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Antonio Di Meglio: Dieci canzoni d'amore.

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  7 DIECI CANZONI D’AMOREDI ANTONIO DI MATTEO DI MEGLIO* Notizie ed avvertenze preliminari 1. Cenni    biografici  1 Le scarse notizie che ci restano sulla vita di Antonio di Meglio,Cavaliere della Repubblica Fiorentina, provengono per lo piú dalle portate al catasto e dalle provvisioni del Comune; altre, poche, noti-zie sono reperibili negli sporadici accenni contenuti in opere di suoicontemporanei: nella   Novella   del     Bianco    Alfani  , ad esempio, in cui An-tonio compare come uno degli artefici della beffa consumata ai dannidel protagonista.  2  Antonio nacque nel 1384, probabilmente a Firenze. Giovanissimo,fu assunto dal Comune di Firenze in qualità di «canterino», con l’in-carico di comporre e recitare versi per la mensa dei Signori. Già, in-fatti, in una provvisione del 1404, resa nota nel 1918 da Antonio Medin, 3 compare il suo nome come quello di un esperto canterino, riconfer-mato nell’ufficio per il successivo biennio, da anni al servizio della Repubblica. 4 Sulla base, tuttavia, di una provvisione del 1412, il Fla- *Il lavoro proviene da una tesi di laurea condotta sotto la mia direzione e discussa (relatore il sottoscritto) nell’a.a. 1999-2000 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia del-l’Università di Firenze; ad esso, vista la sua eccellenza, ho creduto opportuno aggiun-gere alcune notizie e alcune osservazioni, che ho distinto inserendole tra parentesiquadre (Mario Martelli).1.Vengono qui riassunte le notizie raccolte da R. Ruini nella sua tesi di laurea ( Lacanzone    a   Firenze    di     Antonio   di     Matteo   di     Meglio , rel. prof. Mario Martelli, Facoltà diLettere e Filosofia dell’Università di Firenze, a.a. 1991-1992, pp. 6-39), alle quali sono potuto accedere grazie al consenso dell’autore, che qui ringrazio. 2.La novella si legge ora in R.  Bessi , Un   dittico   quattrocentesco:    le    novelle    del     Bianco Alfani    e    di    madonna   Lisetta   Levaldini.   Testo   e    commento , in «Interpres», xiv 1994, pp. 7-106(per Antonio, cfr. le pp. 20, 21, 25, 26, 101, 104). Per questa, comunque, e per altre fonti,si rinvia alla citata tesi di laurea di Ruini.3.Cfr. A. Medin , Per    la   storia   dei    canterini    di    Firenze  , in «La Rassegna», xxvi 1918, pp.322-23.4.Il documento in questione è nell’Archivio di Stato di Firenze, Provv. XCIII, c.  germano pallini 8 mini già nel 1891 aveva potuto affermare che Antonio esercitava lemansioni di canterino per uno stipendio mensile di tre fiorini d’oro. 5 Il 9 febbraio 1418 Antonio riceveva l’onorificenza di  Miles    curialis  ela carica di Sindicus    et    referendarius  , 6 che consisteva nel sorvegliare l’ope-rato degli Ufficiali e nel custodire le masserizie di Palazzo, oltre a  provvedere al compito di scrivere e recitare versi e di accompagnarele ambascerie solenni. Verosimilmente tra il 1415 e il 1417, sposò una monna Checca (morta a cinquantacinque anni nel 1457), da cui ebbeotto figli: tra di essi, Ghirigoro, col quale Antonio si produsse nella lettura delle composizioni poetiche presentate nel 1441 al CertameCoronario, e Giovan Matteo, di cui Giuseppe Brincat ha pubblicatole  Rime  . 7  Abitò dapprima in una casa a pigione nel chiasso di messer Bivi-gliano, vicino a piazza della Signoria. In seguito, migliorata la sua condizione economica (nella portata al Catasto del 1446 denuncia l’acquisto, tra 1435 e 1438, di cinque poderi), gli fu possibile comperareuna casa in via del Cocomero (attuale via Ricasoli), nel Popolo diSanta Maria del Fiore. Intorno agli anni Quaranta fu colpito «dallegotte e dal fianco», infermità a causa delle quali dovette essere coa-diuvato nel suo ufficio, prima da Anselmo Calderoni e, alla morte diquesti, dal figlio Ghirigoro. Morí il 12 luglio 1448. iii v  : «Magnifici et potentes Domini, Domini Priores Artium et Vexiillifer Iustitie Populiet Communis Florentie […] providerunt, ordinaverunt, deliberaverunt die tertio deci-mo mensis Octobris, anno Domini millesimo quadringentesimo quarto, indictionetertia decima, quod pro tempore duorum annorum futurorum intrandorum die primoNovembris proximi futuri Camerarii Camere Communis Florentie possint […] dareet solvere dicto Antonio pro suo salario et mercede ob causam supradictam […] florenostres auri pro quolibet mense dictorum duorum annorum».5.Cfr. F. Flamini , La   lirica   toscana   del     Rinascimento   anteriore    ai    tempi    del     Magnifico , Pisa,Nistri, 1891, pp. 204-5. Di Antonio, chiamato iuvenis  , si dice che «iam multis annis in-tendit ad recitandas cantilenas morales et similia ad mensam Dominorum».6.L’abitudine, ormai invalsa, di designare Antonio come “Araldo della Signoria” (e,spesso, “Araldo”, per antonomasia) si fonda su un anacronismo. Anche, infatti, se iltermine “araldo” fu introdotto a Firenze con l’arrivo in città di Anselmo Calderoni, già araldo del duca d’Urbino, tale carica fu, tuttavia, ufficializzata dalla repubblica soltantonel 1456.7.G.M. di   Meglio ,  Rime  , a cura di G.  Brincat , Firenze, Olschki, 1978.  dieci canzoni d’amore di antonio di matteo di meglio 9  2. Descrizione    e    tavola   del    Vaticano   Latino    3212 Membr., mm. 155 × 233, ante  1478, l’11 giugno del quale anno morí LudovicoIII Gonzaga, marchese di Mantova, per la cui commissione il codice fu re-datto di cc. i , 261, ii [«Al nome di dio Amen. Qui incomincia la tavola di tuttecanzone morali e capitoli e stanze e opere che sono scripte in su questo libroel quale è stato scripto a contemplatione dell’Ill.mo signore Mess. Lodovicoda Gonzaga marchese di Mantova et che sono opere di piú valentissimihuomini le quali qui da piè per ordine tutte notate saranno» (c. 1 r   )].La cornice di c. 7 r  , che inquadra la prima lirica della raccolta, è finementeminiata. Le successive decorazioni si limitano alle lettere iniziali di ciascuncapitolo o canzone: esse sono inscritte in un quadrato la cui superficie, spez-zata dalla lettera miniata in giallo-oro, risulta, per una parte, di color rosso porpora e, per quanto resta, di colore blu. Non si notano variazioni di grafia o note in margine.Nella carta di guardia iniziale, una mano successiva rispetto a quella cheha compilato il codice ha segnato: «Poesie di vari poeti del tempo di Petrarca,in pergamena in 4° / Ful. Urs.», e, a capo e in una diversa grafia: «quanti nefuron morti per … ina / Amor tucto e c … o». Nella tavola (c. 1 r  , di seguitoalla dedica) vengono riportati i nomi degli autori, in rosso (tranne che nel primo caso), e le didascalie – non i capoversi – relative alle rime a loro attri-buite. Sempre nella tavola, il numero delle carte, in rosso, è indicato solo peril primo dei due componimenti di Leonardo Bruni, che inaugurano il ms., e per l’inizio della sezione di rime dedicata a Niccolò Cieco. Tale numero, incaratteri romani, differisce da quello, arabo, scritto a penna in alto sulla de-stra del recto di ogni pagina. La primitiva numerazione delle carte faceva cominciare il computo dall’effettivo inizio della silloge (oggi c. 7 r   ); quella ora visibile include le carte della tavola, da essa prendendo avvio. Le lettere ini-ziali di ciascuna rubrica – tranne che per la prima e l’ultima dicitura, ovesono mancanti [« ‹ C ›  Anzone morale di messer Lionardo da Reçço …»;« ‹ C ›  Apitolo d’un frate minore …»] – sono tracciate in maiuscolo ed eviden-ziate con i colori giallo-oro e alternativamente azzurro; questa alternanza èsottoposta alla regola in base alla quale la prima lettera di ogni rubrica cheinaugura una nuova pagina risulta sempre dorata, anche se del medesimocolore appariva la lettera iniziale della precedente rubrica.Riporto di seguito la tavola, includendo tra parentesi quadre: i nomi degliautori le cui rime sono contenute nel codice, quando essi non vengano chia-ramente menzionati dal copista; la versione a noi piú nota del loro nome,quando quella data dal copista risulta vaga (ad es.: Antonio di Matteo di  germano pallini 10 Meglio per «messer Antonio referendario»); in corsivo gli incipit delle rimecui si riferiscono le rubriche:c. 7 r  [Leonardo Bruni] « ‹ C ›  Anzon morale di messer Lionardo da Reçço de la felicità, dove recita diverse oppinioni di philosaphi» - Inc. Longa   question    fu già   tra   vecchi    saggi  c. 9 v  «Canzon morale del decto messer Lionardo ad laude di Venere» - Inc. O   Venere     formosa,   o   sacro   lume  c. 11 r  «Capitolo di Maestro Niccolò Cieco da Reçço ad laude di papa Mar-tino V» - Inc.  Ave     pastor,   dalla   tua   sancta   madre  c. 14 r  «Capitolo del decto Maestro Niccolò ad laude di papa Eugenio IIII» -Inc.  Ave     padre    santissimo,   salve    ave  c. 17 r  «Capitolo del decto Maestro Niccolò ad laude dello Imperatore Si-gismondo» - Inc.  Ave    nuovo   monarca   inclito   e    vero c. 19 v  «Capitolo del decto Maestro Niccolò ad laude della Illustrissima si-gnoria di Vinegia» - Inc. G   …   a   mia    possa   una   donna   honorando c. 22 v  «Capitolo del decto Maestro Niccolò ad laude dell’Ill.mo .s. conteFrancesco Sforça, al presente duca di Milano» - Inc. V    …   a   virilità,    floridohonore  c. 25 r  «Capitolo del decto Maestro Niccolò facto per una giovinetta la quales’innamorò d’un giovane pellegrino» - Inc. Penso il secreto che natura pose  c. 27 v  «Canzon morale del decto Maestro Niccolò ad honore et commenda-tione della virtú» - Inc. Sola   dirò   virtú   che    ’l    mondo   honora c. 29 r  «Canzon morale del decto Maestro Niccolò a detestatione della ingra-titudine» - Inc. O   misera,   sfacciata,   al    ben   dispetta c. 31 v  «Canzon morale del decto Maestro Niccolò per uno che si vuoleinnamorare et combatte in lui l’amore col timore» - Inc. Quella   soave    et angosciosa   vita c. 32 v  «Canzon morale del decto Maestro Niccolò dove uno servo d’un si-gnore incita el prefato signore alla guerra» - Inc.  Magnanimo   signore,    per quello   amore  c. 34 v  «Canzon morale del decto Maestro Niccolò recitata al decto signore per un altro suo servo a detestazione della guerra. Per le rime dell’antece-dente» - Inc. Premia   costui    del    merto   suo   signore  c. 36 v  «Canzon morale del decto Maestro Niccolò dove pone quello chedeve fare el servo verso il suo gran signore et cosí il signore verso il servo»- Inc. Fama,    gloria   et    honor,   merito   et     pregio c. 39 r  «Capitolo del decto Maestro Niccolò dove pone che il mondo si lamen-ta di nove cose le quali el guastano» - Inc. Di    nove    cosa   si    lamenta   il    mondo  dieci canzoni d’amore di antonio di matteo di meglio 11 c. 40 r  [Simone Serdini da Siena, detto il Saviozzo] «Canzone di MaestroSimone da Siena, chiamato Savioçço, contro a sette peccati capitali» - Inc. O   l’infinita    podestà   divina c. 42 r  «Canzon morale del decto Maestro Simone dove biasima chi si inna-mora d’amore lascivo» - Inc. O    folle,   o   lieve    iuventute    ignota c. 43 v  «Canzon morale del decto Maestro Simone dove si lamenta della fortuna» - Inc. Poi    che     fortuna   el    doloroso    pecto c. 45 r  «Canzon morale del decto Maestro Simone facta per una fanciulla inna-morata d’un gentil giovinetto» - Inc.  Amor    che    le    verdi    ombre    everse    in    ghiaccio c. 47 r  «Canzon morale del decto Maestro Simone facta per la morte delmarchese Niccolò d’Este» - Inc. O   alta    fiamma   di    quel    sacro   monte  c. 49 r  «Canzon morale del decto Maestro Simone a laude di messer Giovan-galeazzo duca di Milano» - Inc.  Novella   monarchia,    giusto   signore  c. 51 r  «Canzon morale del decto Maestro Simone a laude di papa InnocenzoVII, dove dichiara parte di quel psalmo che comincia Benedictus DominusDeus Israel» - Inc.  Benedictus    Dominus    Deus    Israel  c. 52 v  «Capitolo del decto Maestro Simone ad laude della natività del nostrosignore Gesú Cristo» - Inc.  Mossemi    al     primo   sonno   della   nocte  c. 53 v  «Capitolo del decto Maestro Simone ad laude della vergine Maria peruna morta» - Inc.  Madre    di    Cristo    gloriosa   e     pura c. 55 v  «Canzon morale del decto Maestro Simone ad laude della vergineMaria, dove dispone l’Ave Maria e la Salve Regina» - Inc.  Madre    celeste,stella   matutina c. 57 v  «Canzon morale del decto Maestro Simone facta al conte de Poppiche lo tenea in prigione per farlo morire» - Inc. Domine,   ne    in    furore    tuoarguas    me  c. 59 r  «Capitolo del decto Maestro Simone facto per la morte di Dante, dovedescrive tutta la cita di Dante sub brevita» - Inc. Come     per    dricta   linea   l’occhioal    sole  c. 62 r  «Canzon morale del decto Maestro Simone dove maladisse tute lecose» - Inc. Le    ’nfastidite    labbra   in   cui     già    posi  c. 63 v  «Capitolo del decto Maestro Simone dove maledisse tutte le cosecreate e nel fine si rende in colpa» - Inc. Corpi    celesti    et    tutte    l’altre    stelle  c. 65 r  [Antonio di Matteo di Meglio] «Canzon morale di Messer Antonio,referendario del Comun di Firenze, facta per una fanciulla la quale era innamorata di Messer Brunoro della Scala» - Inc. Donne    leggiadre,   cui    d’amor la   spera c. 67 r  «Canzon morale del decto Mess. Antonio facta per uno giovinetto inna-morato d’una pellegrina fanciulla» - Inc. L’alma    pensosa,   il    copo   vinto   e    stanco
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