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MARITIM KONGRESSHOTEL BERLIN

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Fabrizia Morandi
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  realizzazioni   R E   R   U   T   T   E   T   I   H   C A  70 MARITIM KONGRESSHOTEL BERLIN ELEGANZA NECESSARIA - JAN KLEIHUES NECESSARY ELEGANCE - JAN KLEIHUES Maritim Kongresshotel Berlin di Fabrizia Morandi n   foto/photos: Stefan Müller, Berlin - Archiv Kleihues + Kleihues, Berlin und Dülmen-Rorup A   Berlino, nella Stauffenberg Straße, quartiere Tiergarten, nelle immediate vicinanze del Kulturforum e del Potsdamer Platz è stato costruito l’ultimo hotel e centro congressi del gruppo Maritim. Su di una superficie di circa 12.000 metri quadrati, l’albergo dispone di 505 camere e 1.000 letti, una zona destinata a wellness con piscina, un ristorante, un bar, un bistrò con terrazza, un garage su due piani con 478 posti macchina e 5.356 metri quadrati ripartiti in due sale per conferenze da 2.600 e 1.250 posti.-Trasformabili - ossia che si possono suddividere secondo le esigenze individuali. Il concorso è stato vinto nel 2000 da Jan Kleihues. L’edificio ad un primo sguardo sembra lì da sempre.Chi si interessa di storia e di politica e la applica all’architettura e all’urbanistica sa che Berlino è “Vielfältig”; multiforme, sfaccettata, e conosce quale densità di eventi si concentrano sull’area intorno a Potsdamer Platz, prima vetrina mediale della trasformazione di una città in una metropoli e dell’affermarsi del mito della “modernità”di Berlino.Intorno agli anni ’30, nello storico tessuto si insediano sperimentazioni architettoniche moderne di Luckard e di Mendelsohn (Columbus Haus 1931-‘32), che convivono con la stazione ferroviaria Potsdamer Bahnhof, con i grandi magazzini Wertheim e con altre curiosità costruite come T  he Maritim group’s newest hotel and conference center was built in Berlin, in the Stauffenberg Straße in the Tiergarten district close to the Kulturforum and Potsdamer Platz. Covering about 12,000 square meters, the hotel has 505 rooms and 1000 beds, a wellness area with a swimming pool, a restaurant, a bar, a bistro with a terrace, a two-storey garage with 478 parking places and 5,356 square meters in two conference halls seating 2,600 and 1,250. The halls can be divided to suit varying needs. Jan Kleihues won the competition in 2000. At first glance, it seems as if the building has always been there.Those concerned about history and politics as they apply to architecture and urban planning know that Berlin is “Vielfältig”, multi-form, multi-faceted, and understand the great density of events concentrated in the area around Potsdamer Platz, a prime media showcase of the city’s transformation into a metropolis, representing the idea of Berlin’s “modernity”. In and around the 1930s, this historic area became the site of modern architectural experiments by Luckard and Mendelsohn (Columbus Haus 1931-32), standing alongside the railway station Potsdamer Bahnhof, the Wertheim large department stores and inventions like “Haus “Haus Vaterland”, una “Casapatria” turistica di tutti i divertimenti internazionali e delle gastronomie del pianeta illustrate con diorami e tableaux vivants. Bombardata, distrutta in gran parte, ed infine rimasta ai margini della città divisa dal muro, Vaterland” (“Homeland House”, a tourist site with all the world’s diversions and culinary delights illustrated with dioramas and tableaux vivants. This part of the city was bombed, mostly destroyed and pushed to the edge of the city divided by the wall, making it a frontier place. West Berlin made use of it and built the Kulturforum according to Scharoun’s master plan, a complex designed and built in the sixties as a bastion of Western culture and power before the cosmic void of the no-man’s land between the two walls. This project included the Philharmonic (1960), the State Library by Scharoun (1966-78), the Kunstgewerbemuseum by Gutbrod (designed in 1966 and built later) and the Nationalgalerie by Mies van der Rohe (1965-68). More recently, since the reunification, intensive rebuilding concentrated around this square, extending elsewhere as well. For example, the street of embassies was extended along Tiergarten Straße, south of which is the area where Hotel Maritim now stands. This area, part of the Shell-Haus district, is a block between Stauffenberg Straße, Sigismund Straße, the Hitzigallee and Reichpietsch Ufer. The important building which gave the area its name stands on the edges of this “waterfront” street that follows the course of the Landwerkanal. The Shell-haus was designed by architect Emil Fahrenkamp in 1930. It follows the undulating flow of the water  71 F  r a m e s  m a g gi   o- gi   u gn o2  0  0  8  Maritim Kongresshotel Berlin, Berlin-Tiergarten OPERA: Architetto Jan KleihuesKleihues+KleihuesGesellschaft von Architekten GmbH PROGETTO:  realizzazioni   R E   R   U   T   T   E   T   I   H   C A  72 e Sattler (1998) con un’altezza di 13 metri, uno zoccolo bugnato di granito di Strigau e una liscia parete di cotto chiaro; un edificio a pettine residenziale popolare di Kurt Ackermann degli anni ’80, accostato al quale a sua volta si trova l’ampliamento del Wissenschaftszentrum di James Stirling a strisce orizzontali azzurre e rosa costruito nello stesso periodo. Sul lato opposto della Stauffenberg Straße (così chiamata dopo il 1955) si erge lo storico Bendlerblock, una austera facciata in pietra dove lo sguardo che penetra attraverso il portone all’interno, si ferma sulla statua in bronzo di un uomo nudo con le mani legate nel mezzo del cortile. In quell’edificio ha sede infatti il Ministero della Difesa e il memoriale della Resistenza tedesca.A completare il quadro delle preesistenze manca solo il demolito edificio di Paul Baumgartner progettato come ampliamento degli uffici amministrativi dello Shell-Haus e costruito con il linguaggio degli stecconi degli anni ’60. Solo un corpo di fabbrica, avente la funzione di corridoio di distribuzione di una parte dell’edificio di Fahrenkamp non è stato abbattuto, per evidenti ragioni pratiche. La densità e l’eterogeneità delle costruzioni presenti in uno spazio così limitato, fanno pensare ad un catalogo che riassume tutte le correnti architettoniche del ventesimo secolo.Il progetto di Kleihues si misura con questi oggetti, con gli spazi fra di loro, con i linguaggi dei materiali e con le loro forme. In particolare sono i volumi visibili nella planimetria e nella stereometria questa parte di città diventa un luogo di confine. Berlino ovest ne approfitta e costruisce in accordo al piano regolatore di Scharoun il Kulturforum, un insieme progettato e realizzato negli anni ’60 come avamposto della cultura e della potenza occidentale di fronte al vuoto cosmico della terra di nessuno racchiusa tra i due muri. Fanno parte di questo progetto la Filarmonica (1960) e la Biblioteca di Stato di Scharoun (1966-’78), il Kunstgewerbemuseum di Gutbrod (disegno 1966, più tarda la realizzazione) e la Nationalgalerie di Mies van der Rohe (1965-‘68).In epoca più recente, cioè dopo la riunificazione, una immensa ricostruzione si è concentrata intorno a quella piazza, ma non solo. Si è estesa lungo la Tiergarten Straße per esempio, la via delle ambasciate a sud della quale si trova l’area in oggetto su cui felicemente sta oggi l’hotel Maritim. Quest’area, che appartiene al “quartiere Shell-Haus”, è un isolato compreso tra la Stauffenberg Straße, la Sigismund Straße, la Hitzigallee e il Reichpietsch Ufer. Sui bordi di questa strada “lungofiume” che segue il corso del Landwerkanal si affaccia un importante edificio che dà il nome a questo quartiere. Progettato dall’architetto Emil Fahrenkamp nel 1930, accompagna con ondine espressioniste in travertino romano a scalare e vetrate bombè il corso d’acqua. A questo importante edificio si aggiungono a completare il quadro delle preesistenze architettoniche, un lato della Gemäldegalerie progettata da Hilmer  73 F  r a m e s  m a g gi   o- gi   u gn o2  0  0  8  with expressionist waves in Roman travertine and convex windows. Completing the system of pre-existing buildings, this major building flanked on one side by the Gemäldegalerie designed by Hilmer and Sattler (1998), 13 meters high, with an ashlarwork granite base by Strigau and a smooth light-colored terracotta wall; and a comb-form public housing apartment building by Kurt Ackermann from the 1980s, next to which, from the same period, is the expansion of the Wissenschaftszentrum by James Stirling with pink and blue horizontal stripes. On the opposite side of the Stauffenberg Straße (as it was named in 1955) is the historic Bendlerblock and its austere stone façade. Looking in, the gaze passes through the entry door to the interior and rests on a bronze statue in the middle of a the courtyard of a nude man with his hands bound. This building is the headquarters Ministry of Defense and location of a memorial to the German Resistance. The system of the pre-existing buildings is missing only the demolished building by Paul Baumgartner designed as an expansion of the Shell-Haus’s administrative offices. It was built with the stake style of 1960s. Only one structure, serving as a distribution corridor for part of the Fahrenkamp building, was saved from demolition, for obvious practical reasons. The density and diversity of the buildings in so little space make it like a catalogue summarizing all the architectural trends of the 20th century. che ricercano il dialogo con le preesistenze e si modellano conformemente, sono gli spigoli arrotondati dell’espressionista Fahrenkamp e gli angoli retti di Baumgarten che restano nel suo disegno; e precisamente si confrontano. Ad uno spigolo corrisponde uno spigolo, a rotondità una rotondità. La sua scelta cade ancora sul travertino, la pietra degli anni ’30, che diventa nel suo oggetto come un materiale fluido, che si armonizza alle linee delle facciate con movimenti a sporgere e a rientrare , scanalature ed il loro negativo, che formano linee di orizzontamento delle facciate, sulle quali si aprono finestre a nastro di forma orizzontale. Sul fronte l’ingresso è sovrastato da una tettoia a sbalzo metallica nera di Miesvanderiana memoria. A fianco un grande platano, evidentemente un segno vegetale del passato, viene conservato anch’esso. La torre che contiene al suo interno piani di suites è un elemento che marca il punto d’ingresso e segna la continuità spaziale con l’esistente. Anche le altezze si declinano alludendo alle preesistenze. Sulla Hitzigallee l’albergo si allinea all’altezza del cornicione della Shell-Haus e prosegue zigzagando con degli aggetti e delle rientranze regolari che accompagnano il fronte strada attrezzato all’occasione di aiuole profilate in pietra naturale. Il lato prospiciente la Gemäldegalerie ne riproduce l’esatta altezza, per poi elevarsi di altri 4 piani arretrati leggermente rispetto al basamento, che raggiungono l’altezza di uno dei corpi dello Shell-Haus. Kleihues’s design is in relationship to these buildings, the spaces between them, the languages of their materials and forms. The volumes seen in the floor and volume extension seek dialogue with the pre-existing buildings and are shaped accordingly. There are the rounded edges of the expressionist Fahrenkamp and the straight corners of the Baumgarten in its design, put in a specific dialogue. Each sharp edge has a corresponding sharp edge and each roundness a corresponding roundness. The architect chose travertine, the stone of the thirties. In his building, it becomes a fluid material, in tune with the façade lines’ movements in and out, grooves and their negative space, which form the façade’s directing lines, on which the horizontal ribbon windows open. The entrance on the façade is topped by a black metal projecting eave reminiscent of Mies van der Rohe. Next to it is a large plane tree that seems to have been conserved as a green mark of the past. A high rise that holds floors of suites serves as a marker for the entrance and declares its spatial continuity with the pre-existing context. The heights are also defined in reference to the existing buildings. On Hitzigallee, the hotel is aligned with the height of Shell-Haus’s cornice. It continues in a zig-zag with regular projections and recesses that move along the street front with occasional grass plots edged in natural stone. The side facing Gemäldegalerie follows its same height, and then extends another four floors, set slightly back from the base, to reach the height of

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Jul 23, 2017
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