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Il Castello Alfonsino e il frastuono dell'ignoranza

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L'articolo affronta le problematiche inerenti alla corretta destinazione d'uso del Castello Alfonsino di Brindisi. Il monumento, come regolamentato dal Codice dei Beni culturali, non può essere adibito a usi non compatibili con la sua
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  Sabato 1settembre 2012 X I Castello alfonsino, quale uso? l Un acceso dibattito sta infiammandogli animi dei brindisini: quale deve esserela destinazione d'uso del Castello Alfon-sino?Da unapartesono schieraticoloroche si dicono fermamente favorevoli al suoimpiego come contenitore per eventi comequello organizzato di recente, dall'altra co-loro chepropendono per unuso compa-tibile con la sua conservazione. I terminidellaquestione, però,sonofondamental-mente sbagliati e per essere precisi la que-stione non si pone: un dibattito infatti, peressere tale,comporta un confronto -più omenocostruttivo- traindividuiconideediverse riguardoa unproblema cheman-chi disoluzione. Nelcaso delladestina-zione d'uso delCastello Alfonsino questasoluzione esistegià edè meticolosamenteregolamentata dalla Legge.Il sistema deicosiddetti "beni culturali" inItalia è re-golamentato, sin dal lontano1939, da unelaborato complesso dileggi avanzatissi-me,fruttodella tradizioneitalianaditu-telache èla piùanticae lapiù solidadelmondo,anchesotto l'aspettogiuridico.Ilnuovo "Codicedei Beni Culturalie delPaesaggio", approvatocon DecretoLegi-slativo numero 42 del 22 gennaio 2004, fissale disposizionida adottarein materiaditutela,di conservazione,difruizione edivalorizzazione delpatrimonio culturaleitaliano. Qualsiasi decisioneattinente lagestionedi unbene culturale,sia essoundipinto o un edificio, deve tassativamenterispettarequantosancito dalnuovoCo-dice, da cui si apprende che la tutela di unbene precedesempre lasua fruizionee lasuavalorizzazionee chenonpossonoes-servi fruizione e valorizzazione senza tu-tela. La tutela ela valorizzazione del pa-trimonio culturale,unite inmodo inscin-dibile,«concorrono -comerecita laPartePrima,Articolo 1,Principio2 delnuovoCodice -a preservare lamemoria dellacomunità nazionale e del suo territorio e apromuovere losviluppo dellacultura».Spetteràallo Stato,alleregioni, allecittàmetropolitane, alle province e ai comuniassicurare e sostenere inprimis la con-servazione del patrimonio culturale e insecundis favorire la sua fruizione pubblicae lasua valorizzazione (cfr.Parte Prima,Articolo 1, Principio 3, nuovo Codice B.C.).Ma cosasi intende pervalorizzazione diun bene culturale?Forse organizzareeventi, non importa di che tipologia, checonsentano al maggior numero di personedi conosceree di accedere aun determi-nato luogo? No di certo. La valorizzazione,come stabilito dal nuovo Codice, consisteneldisciplinare leattivitàdirette apro-muovere la conoscenzadel patrimonioculturale e nell'assicurare le migliori con-dizioni di utilizzo e di fruizione pubblica diun bene; il tutto rigorosamente attuato «informecompatibiliconla tutelaetalidanonpregiudicarne leesigenze» (cfr.PartePrima,Articolo6, Titolo2,nuovoCodiceB.C.). Questo significa che i beni culturali,oltrea nonpoteresseredistrutti edan-neggiati, «non possono essere adibiti a usinoncompatibilicon illorocaratteresto-rico o artistico oppuretali da recare pre-giudizioallaloro conservazione»(cfr.Ca-poIII, Sezione1, Articolo20, Principio1,nuovo Codice B.C.).Beni architettonicipubblicicomeil CastelloAlfonsinodiBrindisi,classificati dialto valorecultu-rale e soggetti a elevato rischio di degrado,non possono dunque in alcun modo essereadibiti a contenitori, neppure occasionali,di eventicome quello organizzatodi re-cente equesto perragioni dicarattereetico e strutturale.Tralasciando l'aspettoetico, su cui pure ci sarebbe da discutere (ilnuovo Codice disciplinafinanche le nor-mesullaconcessione deibeniarchitet-tonici pubbliciai soggettiprivati, dispo-nendo che possano essere accordati esclu-sivamente«perfinalità compatibiliconlalorodestinazione culturale»,cfr.SezioneII, Articolo 106, Principio 1, nuovo CodiceB.C.), desidero porre l'accento sui dannistrutturalicuiil beneèstatosottoposto:far accedere migliaia di persone (oltre 3000le presenze registrate nellaserata in og-getto) in un ambiente che ne può ospitare -come regolamentato dalla locale Soprin-tendenza - massimo 400,e diffondere inquell'ambiente musicacon decibeltantoelevati da far letteralmentevibrare le an-tiche strutture murarie, non può che avereeffettidevastanti sullasalutee sullacon-servazionedel benestesso.È doveroso,aquesto proposito,soffermarsi ancoraunavolta suidanni arrecatidalle ondeacu-stiche, anchea bassa frequenza,al patri-monio architettonico storico, specie se edi-ficatocomeilbene inquestioneconmat-toni in pietra porosa (carparo rosso) e noninmarmo, comenei casi-più volteinap-propriatamente citati - dell'Arena di Ve-rona,del Colosseoodelteatro grecodiSiracusa, monumenti che hanno saputoresistere al tempo e soprattutto ai romani.Caratteristica dei mattoni in pietra porosaè illoro progressivosgretolamento conconseguentesvuotamento, dovutoallacorrosione causata dal tempo, dagli agentiatmosferici, dall'umidità,dalla salsedinee, nonin ultimonel casobrindisino, daifumitossici provenientidal vicinopolopetrolchimico. A questosi aggiunga chenella darsena del Castello Alfonsino, vale adire nel porticciolo interno,c'è un son-tuoso portale, sovrastato dagli stemmi del-lafamigliad'Aragona,che sièquasito-talmente sgretolato (come documentano lefotografie allegate), ragion per cui da qual-che anno è stato puntellato per l'evidenterischio di crollo e chein presenza di ondeacustiche tanto potenti avrebbe potuto tra-gicamente rovinaresui numerosigiovaniche nella serata dell'11 agosto u.s. vi tran-sitavanosotto;giovani aiquali,cometra-spare dalle dichiarazionidegli ammini-stratorilocali, eradedicata quellafami-gerata serata. Quanto accaduto a Brindisiè dellamassima gravitàistituzionale per-ché sonostate messeseriamente edeli-beratamente a repentaglio la conservazio-ne e l'immaginedel Castello Alfonsino,oltreche l'incolumitàdelle persone.Unfatto che non ammette scusanti, soprat-tutto perchéle autoritàlocali sonopa-lesementevenutemeno all'obbligodiga-rantire la sicurezza e la conservazione deibeni culturali di loro appartenenza, se-condo quanto decretato dal nuovo "Codicedei Beni Culturali e del Paesaggio": «LoStato, leregioni, le cittàmetropolitane, leprovince e i comuni assicurano e sosten-gono la conservazione del patrimonio cul-turale» (cfr. Parte prima,Articolo 1, Prin-cipio 3,nuovo CodiceB.C.) e«lo Stato,leregioni, gli altri enti pubblici territorialinonché ogni altro ente ed istituto pubblicohanno l'obbligodi garantire lasicurezza ela conservazionedei beni culturalidi loroappartenenza» (cfr. Sezione II, Articolo 30,Principio 1, nuovo Codice B.C.) e di «li-mitare lesituazioni di rischioconnesse albene culturalenel suo contesto»(cfr. Se-zione II, Articolo 29, Principio 2, nuovoCodice B.C.). Per faremaggiore luce sullavicendae perimpedireche l'eventopossaessere incautamenteriproposto, horite-nuto doveroso, avendo personalmente pre-sopartealla serataincriminata,informa-re dettagliatamente il Ministro per i Beni eleAttivitàCulturali, prof.LorenzoOrna-ghi, su quanto accadutopresso il CastelloAlfonsinodi Brindisi,allegandoglifinan-che le dichiarazioni rilasciate in meritodagli amministratori locali favorevoli al-l'iniziativa,chehanno parlatodi«serataben riuscita», di«operazione riuscita», di«fatto sicuramente positivo», ammettendopubblicamente dinon essersiopposti al-l'iniziativa,madi averla,alcontrario,fa-vorita,perché -comehaaffermato ilvi-cesindaco diBrindisi all'indomanidell'e-vento- «ilverooltraggioè l'inedia[sic]incuiè statoabbandonato quelbene dias-soluta bellezza». Storico dell'arte, Dottore in Conservazione dei beni cul-turali; Dottore di ricerca in Studi sulla rappresentazionevisiva; Direttore del Centro Studi Teodoriani di Brindisi;Istituto Italiano di Scienze Umane, Firenze TEODORO DE GIORGIO LA PROVINCIA HA RAGGIUNTO I SUOIPRINCIPALI OBIETTIVI? di UMBERTO FANUZZI l Sono passatitre anni dall'approvazione daparte del ConsiglioProvincialedel ProgrammadMandatopresentato dall'attualePre-sidenza.Iltempotrascorsoè sufficientepervalutare,sullabasediatti deliberativiassunti, informazioniufficiali edichiarazioni aimedia, lasostanza, la congruenza edil grado direalizzazione deiprincipali obiettivi postisi. Intanto, è opportuno evidenziare chemolte delle iniziative assunte sullepiù rilevanti tematiche (sullequaliil sottoscritto,su incaricodell'amministrazione, haprodottospecifici documenti agli atti dell'Ente) sono state riprese pari pari daquanto già fatto dalla precedente giunta.. Ad esempio: il programmadiinvestimenti delcosidetto “Grande Salento”, giàoggetto nel2007diuna “IntesaIstituzionale diProgramma”sottoscritta conlaRegione;il Pianodiinterventi perlo sviluppodelsettore chimicoeper la soluzione del problema delle bonifiche in area ASI prodotto nel2007 dall'Osservatorio Provincialedella Chimica; il Progettoper ilSistema TuristicoTerritoriale e TurismoReligioso peril qualesussisteva già nel2008 uno Studio di Fattibilitàcondiviso da 12Comuni del territorio e canditato nell'Area Vasta. Allo stato, su dettitemicrucialiper losviluppononsembrano esserestatirealizzatirisultati concreti ed apprezzabili Inoltre, è il caso di rammentare che,alla finedel 2008,la fallimentaresituazione gestionalee finanziariadella Cittadella della Ricerca era ampiamente descritta in un'analisistorica dei bilanci e delle attività della società e che la stessa siconcludeva conla proposta dellasua liquidazione,decisione cuiinvecesi èpervenuti conun ritardodi treanni emezzo. Fragliobiettivi che sidichiara raggiunti, vengono citatespesso le”eco -nomie”realizzateneicostidella partecipataSantaTeresaspache,anche recentemente, sono state quantificate a partire dal 2010 in 1,5ml/anno. Talevisione oniricasi scontracon irisultati espostineibilanciannuali dal2009 al2011della società.Assumendo ilvaloretotaledeiricavi,checon IVArappresentalaspesadell'Ente,risultache dal 2009 al 2011, la riduzione della spesa per l'Ente è quantificabilecomplessivamente in E 517.000 e non i dichiarati 3 ml. Occorre, però,porre inevidenzia che laProvincia hamaturato fino al2011 di-videndi edutili per E 482.000ed ha “re c u p e r at o ”,addebitandoli alla societàqualicostiper forniture”,circa E. 264.000. Entrambi gliimporti, naturalmente,vanno considerati a decrementodella mag-giore spesa sopradetta ottenendo, invece, quale risultato finale per laProvinciaunsaldo positivo(entratestraordinarieacquisitemenomaggiorispese sostenutenel periodo2009-2011)quantificabile inE229.000. Fra le iniziative enfatizzate,non può non rilevarsi quelladell'attivazione del Comitato Provinciale dell'Economia e del Lavoro,cui, però, non partecipano i rappresentanti di tre distretti produttivipresenti sul territorio né almeno un rappresentante delle 16/17 areeP.I.P. Esso venne costituito nel dicembre 2009; dopo due anni ha resonotocheera incorsol'elaborazionediunaproposta di“Patto per lacompetitività del territoriodi Brindisi”. I suoiobiettivi strategici(qualcunolihadefinitidi “piccolo cabotaggio”) sono ancora im-pressi,qualiauspici, solosullacartacosìcome quelliprevistidailavoridegli 8tavoli tematici;nel frattempo,alcuni deicomponentidelComitato programmanoloroautonomeiniziative percostituireproprie distintetask-force perla crisi.A taleproposito, occorrerilevare quale sia lo stato dell'economia brindisina ed il suo negativotrendcondensabile, secondoi datiCCIAA,nella contrazionedelP.I.L. pro-capitedel 2.09%,in un tassodi disoccupazionedel 13%contro il 12% del2008 e nella crescita della CIGtotale del 373%rispetto al 2008. A fronte di tale situazione che rappresenta il quadrodi riferimento del Comitato, non sono note le decisioni e le iniziativeassunte,e laloroefficacia,da partedellostesso.Se, oltreallemanutenzioni, ai rondò, le rotatorie e l'illuminazione delle strade, sirealizzasseroparte deimassicci investimenti(comprese leboni-fiche) datempo annunciati percifre da capogiro,ciò potrebbecontribuire,per effettodel moltiplicatoredellaspesa pubblicake-ynesiano, amitigare le attualicriticità delsistema economico-so-ciale. Allo stesso fine dovrebbero essere destinati i fantomatici 14 mlchedovrebbero(datreanni) derivare,begheancorainessereper-mettendo, dall'alienazione dei beni di proprietà dell'Ente. Così comebenefici effettisi potrebberoottenere seil Comitatodi cuisopra sifacesseparteattiva (unaspeciedicabinadi regia)persosteneretecnicamente e proceduralmente, affiancando i promotori dei 3068progetti(soloil 10%deltotaleregionale,la percentualepiùbassadelle province) presentati a valere sui fondi comunitari per un totaledi 380ml, di cui, allo stato, solo 153 risultano erogati, ampliando taleattività anchealla realizzazione degliinvestimenti nellearee P.I.P.Altrettanti benefici potrebbero trarsi se fossero realizzate e non soloenunciate tuttele iniziative presentatea partire dalluglio 2010nell'ambito del Progetto di marketing territoriale. Per esempio: oltreai menzionatiPiani deiSistemi turisticoe religiosobasato sulmarchio “Filia Solis”, il suo abbinamento con il marchio dei prodottidelle imprese locali, l'istituzione della Fiera di Brindisi (1,5 ml diinvestimenti),laprevistapartecipazione ad11eventifieristici,larivitalizzazione della fiera di Francavilla F., la creazione della “re t e ”dei 4 o 5 parchi naturali “Filia Solis”. Infine, sarebbe oltremodo utilerenderenoti:i tempi,giàampiamentesuperati, necessariperl'ap-provazionedel P.T.C.P.in lavorazionealmeno dalsettembre 2008;irisultatirealizzatiqualeOrganismo Intermediarioperlaforma-zionechenegliultimidueanni èstatodotatodallaRegionedicirca6ml/anno (per il 2011, sono risultate inutilizzate risorse per 1,318 ml);i risultati conseguiti con il programmadei C.T.I. del 2010 “Il Cen-tro...in periferia”(20 animatori in 16 Comuni); i risultati dello studiocommissionato all'IPRES per valutare costi-benefici delle attività delpolo universitario;le iniziativeproposte edaccolte nell'ambitodiquelle promossedalla MacroregioneAdriatico-Jonica edel GECTappositamente costituito;l'operatività edi risultatidella societàTerra diBrindisi costituitacon loscopo dialienare ibeni dellaProvincia. Tutto ciò detto conduce alla conclusione che le attivitàsvolte sono semplicemente quelle ordinarie e quelle istituzionalidelegate e finanziate dallo Stato e dalla Regione. Non risultano,invece, azionie risultati apprezzabili indirezione di unconcreto edecisivo impulso allo sviluppo economico del territorio. Consulente economico LETTERE E COMMENTI
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