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  A08 109  Copyright © MMVI ARACNEeditrice S.r.l.www.aracneeditrice.itinfo@aracneeditrice.it via Raffaele Garofalo, 133 A/B00173 Roma06 93781065 ISBN 88–548–0589–0 I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica,di riproduzione e di adattamento anche parziale,con qualsiasi mezzo, sono riservati per tutti i Paesi. Non sono assolutamente consentite le fotocopie senza il permesso scritto dell’Editore. I edizione: luglio 2006 Referenze fotograficheLe seguenti illustrazioni sono tratte dal Fondo Moretti, progetto 36/037,Casa delle Armi al Foro Mussolini - progetto di massima cassetto 9 cartella 20. Autorizzazione n. 603/06Ill. n. 8, 14, 22, 23, 24, 25, 27, 29. ***  Alessandra NizziMarco Giunta LUIGI MORETTICASA BALILLASPERIMENTALE AL FORO MUSSOLINI LA CASA DELLE ARMIPRIMA DELLA CASA DELLE ARMI Prefazione di Alfredo Passeri A RACNE  Dalla Casa Balilla Sperimentale alla Casa delle Armi L'Opera Nazionale Balilla guidata da Renato Ricci era capa-ce di scegliere, come nessun altro, i progettisti. Li seleziona-va tra i giovani, coinvolgeva i migliori. Erano queste le prero-gative assolute dell'ONB. Luigi Moretti, Costantino Costantini,Mario Paniconi e Giulio Pediconi (sotto il difficile coordina-mento del maturo Enrico Del Debbio) furono a vario titolocoinvolti nel progetto per il Foro Mussolini. La Casa delle Armidi Luigi Moretti fu dunque un'Architettura per una committen-za illuminata.Questo capolavoro, oggi sostanzialmente trascurato ma sem-pre tenuto ben presente nella storiografia moderna, è un'ope-ra da ristudiare con attenzione e senza inibizioni, da valoriz-zare davvero e senza altro indugio, da patrimonializzare per un beneficio pubblico non più eludibile. Insomma è indispen-sabile restituirlo ai cittadini, agli studiosi, ai semplici amantidelle cose d'arte. La Casa fu celebrata al suo tempo e riuscì ad emergere - trale Architetture degli anni Trenta - quale singolare "plasticascultura" molto diversa da tutte quelle del periodo. Riuscì aproporre un modello contemporaneo. Il suo successo fudovuto alla regola morettiana di pensare l'Architettura sapien-temente, in modo semplice e solenne insieme. Essa fu il sim-bolo della vivacità culturale tipica dei giovani architetti di que-gli anni che, nella realtà italiana dell'anteguerra, si ponevanoin alternativa ad un passato da rimuovere. Per Moretti la suaCasa delle Armi doveva rappresentare "qualità esclusiva edsrcinale" perché tale peculiarità era già presente nei principidei suoi studi giovanili, dove emerse alla laurea quale univer-sitario modello premiato con 110 e lode tra i 20 di quel 1930. Ecco perché, rispetto all'ambito ove insiste la Casa delle Armi -il Foro Italico - ed anche rispetto ad altri modelli proposti daautori illustri e concorrenti di Moretti essa rivendica, oggi, la pro-pria autonomia alla scala del progetto d'insieme e nel dettaglio.Per una vera valorizzazione, la ricerca di Alessandra Nizzi eMarco Giunta ha prodotto materiali non solo inediti, ma anchecollazionati secondo la loro specifica vocazione, rivolta ad unaprofonda passione per le opere di Moretti. Essi hanno interpre-tato, commentato e valutato i concetti basilari dell'ispirazionemorettiana (distribuzione interna, tecniche costruttive, materia-li, etc.), aggiungendo una loro autonoma interpretazione deipassi da compiersi per una vera restituzione di questoMonumento Moderno alla sua primigenia ispirazione. Hannoliberato la Casa delle Armi - attraverso un ridisegno integrale,puntiglioso, coraggioso, scientificamente valido - delle super-fetazioni, fatte di abusi e di manomissioni che nel tempo si sonosuccedute, alterando l'equilibrio di volumetrie e di armonie.  I risultati a cui è arrivata l'esplorazione di Nizzi e Giunta sonoquelli dell'impegno degli architetti coinvolti nel dibattito incorso sulla salvaguardia del Moderno che si deve concentra-re, sempre di più, nell'opera di "recupero" del manufatto condettagli che possano essere riconoscibili e che conferiscanoun carattere di "nuova e diversa qualità": convincendo la pro-prietà che l'abbandono è colpevole negligenza, prospettandodiverse soluzioni in sinergia con chi vorrebbe esaltare l'intrin-seca bellezza di questo capolavoro, individuando non "una"soluzione di compromesso tra le varie istanze in gioco, ma la"migliore" soluzione. Cioè producendo quel progetto che sod-disfi il più possibile e contemporaneamente tutti gli obiettivi.Questa è la condizione necessaria (seppure non sufficiente)per l'attuazione di un progetto di ripristino efficace per unbene che, nel caso della Casa delle Armi di Moretti, rappre-senta una sfida. Ed è ciò che hanno prodotto i due Autori con risultati di altoprofilo scientifico, portando alla "fattibilità" il loro programmadi valorizzazione.Il processo di rilettura dell'inedita parte della cosiddetta "casasperimentale" rappresenta la vera novità storiografica edinterpretativa che Nizzi e Giunta illustrano accuratamente nelpresente saggio favorendo, tra l'altro, la ricerca (non più rin-viabile) di soluzioni che garantiscano a tutti i soggetti chepotrebbero partecipare all'attuazione del progetto di restauro(CONI, Università, Enti locali, Soprintendenze,Sponsor,Imprenditori) il "massimo" di quanto essi possanoottenere. In tale coacervo di soggetti, un ruolo determinantelo gioca, ovviamente, il possessore consegnatario del bene,al quale gli Autori si rivolgono per un riscatto non solo econo-mico e finanziario (incremento oggettivo del valore) ma ancheper una vera lettura critica di "questa Architettura" ed anchedelle altre Architetture romane del secondo dopoguerra,attualmente considerate troppo marginalmente nello scenariodelle risorse culturali e patrimoniali.  Alfredo Passeri

01506826534

Apr 16, 2018
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