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RIZZA S., La galleria romana di Centuripe. Nuovi dati e qualche osservazione.

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Il contributo si occupa della Galleria Romana di Centuripe, esplorata solo parzialmente alla fine degli anni ’50, e sulla quale, a distanza di oltre cinquantanni non v’era chiarezza sulle dimensioni complessive, sul tipo di tracciato e sui relativi
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  3 CENTURIPE Indagini archeologiche e prospettive di ricerca a cura di G IACOMO B IONDI    © Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione di testi ed illustrazioni senza il permesso scritto dell’editore e degli autori MONOGRAFIE DELL’ISTITUTO PER I BENI ARCHEOLOGICI E MONUMENTALI (IBAM), 4CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE  Direttore responsabile :F RANCESCO D’A  NDRIA    Redazione :G.   B IONDI ,   F.   C ARUSO ,   R.   G IGLI  G IACOMO B IONDI ( a cura di ) Centuripe. Indagini archeologiche e prospettive di ricerca Enna 2010 – 148 pp., ill. – 16 Tavole fuori testoISBN 978-88-89375-06-8ISSN 2037 - 9064  Impaginazione grafica :La Moderna Soc. Coop. – Enna  Elaborazione immagini e composizione tavole :Giacomo Biondi, Giovanni Fragalà Copertina :Giampiero Filoramo Volume stampato, nell’ambito della Commessa di ricerca coordinata da Giuseppe Scardozzi «Metodologieinnovative per la conoscenza dei paesaggi antichi», con i contributi finanziari del progetto “Comunicare per crescere” - Progetto di attuazione obiettivo C e obiettivo D con il contributo straordinario dell’AssessoratoRegionale delle Autonomie Locali, Servizio IX Finanza Locale, e del Comune di Centuripe.Il materiale della necropoli di c.da Casino appartiene al Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi” diSiracusa ed è pubblicato su concessione dell’Assessorato Beni Culturali e dell’Identità Siciliana dellaRegione Sicilia. Le mappe a tav. XVI,6-7 sono pubblicate dietro autorizzazione dei  National Archives   britannici.  In copertina :Terracotta da c.da Casino e moneta da c.da Gelofia/Fontanelle;sullo sfondo, Centuripe - vallata Gelofia - e l’Etna.   La galleria romana di Centuripe. Nuovi dati e qualche osservazione 131 La galleria romana di Centuripe.Nuovi dati e qualche osservazione S ALVATORE R  IZZA   Fig.1:  Planimetria generale dell’area. Posizione degli Augustales (1) e dell’ex mulino Russo (2).   L’esistenza di una galleria romana a Centuripeè un fatto certo e documentato fin dalla fine deglianni ‘50 1 . Nel 1957 infatti, viene segnalatal’esistenza di resti archeologici in una grotta acces-sibile attraverso una botola posta al piano terrenodel mulino Russo. Il mulino, oggi sostituito da unedificio di nuova costruzione, era contenutoall’interno di un isolato dalla forma stretta ed allun-gata compreso tra la Via Duca d’Aosta e la Via G.Fiorenza (Fig. 1). L’indagine archeologica 2 , iniziatanel Dicembre del 1958, nonostante le difficoltà ope-rative proprie di uno scavo sotterraneo 3 , permise di  ____________________  1 Vedi R  IZZA 1958; V AN B UREN 1959.   2 R  IZZA 2002,    pp. 17-20. 3 Vista la particolarità dell’intervento, su suggerimento del Sig. Nicolò Castiglione, esperto di lavori in miniera, e grazie chiarire la natura di quei resti. Attraverso lo scavo,si acquisirono una serie di dati sulla galleria relati-vamente al suo orientamento (sviluppo in direzione NE-SO), al suo piano pavimentale che sembra fosserealizzato in pietra ed al sistema di rivestimento uti-lizzato per le pareti e per la volta che, osservando untratto di galleria (Fig. 2) alta circa 4 metri, che ser-viva da raccordo tra la galleria principale e l’areaoccupata dagli  Augustales (sbocco sulla Via G. Ce-sare), doveva essere realizzato interamente in lateri-zi 4 . Sulla larghezza della galleria data la mancanza  ____________________    all’interessamento dell’allora Sindaco Salvatore Scarlata, siricorse alla realizzazione di un cantiere scuola per minatoridisoccupati. 4 Le dimensioni dei mattoni utilizzati per il rivestimento delle pareti e della volta della galleria, pari a 0.50 x 0.35 x 0.08, costi-    Salvatore Rizza 132 di un qualsiasi rilievo, anche schematico, delle strut-ture non abbiamo certezze assolute. Sappiamo per certo tuttavia che, in corrispondenza del mulinoRusso, nel punto dal quale vi si accedette, la distan-za misurata tra i due muri d’ambito della galleria eradi 8.00 metri circa 5 . Fig.2: Tratto di galleria con rivestimento in laterizi. Il raccordocon gli Augustales. (foto G. Rizza)   L’attività di scavo svolta nel ‘58 consentìl’esplorazione della galleria per una lunghezza dicirca 63 metri, in direzione SO, a partire dall’ex mu-lino Russo. Per i due restanti tratti (m. 20, nella me-desima direzione con sbocco verso Via G. Leopardie m. 30 in direzione NE fino all’uscita su Via GiulioCesare) lo scavo fu condotto aprendo, lungo uno deidue muri d’ambito, un cunicolo largo in media 1.20metri ed alto 1.80 messo in sicurezza, per evitarecrolli accidentali, con tavole di legno (Fig. 3). La  ____________________    tuiscono una sorta di marchio di fabbrica (modulo base) nella produzione locale dei laterizi. Laterizi con dimensioni quasiidentiche, o sottomodulari, si trovano infatti utilizzati in altriedifici centuripini di età imperiale. Sull’argomento, a titoloesemplificativo vedi B IONDI 2008, p. 487, nota 8, ed inoltreR  IZZA c.d.s. 5 Questa annotazione, che comporta l’esistenza di un’ampiacavità proprio sotto il mulino Russo, viene confermata (… “ lo spazio era così ampio che avrebbe potuto farvi manovra unautobus ” …) anche da quanto riferito dal Sig. Gaetano Russo,figlio di uno dei proprietari dell’ex mulino omonimo, che voglioringraziare per la cortesia e la disponibilità mostrate nel chiarirealcuni aspetti importanti per la comprensione di ciò che accaddedurante e dopo la realizzazione dell’indagine archeologica. galleria fu quindi esplorata per una lunghezza com- plessiva di circa 120 metri e nel 1958, a conclusionedei lavori, era accessibile sia dalla Via G. Cesare chedalla Via G. Leopardi. La “tecnica mineraria” im- piegata per l’esplorazione dei terminali SO e NEdella galleria centuripina viene utilizzata ancora og-gi nella realizzazione delle gallerie moderne poichéconsente l’esame visivo ed il prelievo continuo dicampioni di roccia lungo l’asse di perforazione.Questa tecnica, detta del cunicolo pilota o cunicolodi direzione , era in uso già presso i costruttori roma-ni che la utilizzavano, in particolar modo, nel trac-ciamento delle gallerie, del tipo di quella centuripi-na, c.d. “a foro cieco”, cioè con un tracciato a svi-luppo interamente sotterraneo 6 . Fig.3: Veduta del cunicolo pilota realizzato nel corso degli scavidel 1958. (foto G. Rizza)   Altre notizie sulla galleria possono essere de-sunte dalla lettura di una interessante relazione 7 tec-nica redatta dall’Ing. Giuseppe Iacona nel Settembredel 1957. Si tratta di una relazione finalizzata alla  ____________________  6 Alcuni esempi emblematici del tipo, per la problematica acces-sibilità del sito con percorsi terrestri alternativi, sono le galleriedel Furlo e quelle realizzate a Ponza (Latina) per mettere incomunicazione i due versanti dell’Isola. Sull’argomento vediB USANA 1997, p.102 e sgg.; p.142 e sgg. 7 Un ringraziamento devo all’amico Enzo Castiglione, da sem- pre appassionato conoscitore delle “cose centuripine”, per a-vermi segnalato l’esistenza, presso l’archivio comunale di Cen-turipe, di un fascicolo relativo ai cantieri realizzati alla finedegli anni ’50 per lo sgombero della galleria romana, che conte-neva anche questa relazione tecnica.   La galleria romana di Centuripe. Nuovi dati e qualche osservazione 133 valutazione preventiva delle spese occorrenti allosgombero dei detriti che ostruivano la galleria. Larelazione dell’Ing. Iacona, conferma lo sviluppo insenso NE-SO della galleria e la sua limitata percor-ribilità 8 , aggiungendo però alcuni dati dimensionali,indispensabili per il calcolo dei metri cubi di mate-riale da asportare, (ma che si rivelano interessantianche per la valutazione delle dimensioni della gal-leria) ed altri, relativi all’orientamento, utili per una più esatta individuazione del suo tracciato rispettoall’attuale impianto urbano.Riporterei, per primo, un dato che costituisceuna notazione specifica in merito alla direzione dellagalleria, e cioè: “ con circa   225° di direzione rispettoal Nord Magnetico ”. Altrettanto interessanti e degnedi riflessione sono poi le indicazioni relative alledimensioni complessive del cavo della galleria che,secondo l’autore della relazione 9 erano pari a 5.50metri per la larghezza e ad 8.00 metri per l’altezza.Di questi otto metri solo due risultavano liberi; glialtri sei sarebbero stati occlusi dal materiale accu-mulatosi nel corso dei secoli, a causa dei vari crolli,con distacchi sia dalle pareti che dalla volta dellagalleria. Certo, quella di 8 metri, è una altezza rag-guardevole per una galleria romana sia in rapportoalla larghezza stimata, sia considerando la natura delterreno nella quale venne realizzata. Le dimensionidel cavo della galleria sono, di norma, indicative deltipo di funzione alla quale questa assolveva (attra-versamento a piedi o con mezzi, unica direzione odoppio senso) 10 ma sono anche, quasi sempre, legatea fattori proporzionali più o meno costanti tra lar-ghezza ed altezza. Questa attenzione al rapporto proporzionale insieme alla scelta, mai casuale, deltipo di soluzione da adottare per il cielo della galle-ria 11 è indice, da parte dei costruttori romani, di una  ____________________  8 L’autore della relazione dice: “  Di essa la parte visitabile è dim. 65” , dato che coincide quasi perfettamente (m. 63) con leindicazioni desunte dall’indagine archeologica. 9 Le notizie riportate da G. Iacona circa la larghezza e l’altezzadella galleria sono da riferirsi, evidentemente, all’unico trattovisitabile della galleria, cioè i primi 65 m. in direzione SO a partire dall’ex mulino Russo. 10 Generalmente viene classificata come “galleria stradale” unmanufatto che consenta il transito di mezzi (carri) contempora-neamente nei due sensi di marcia e con un’altezza interna suffi-ciente a far transitare determinati volumi di carico. 11 La sezione tipica di una galleria stradale romana ha, di solito,un profilo piuttosto allungato con pareti alte e dritte ed una ter-minazione generalmente risolta con una volta a tutto sesto ma,in taluni casi, anche con arco ribassato, con arco ogivale o addi-rittura con una chiusura orizzontale, come nel caso di alcunegallerie con cavo a sezione trapezoidale.  profonda conoscenza delle capacità statiche e mec-caniche dei terreni (sia che fossero altamente coe-renti, sia che si trattasse di terreni tendenzialmentespingenti) oltre che delle capacità, a loro ben note,di assorbimento e “smaltimento” dei carichi in rap- porto alla “forma” della sezione resistente. Volendofar riferimento agli esempi di gallerie stradali roma-ne più note in Italia (prevalentemente collocabili nelLazio e nell’area Flegrea), i rapporti proporzionalitra le loro altezze e le loro larghezze portano a fatto-ri variabili tra 1,10 ed 1,20 12 . Con un’altezza di 8metri ed una larghezza di 5.50 il rapporto propor-zionale della galleria centuripina salirebbe ad 1,45,con una accentuazione dello sviluppo verticale o- biettivamente esasperata. La relazione dello Iaconarecita “…. è scavata entro le sabbie plioceniche. Si presenta dell’altezza di circa 8 (metri) di cui solo m.2 liberi ed il resto piena di sabbia, ed è larga m.5.50 ”. Nella sua descrizione quindi non fa alcuncenno alla esistenza, anche solo parziale, di un rive-stimento interno della galleria né ad una possibilefinitura “ al naturale ”della sua volta. Dice anzi che:“….  Il suolo ….. è coperto di sabbia, proveniente dadistacchi sia dalle pareti quanto dalla volta ….”Viene allora da pensare che la ragione di questo“fuori-scala” in altezza sia dovuto proprio alla man-canza della fodera di rivestimento interno, eviden-temente crollata 13 , ed al conseguente distacco di unaconsistente porzione di terreno dalle pareti (dobbia-mo quindi “rivedere” anche la stima della dimensio-ne in larghezza 14 della galleria) ma soprattutto dalcielo della volta 15 . Il tratto di galleria individuato  ____________________  12 Per le gallerie con una carreggiata di dimensioni comprese trai 3.50 ed i 4.00 metri ed altezze intorno ai 4.00 metri si ottengo-no rapporti di 1,15; per larghezze vicine ai 4.50 metri ed altezze poco superiori ai 5.00 metri, rapporti di 1,13; nelle gallerie piùgrandi con carreggiate stimate tra i 5.00 ed i 6.00 metri, i rap- porti proporzionali variano da 1,10 ad 1,20. 13 A questo proposito vale la pena ricordare quanto riportato daG. Rizza, a proposito dell’ambiente “ingrottato” sotto il mulinoRusso: “…  potemmo constatare la presenza, sotto l’edificio, diuna vasta cavità; sul pavimento si erano accumulati i detritidella volta che nel frattempo si era andata sfaldando, sicché il  piano di calpestio risultava costituito dalla sommitàdell’accumulo dei detriti, e la sommità della volta risultava a sua volta rialzata, come si poté poi accertare, di parecchi me-tri ”. Cfr. R  IZZA 2002, p. 18. 14 La presenza di un rivestimento interno in laterizi, pur volendoconsiderare uno spessore d’ingombro minimo per la foderaturadelle pareti, avrebbe ridotto lo spazio utile per la carreggiata per lo meno di una cinquantina di centimetri per lato. La larghezzadella galleria, in questo caso, sarebbe passata dai m. 5.50 ripor-tati dallo Iacona a più o meno m. 4.50. 15 Nell’ipotesi di un crollo della fodera interna il materiale del
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