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Baldassarre Lombardi (Censimento dei commenti danteschi)

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Censimento dei commenti danteschi 2. I commenti di tradizione a stampa (dal 1477 al 2000) e altri di tradizione manoscritta posteriori al 1480, a cura di E. Malato e A. Mazzucchi, coordinamento editoriale di M. Corrado, Roma, Salerno ed., 2014, pp.
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  CENSIMENTO DEI COMMENTI DANTESCHI  2. I COMMENTI DI TRADIZIONE  A STAMPA (DAL 1477 AL 2000)  E ALTRI DI TRADIZIONE MANOSCRITTAPOSTERIORI AL 1480   A cura di  Enrico Malato e  Andrea Mazzucchi Coordinamento editoriale di Massimiliano Corrado SALERNO EDITRICEROMA   Edizione realizzata su iniziativa e con la collaborazione del  « CENTRO PIO RAJNA » centro di studi per la ricerca letteraria, linguistica e filologica Con il sostegno di  La revisione generale e la cura redazionale del volume sono di Massimiliano Corrado L’inserto iconografico è a cura di  Andrea Mazzucchiisbn 978-88-8402-890-7 Tutti i diritti riservati - All rights reservedCopyright © 20 14  by Salerno Editrice S.r.l., Roma. Sono rigorosamente vietati la ri- produzione, la traduzione, l’adattamento, anche parziale o per estratti, per qual sia si uso e con qualsiasi mezzo effettuati, senza la preventiva autorizzazione scritta della Sa-lerno Editrice S.r.l. Ogni abuso sarà perseguito a norma di legge.  109  BALDASSARRE LOMBARDI F rate francescano, letterato, filologo e commentatore dantesco. Le uniche notizie biografiche documentabili si limitano agli avvenimenti principali della sua vita. L’archivio plebano di Vimercate riporta che nella città brianzola B.L. nacque il 2 1  luglio 1 7 1 8 da Isidoro, bargello dell’ufficio giurisdizionale del- la Martesana, e da Caterina Forlona. Battezzato col nome di Antonio Maria,  prese a chiamarsi Baldassarre allorché venne consacrato minore francescano. Dal 1 750 al 1 763 fu lettore di Filosofia al Collegio mariano di Bergamo. Infatti sui registri della Misericordia maggiore, la congregazione che amministrava il collegio, il nome di L. compare due volte, per l’assunzione nel 1 750, per una gratifica nel 1 757, finché per l’anno scolastico 1 764 si procedette a ricercare nuovo personale dopo le dimissioni dei docenti francescani, dunque anche di L. Prima di lui al Collegio mariano aveva insegnato l’erudito bergamasco Pier  Antonio Serassi, la cui biografia è speculare a quella del francescano. Serassi curò un’edizione della Commedia uscita nel 1 752 a Bergamo mentre vi insegna-va L., quindi si trasferí a Roma, dove tra l’altro lavorò come minutante della congregazione De     propaganda fide  . A sua volta L., parroco di S. Salvatore in Onda a Roma a partire dal 25 luglio 1 769, pubblicò il suo commento dantesco  presso l’editore Antonio Fulgoni, ministro della tipografia di Propaganda . L’abate Serassi, Giovanni Cristofano Amaduzzi, soprintendente della stessa tipografia, e il cardinal Giuseppe Garampi, membro della congregazione, so-no onorati nelle chiose dell’edizione lombardina per il loro contributo all’ese-gesi o alla constitutio textus  . Non vi è citato il cardinal Stefano Borgia, fino al 1 789 segretario della congregazione, sodale di L. nonché intermediario tra lui e il canonico veronese Giovanni Iacopo Dionisi. Nominato a sua volta segretario del generale dell’Ordine francescano, L. nel 1 80 1  si trasferí al Convento gene-ralizio dei Dodici Apostoli a Roma, dove si spense il 2 gennaio 1 802, e fu sepol-to nella chiesa di San Salvatore. La fonte delle notizie del periodo romano è l’insieme di documenti conservati dall’archivio generale dei Frati minori con-ventuali, nel già ricordato Convento generalizio. Altre notizie riferite dal pri-mo biografo ottocentesco – per es. l’attività poetica condotta sotto l’anagram-ma di Arrabassalde Barmoldi – non hanno ancora trovato, allo stato attuale delle ricerche, alcun riscontro documentario.Gli interessi intellettuali di L., se si escludono cinque saggi di argomento teologico e di natura polemica e occasionale, sono quasi del tutto concentrati sulla sua Commedia  commentata, la prima uscita ufficialmente a Roma nel 1 79 1 -’92 in tre tomi, col titolo La ‘Divina Commedia’ di Dante Alighieri novamente  110  2 . dal 1701  al 1900 corretta spiegata e difesa . Per scrivere il suo commento, almeno in prima stesura, L. ha impiegato meno di sei anni, dalla metà del 1 782 all’inizio del 1 788. Questa cronologia, ricavabile dal carteggio del francescano col confratello Francesco Piatti, non tiene conto né del lavoro preparatorio (il primo cenno al commen-to risale a una lettera a Piatti del 1 773), né di ulteriori inserti e rifacimenti, compiuti persino a ridosso della  princeps  . Difatti l’autografo del commento, conservato a Roma, ancora nell’archivio del Convento generalizio dei Dodici  Apostoli (ms. classe VII, segnatura D. 54), presenta interventi di vario tipo (cancellature, aggiunte marginali e interlineari,  paperoles   soprascritte e incolla-te), che attestano una fase elaborativa prossima alla stampa ma non sempre coincidente con essa. L’autografo è aperto da una prefazione  Ai cortesi lettori  , uscita in anteprima sull’« Antologia romana » (n. iii,  luglio 1 79 1 , pp. 20-24), che spiega in che senso la Commedia  curata da L. sia « novamente corretta spiegata e difesa ». Innanzi-tutto la Lombardina è la prima revisione del testo della Commedia  dopo quasi due secoli, visto che risale al 1 595 l’edizione della Crusca, destinata ad affer-marsi come vulgata del poema grazie alla ristampa cominiana di Volpi del 1 726-’27. Nella prefazione L. precisa di aver emendato la vulgata grazie alla cosiddetta Nidobeatina, l’incunabolo della Commedia  curato da Martino Paolo Nibia (vd.) nel 1 477-’78, e di aver tratto a rincalzo altre emendazioni dai codici delle biblioteche Vaticana e Corsiniana. In realtà la prassi emendatoria di L. è ancor piú eclettica. Le chiose rivelano collazioni con altri incunaboli e cinque-centine, oltreché con una trentina di mss., provenienti prevalentemente dalla Corsiniana. Qui era finito l’esemplare della Nidobeatina che L. aveva con sé all’arrivo a Roma, quando – racconta a Piatti in una lettera del 3 1  agosto 1 785 – si era lasciato convincere a cederlo per trenta scudi romani, dato che poteva consultare quell’edizione nelle biblioteche pubbliche della città. Di gran rilie-vo per L., e non soltanto per i codici danteschi che dice di avervi consultato, è la Chigiana, dove lavora l’antiquario Ennio Quirino Visconti (uno degli autori delle Approvazioni della Lombardina, che lo gratifica di sei citazioni per i suoi apporti esegetici), assistito da don Carlo Fea (amico e confidente di L., del quale parla nelle *  Nuove osservazioni  , p. 5). Funzionale all’emendazione del testo è la sua spiegazione, il secondo obiet-tivo della Lombardina, nel senso che la variante migliore è di solito quella piú immediata da spiegare. A tal fine la chiosa-tipo, dopo il riscontro con la Nido-beatina, prima allega un’autorità linguistica (in prima istanza il Vocabolario  del-la Crusca, in subordine le Osservazioni della lingua italiana  di Marcantonio Mambelli, detto il Cinonio), poi chiama in causa un commentatore dantesco (Venturi  in primis  , quindi Daniello, Volpi, Landino e Vellutello), le cui parole  baldassarre lombardi 111 sono direttamente citate ovvero parafrasate. In questo secondo caso la prefa-zione evidenzia che a L. basta una minima modifica formale per attribuirsi la  paternità della chiosa di un altro esegeta. Per es., l’autografo trascrive la nota di Daniello a Purg  .,  vii  97: « L’altro  ecc.: Ottachero [. . .] genero di Ridolfo, e molto valoroso; perché dice il poeta, che conforta Ridolfo nella vista ». Nella stampa l’attribuzione a Daniello scompare a séguito della modifica dell’oggettiva (« perché dice il poeta, che in esso compiacesi Ridolfo di mirare »). Proprio  perché seleziona e sistematizza le acquisizioni del “secolare commento”, l’ap- parato esegetico esamina la Commedia  sotto molteplici aspetti, filologici, lin-guistici, letterari, allegorici, teologici, con una ricchezza d’articolazione che va al di là del mero acclaramento della lettera. L’esempio di chiosa pluristratifica-ta riportato nella prefazione e relativo all’impresa degli Argonauti allusa in Par  ., xxxiii  95-96, è particolarmente felice, giacché alcuni suggerimenti di L., come l’etimologia di « letargo » o la cronologia argonautica, sono stati recepiti dall’esegesi successiva. In effetti, se si considera lo sviluppo storico dell’esegesi dantesca, sono nu-merose le proposte di L. passate in giudicato, per quel che riguarda ora i passi  paralleli, interni (cfr. la chiosa a Par  ., i  79-8 1  ) o esterni ( Par  ., xxvi   1 34) alla Com-media , ora le fonti, siano esse letterarie ( Par  ., xxx   1 -6), bibliche ( Purg  .,  viii  26-27), teologiche ( Purg  ., x  74-75). Le glosse di L. sono esemplari per un altro motivo,  perché antepongono l’analisi puntuale di porzioni limitate di testo alla sintesi di questioni piú vaste. Unica eccezione è un breve paragrafo intitolato, già nell’autografo,  Ragione di quanto il poeta finge in quest’ultimi canti del ‘Purgatorio’  , ad apertura delle note appunto a Purg  ., xxviii . La mise en page   nella stampa del 1 79 1 -’92 è retrospettivamente paradigmatica. Le chiose, riportate a piè di pagi-na, in corpo minore rispetto al testo soprastante, vengono numerate in corri-spondenza dei versi, a loro volta numerati di terzina in terzina. Sono scelte ti- pografiche oggi abituali, ma che, con tutte le caratteristiche appena indicate, compaiono per la prima volta nella Lombardina, e pertanto cominciano ad affermarsi grazie ad essa.Il terzo obiettivo di L. è la difesa della Commedia  dalle censure dei suoi av-versari, in specie da quelle del gesuita Pompeo Venturi (vd.), che si era scaglia-to contro Dante come poeta e come cristiano. In questo campo la battaglia d’idee assume rilievo sullo sfondo di una questione di politica internazionale, la soppressione dell’ordine dei Gesuiti. Essa aveva dominato il conclave da cui era uscito papa, col nome di Clemente XIV, un altro francescano, Lorenzo Ganganelli, due mesi prima che L. fosse nominato parroco a Roma. Il breve  papale di soppressione dei Gesuiti risale al 2 1  luglio 1 773, lo stesso giorno in cui L. menziona per la prima volta il suo commento contrapponendolo a Venturi:
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