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MMA vs Karate

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Analisi comparativa tra MMA e Karate. Originariamente pubblicata per il sito www.karatesen.it
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  Karate VS MMA: Separati alla Nascita? Di Stefano Censi, finito di scrivere il 23 novembre 2012 as  Lo scorso venerdì sera, come al solito, stavo guardando degli incontri di MMA  ( Mixed Martial Arts  , Arti Marziali Miste in italiano) in televisione. È stato in quel momento che mi è venuta in mente una discussione che ho avuto con un mio amico riguardo al complicato mondo delle arti marziali. Il mio amico sosteneva che le MMA fossero soltanto “ due forsennati chiusi in una gabbia chi si uccidono, nulla a che vedere con il Karate!”.  Nel mio vagabondare nei blog e forum (soprattutto italiani) della rete ho scoperto che l’opinione del mio amico non è isolata, anzi è una delle più diffuse ! Ed è a questo punto che mi è sorta la domanda: “Le MMA sono davvero così lontane dal Karate?”    Per rispondere a questa domanda bisogna innanzitutto chiedersi Cosa sono le MMA? Consultando il famoso Dottor Wikipedia, si legge che ” Con il termine arti marziali miste   (abbreviato spesso in MMA , acronimo del termine inglese Mixed martial arts  , e a volte impropriamente chiamate free fight, no holds barred o vale tudo) si indica uno sport da combattimento a contatto pieno il cui regolamento consente l'utilizzo sia di tecniche di  percussione (cioè calci, pugni, gomitate e ginocchiate), sia di tecniche di lotta (come  proiezioni, leve e strangolamenti) ”.   Ma…sembra la descrizione del Pancrazio!   Pancrazio! Tranquilli, non è una parolaccia! Il Pancrazio (dal greco παγκράτιον    pankràtion ,  pan  = tutto e kràtos  = potere, forza) è una famosa ed efficace forma di combattimento sviluppatasi nell’Antica Grecia.  Entrata a far parte delle Olimpiadi Antiche nel 648 a.C., questa disciplina era fra le più  cruenti in assoluto (ma anche fra le più seguite), tanto che si racconta che alcune volte uno dei due contendenti morì durante il combattimento. In sintesi, si trattava di un misto di pugilato e lotta, in cui era permesso di tutto (fatta eccezione per morsi e colpi agli occhi). L’arsenale di un atleta di questa disciplina variava dai colpi diretti c on qualsiasi parte del corpo (ginocchiate, gomitate e testate incluse) alla lotta a terra, strangolamenti, leve articolari (persino alle dita!), proiezioni e così via… In breve il pancrazio era un mix di tecniche di lotta e pugilato mirate all’efficacia in combattimento. Esattamente come il Karate! Leggendo infatti gli scritti di Patrick McCarthy (www.koryu-uchinadi.com e per informazioni in lingua italiana www.koryu-uchinadi.it), famoso ricercatore e studioso delle arti marziali, nonché traduttore delle versione inglese del Bubishi, si può capire come anche il Toudi (nome dato al Karate prima che fosse introdotto in Giappone) sia in realtà il risultato dell’unione di 5 arti srcinali :    Ti'gwa: La forma plebea di impatto percussivo [chiamata anche "Te" o "Di" scritta 手 ] introdotta a Okinawa dall’antico Regno del Siam nel corso del primo periodo di commercio interculturale.    Kata: [Hsing/Xing 型 / 形  in cinese mandarino] sequenze a solo di derivazione del sud del Fujian [principalmente stili della Gru, Pugno del Monaco e Mantide Religiosa del Sud] usate come forma di movimento umano sviluppata e popolarizzata dai Cinesi come metodo per promuovere la forma fisica, il condizionamento mentale e il benessere olistico, nonché per tramandare informazioni di tipo marziale.    Torite: [Chin Na/Qinna/ 擒拿  in cinese mandarino] metodi srcinari del tempio di Shaolin per afferrare e controllare, un tempo utilizzati dagli ufficiali delle forze dell’ordine, agenti di sicurezza e ufficiali carcerari nel periodo dell’antico Regno delle Ryukyu.    Tegumi: [ 手組 ] Originariamente uno stile di combattimento dai molteplici aspetti, che risale ai tempi di Tametomo, si pensa derivi dalla lotta cinese [Jiao Li/ 角力  dalla quale deriva lo Shuai Jiao/ 摔 角  - denominazione moderna risalente al 1928]. Il Tegumi in seguito si è evoluto in una forma di lotta ed è infine diventato uno sport regolamentato chiamato Ryukyu Sumo.    Buki'gwa: [ 武器 ]  Arte dell’uso delle armi, tra le quali s pada, lancia, arco e frecce, alabarda, scudo, coltello, falcetti, bastone, randello e manganello [gli ultimi due divennero gli strumenti principali delle forze dell’ordine locale durante il periodo dell’antico Regno delle Ryukyu a Okinawa]. Possiamo quindi capire come il curriculum di un Karateka debba includere tecniche di difesa e attacco ( Uke/Uchi Waza ), di controllo, leva e presa nelle cavità ( Kansetsu/Tuite Waza ), di strangolamento e soffocamento ( Shime Waza ), di proiezione ( Nage Waza ), oltre alla lotta a terra ( Ne Waza ) e all’uso delle armi ( Kobu-Jutsu ). Citando Jesse Enkamp  (www.karatebyjesse.com   ): “  Il Karate è l’MMA srcinale . ”     Si può quindi dedurre che non è nella forma/apparenza che queste due (o tre) discipline si differenziano. Esiste allora una vera differenza ? Se parlassimo del fenomeno sportivo/mediatico delle MMA potremmo forse affermare che i contendenti dei più famosi tornei di arti marziali miste del mondo, tra cui spicca l’UFC ( Ultimate Fighting Championship ), vendono la propria arte per soldi, fama, riscatto o appagamento personale, a favore del pubblico che si gode una “sana scazzottata”  (le MMA sono il 5° sport più seguito negli USA).  Anche gli antichi lottatori greci e i pancrazisti però mostravano le loro abilità di fronte al pubblico per le stesse ragioni degli odierni MMA Fighters,  venendo acclamati dalla folla greca come dei veri e propri idoli . I praticanti di Toudi erano anche loro soliti testare le proprie abilità nel Kake Dameshi    (questa pratica consisteva nell ’ accettare e proporre duelli) o ancora andare nei quartieri malfamati di Okinawa e scatenare risse. Famosi sono gli episodi che si tramandano su Motobu   Choki o le imprese narrate da Funakoshi Gichin nella sua autobiografia Karate Do: Il mio stile di vita riguardo ai suoi due maestri Anko  Asato e Anko Itotsu. Inoltre anche nel Karate le competizioni non mancano, vista poi la proposta al COI di includere il Karate nella lista degli sport olimpici  (il famoso slogan The K is on the Way)  e i Campionati del Mondo WKF a Bercy (Parigi) che si stanno svolgendo proprio mentre sto scrivendo. Citando Franz Kafka  ( Quaderni in ottavo , 1916/18): “ Uno dei più efficaci mezzi di seduzione del male è l'invito alla lotta. ”   Il problema qui si sposterebbe quindi sul fatto che le competizioni siano un bene o un male per le Arti Marziali “Tradizionali” (come la famosa critica che si fa al Judo Olimpico), ma questa è un’altra questione ben più complessa che necessiterebbe più tempo e spazio per essere trattata…  Un'altra critica piuttosto comune è che i lottatori di Pancrazio/MMA n on curino l’aspetto filosofico e spirituale   dell’arte. Ma anche qui le argomentazioni di dibattito non mancano. Tralasciando il fatto che molti studiosi del mondo antico (tra cui lo stesso Archimede) erano campioni di lotta, si può contare sull’idea che le  gare occupino solo un periodo più o meno breve della vita di un praticante. A sinistra Dan Miller, lottatore nell’UFC. A destra Liu Jin Sheng (foto del 1936). Entrambi eseguono Hadaka Jime/Rear Naked Choke/Hou Jia Bo.    Anche se ora nel Karate sono state programmate anche gare per la categoria Master (over 35 anni), la stragrande maggioranza dei concorrenti ha meno di 30 anni. Sta dunque ancora una volta al karateka decidere verso ove indirizzare la sua pratica. Io mi affido al vecchio proverbio Bun Bu Ryo Do    (“I sentieri gemelli della penna e della spad a”). Non bisogna trascurare alcuna parte della pratica, perché il carro del Karate riesce a proseguire solo se le due ruote (parte fisica  e parte intellettuale ) sono presenti: una ruota può essere più o meno curata dell’altra, ma ci deve essere o il carro andrà fuori strada. Come suole dire il mio maestro: “ Il Karate è come una spada: sta a te fare in modo che il filo sia il più tagliente possibile! ”   Bun Bu Ryo Do   (“I sentieri gemelli della penna e della spada”) .  
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