIEVALE N. 91 - Luglio 2015 (CXXII) AGLI ALBORI DELLA CARTOGRAFIA MUSULMANA I VIAGGIATORI CHE TESSERO GLI ITINERARI DEL SAPERE di Federica Campanelli   I grandiosi capolavori della cartografia musulmana sorti tra basso Medioevo ed epocamoderna – come il Kitāb   Ru ğ ar   e la Tabula Rogeriana  che Idrisi elaborò per RuggeroII di Sicilia durante "l'età dell'oro" islamica, o la Mappa del Mondo e il portolano delMediterraneo Kitāb-i bahriyyè  di Piri Reis, realizzati nell'alveo della superpotenzaottomana – affondano le proprie remote radici nei coraggiosi spostamenti di studiosi,viaggiatori o semplici mercanti e pellegrini arabi che, al termine dei loro itinerari,fornivano variopinti e a volte semileggendari resoconti da cui potevano essereestratte ed elaborate le più disparate informazioni di carattere geografico etopografico.   . La Mappa del Mondo di Idrisi(copia del XIII secolo)   GBE EDITA E PUBBLICA: . - Archeologia e Storia . - Architettura . - Edizioni d’Arte . - Libri fotografici . - Poesia . - Ristampe Anastatiche . - Saggi inediti ..   InStoria.it   cerca by FreeFind   EXTEMPORANE  22/12/2015 InStoria - Agli albori della cartografia musulmanahttp://www.instoria.it/home/cartografia_musulmana.htm 2/3 . La Sicilia in una mappa di Piri Reis(dal  Kitab-i Bahriye , XVI secolo)   Fu questo un lungo processo – iniziato in epoca altomedievale – fatto di continuericerche, integrazioni e approfondimenti che permise di superare l'ostacolo dellascarsa precisione dei rilevamenti su larga scala e l'inattendibilità delle primedescrizioni (spesso attinte da fonti essenzialmente orali), e infine di raggiungere uncomplesso sistema cartografico fornito di saldo fondamento scientifico di cui gioveràanche tutto l'Occidente, ancora vincolato a rappresentazioni più ideologiche cherealistiche del proprio territorio.La prestigiosa e fiorente Bayt al-  ikma con sede a Baghdad, capitale del califfatoAbbaside (750-1250) nonché fervente crocevia di saperi e culture, fu la primaistituzione culturale ad adottare, a partire dal IX secolo, un programma di ricerca ingrado di perfezionare il calcolo del meridiano terrestre con enormi risvolti teorici epratici.Il punto di partenza furono i grandi trattati geografici e astronomico-matematici,ancora del tutto sconosciuti in Europa, che Tolomeo compilò nel II secolo: trattasidella Geografia  e di quell'opera che gli Arabi chiamarono al-Ma ǧ  is ṭ  ī  , latinizzato  Almagesto , entrambi tradotti per la prima volta dal greco nella Baghdad abbaside delIX secolo.Agli albori del processo di mediazione operata dal mondo arabo tra la culturascientifica   classica e le rinnovate esigenze conoscitive, non potevano dunque mancarei ricchi contributi apportati dagli itinerari   tessuti da coloro che, numerosissimi,lasciavano i rispettivi Paesi per intraprendere lunghi viaggi, finanche oltre i confinidel Califfato.Tra i primi viaggiatori arabi di cui si hanno notizie, sebbene molto limitate, simenziona Hārūn ibn Ya  ya, probabilmente siriano, vissuto nella seconda metà del IXsecolo. Dai resoconti del Kitāb al-a ' lāq an-nafīsa  ( Libro delle gemme preziose ) delgeografo persiano Ibn Rustah (IX-X secolo) sappiamo che in Palestina, tra gli anni880 e 890, Hārūn venne catturato dai bizantini e condotto prigioniero aCostantinopoli.Durante il periodo di negoziazione del suo riscatto, gli fu concesso di lasciare ilcarcere e sostare in città fino al termine delle trattative. Hārūn ne approfittò pervisitare e conoscere a fondo Costantinopoli, e da questa esperienza prese corpo unadelle più notevoli descrizioni della città bizantina in epoca altomedievale. Ottenuto ilrilascio, Hārūn ibn Ya  ya seguì un itinerario che lo condusse a Roma, dove soggiornòper qualche tempo. Da quell'esperienza nacque un fantasioso resoconto in cui l'Urbeappariva avvolta da una stereotipata aura mitica, a dimostrazione di quanto il nomedi Roma fosse ancora legato a sentimenti di prestigio e grandezza.Tra IX e X secolo si colloca il geografo e burocrate Ibn Khurdādhbah, persiano delKhorasan, regione a Nord-Est dell'Iran. Avendo ricoperto per qualche anno un ruoloamministrativo nella gestione del sistema postale abbaside, che implicava ancheun’attività di spionaggio politico per il califfato di al-Mu'tamid (870-892), IbnKhurdādhbah ebbe modo di approfondire la conoscenza dei luoghi, dei traffici e deipopoli delle provincie abbasidi e dei territori limitrofi. Negli anni '40 del IX secoloscrisse il Kitāb al-masālik w’al mamālik   ( Libro   delle vie e dei regni  ), contenente ricchiriferimenti al Sud del continente asiatico tra cui le isole Andaman nel golfo delBengala, la Malesia occidentale, Giava e persino la Cina dei Tang, la Corea e ilGiappone.Altra personalità di quel tempo fu al-Mas'ūdī, gran viaggiatore, poligrafo ed ecletticoconoscitore srcinario di Baghdad, dove nacque nell'897. Le sue opere, qualificate daraffinato approccio critico, ricchezza di contenuti interdisciplinari e grande valorestoriografico, godettero di buona reputazione nell'ambiente culturale arabo-persianoalmeno fino al XV secolo, tanto da giustificare all'autore l'appellativo di "Erodoto degliArabi".Il suo scritto dal titolo Murū ǧ   al- Ḏ ahab wa ma'ādin al- ǧ  awhar   ( Prati d'oro e miniere di gemme ) rappresenta un generoso e sistematico compendio delle conoscenze storiche,culturali e geografiche dei vari Paesi visitati; conoscenze acquisite non soloattraverso le fonti scritte, ma anche (e soprattutto) tramite il contatto diretto con larealtà di quei territori. In tale opera al-Mas'ūdī tratta del Mediterraneo soffermandosisull'Emirato di Sicilia (la prima forma di autonomia amministrativa dell'Isola) conriferimenti ai territori pugliesi di Bari e Taranto da poco tornati in mano bizantina(871 Bari e 880 Taranto) dopo una breve parentesi saracena.Contemporaneo di al-Mas'ūdī fu Ibn  awqāl, anch'egli partito da Baghdad (nel 943)inizialmente a scopo commerciale, per un lungo itinerario che gli farà attraversaretutto il mondo musulmano, dal Medio Oriente al Nord Africa, dalla Sicilia all'al-Andalus. Dal soggiorno siciliano di Ibn  awqāl è particolarmente interessante ladescrizione topografica che egli fa della Palermo del X secolo, arricchita dainformazioni sull'organizzazione sociale della città e le condizioni economico-culturalidell’isola in generale. Oggi a Palermo una via porta il suo nome.    22/12/2015 InStoria - Agli albori della cartografia musulmanahttp://www.instoria.it/home/cartografia_musulmana.htm 3/3 .. Il Mondo secondo Ibn  awqāl   Fondamentale per la conoscenza dei Paesi asiatici ed europei estranei al mondoislamico fu, infine, l’opera del già citato Ibn Rustah, geografo ed esploratore persianosrcinario di Isfahan. Attraverso Ibn Rustah si poterono raccogliere informazioni sualcuni popoli e territori dell'Est Europa e della Russia occidentale; egli compilò inoltrela prima dettagliata rappresentazione della città persiana di Isfahan.   [REGISTRAZIONE AL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA N° 577/2007 DEL 21 DICEMBRE]   .  
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