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Book Review of M. Tomasello's Le origini della comunicazione umana (Horigins of Human Communication), Raffello Corrtina ed., 2009. In: Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia, vol. 1, n.1-2, 2010, pp.97-99.

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Book Review of M. Tomasello's Le origini della comunicazione umana (Horigins of Human Communication), Raffello Corrtina ed., 2009. In: Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia, vol. 1, n.1-2, 2010, pp.97-99.
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    datità materiale e la loro correlazione è così riassun-to da Massimo Barale nella postfazione al libro: « non potremmo oggettivare qualcosa che non citrovassimo dato, di cui non potessimo disporrecome di un dato [...] tuttavia, già si è chiarito che, diquanto dobbiamo ammettere già sempre dato, nonpotremmo avere notizia alcuna se a tale titolo nonlo ritrovassimo in quelle operazioni oggettivanti, ad esso intenzionalmente rivolte, che lo stanno pre-supponendo » (Barale,  Postfazione , p. 132).Nelle a volte ostiche ma certamente feconde le-zioni del 1920/21 Husserl accenna anche all’impor-tanza della coscienza emotiva – e non soltanto dellesue funzioni cognitive. Emotività che « gioca co-stantemente il suo ruolo già anche nella passivitàdella vita della coscienza » (H USSERL ,  Lezioni sullasintesi attiva , p. 50). Peccato che Husserl abbia qua-si sempre trascurato e sacrificato questa dimensio-ne che pur giudica centrale. In modi diversi, saran-no Heidegger e Merleau-Ponty a colmare tale vuo-to e a coniugare la passività e attività della coscien-za a quella realtà primaria che il fondatore dellafenomenologia aveva chiarito con lucidità in altresue lezioni: il tempo.  Alberto Giovanni Biuso    █    M. Tomasello   Le srcini della comunicazione umana Traduzione di S. RomanoRaffaello Cortina Editore, Milano 2009Collana: Scienza e idee, pagine 330,  € 26,60    Le srcini della comunicazione umana rappre-senta uno degli ultimi anelli di una catena di opereche Micheal Tomasello – psicologo sociale, inter-culturale e dello sviluppo – dedica al problema delladefinizione dei tratti salienti della cognizione uma-na e della determinazione della peculiarità dellacognizione umana rispetto a quella animale. Nellaconvinzione che sia questo il luogo in cui rintraccia-re l’srcine della sostanziale differenza fra esseriumani e animali, l’attenzione di Tomasello si con-centra sugli aspetti sociali della conoscenza e dellaconvivenza e in particolare su quelle abilità lingui-stiche e non linguistiche di reciproca comprensioneche consentono di realizzare forme particolarmentesofisticate di interazione, cooperazione e comuni-cazione. La nozione cardine attorno alla quale faperno la riflessione di Tomasello circa queste capa-cità è quella di “intenzionalità”, che non va tuttaviaintesa nel comune senso filosofico di srcine bren-taniana, ma descrive piuttosto una modalità delcomportamento umano, pratico e linguistico, ilquale si caratterizza attraverso il fatto di avere allasua base degli scopi identificabili, ossia delle inten-zioni che fungono da motivazioni sia per le nostreazioni concrete sia per i nostri atti linguistici.L’intenzionalità secondo Tomasello è l’elementocardine per spiegare tutte le capacità peculiarmenteumane, la quali consistono primariamente (I)nell’interazione sociale complessa e nei comporta-menti cooperativi, i quali si basano sulla capacità dimanifestare e riconoscere negli altri finalità e inten-zioni, e (II) nella produzione e comprensione dilinguaggio, che fanno leva a loro volta sulla capacitàdi cogliere ed esprimere finalità e intenzioni.Come Tomasello già chiariva nel suo  Le srciniculturali della cognizione umana , questa capacità èda intendersi alla stregua di un prodotto della sele-zione naturale, la cui occorrenza ha tuttavia mutatoradicalmente il corso successivo dello sviluppo co-gnitivo umano, poiché ha permesso l’instaurarsi diforme di interazione e di apprendimento socialenon rintracciabili in alcun altra specie animale.Grazie a tale nuova modalità di interazione, gliesseri umani hanno potuto instaurare relazioniintersoggettive sia (anzitutto) non-linguistiche sia(in un secondo momento) linguistiche che hannopermesso loro di formare e accumulare contenuticulturali. La possibilità di trasmettere tali contenutida un soggetto a un altro e da una generazione aun'altra, ha inoltre modificato completamente latempistica dell’evoluzione del genere umano, laquale si è svincolata dal (solo) corso della filogenesi,per essere invece riassorbita nella dinamica incal-zante del tempo storico.Così intesa l’evoluzione assume una connota-zione che trascende la mera dimensione della gene-tica, della neurofisiologia quale suo prodotto e dellastruttura del sistema cognitivo quale risultante di-retta della specifica struttura del cervello umano.Tomasello non spiega, infatti, l’unicità delle capaci-tà cognitive umane attraverso una strategia “ indi-vidualistica ”, tesa primariamente a dimostrare lasuperiorità del patrimonio genetico e dunque dellestrutture cerebrali degli individui umani rispetto aquelle di animali di altre specie. Il suo approccioall’evoluzione dell’uomo fa leva piuttosto sulle rela-zioni sociali e culturali che caratterizzano la nostraspecie e che giocano un ruolo di primo piano rispet-to all’ontogenesi di alcune capacità specie-specifiche, oltre che rispetto al loro rapido e conti-  Attribuzione - Non Commerciale - Non Opere Derivate 3.0 Unported License RIVISTA INTERNAZIONALE DI FILOSOFIA E PSICOLOGIA DOI: 10.4453/rifp.2010.0009ISSN 2039-4667, E-ISSN 2239-2629 Vol. 1 (2010), n. 1-2, pp. 97-99     Recensioni   98 nuo sviluppo ( ivi , p. 193 e segg.). Certamente larealizzazione di queste relazioni sociali e culturaliavanzate ha richiesto la disponibilità di particolaricapacità, a loro volta esclusive degli esseri umani elegate appunto, per Tomasello, alla comprensionedelle intenzioni altrui. Queste capacità hanno tut-tavia costituito un trampolino di lancio per un bal-zo in avanti nell’evoluzione della nostra specie chenon è attribuibile alla sola biologia, ma che costitui-sce il prodotto dell’interazione sociale e culturale.Ne  Le srcini della comunicazione umana To-masello sviluppa nel dettaglio un aspetto particola-re della tesi generale presentata nella sua opera pre-cedente, relativo all’evoluzione della capacità pecu-liarmente umana di parlare e di esprimersi verbal-mente attraverso segni convenzionali. Coerente-mente con la sua ipotesi generale, l’autore identifical’srcine delle lingue naturali nella capacità prelin-guistica di cogliere le intenzioni altrui, utilizzandoanzitutto la gestualità e il conteso condiviso, i qualiaiutano a mettere a fuoco cosa gli altri possonoavere in mente in un certo momento. La teoria cir-ca l’srcine del linguaggio che consegue da questepremesse risuona forse familiare più alle orecchiedei filosofi che a non a quelle degli psicologi, poichéaffonda le sue radici nella teoria del linguaggio ela-borata da Paul Grice nel suo  Logica e conversazione ,secondo la quale le lingue convenzionali nelle formein cui le conosciamo sono il prodotto stratificato diun lungo lavorio di reciproche interpretazioni voltea comprendere intenzioni comunicative altruiespresse in modalità non linguistiche. Secondo que-sta visione, l’istituzione di significati convenzionaliavviene quando i soggetti coinvolti nella comunica-zione capiscono di fare riferimento a una medesimacosa, che può essere a quel punto indicata con unacorrispettiva parola (pp. 95-96).In linea con la sua prospettiva generale sulla co-gnizione, Tomasello non interpreta la capacitàumana di comunicare linguisticamente come unarottura nella continuità della scala evolutiva cheporta dagli animali all’uomo, ma come forma diulteriore sviluppo di alcune capacità proprie giàdelle grandi scimmie, che mostrano sia di sapercomprendere che gli altri agiscono sulla base di unacerta percezione del mondo, mossi da specificheintenzioni e desideri, sia di saper sfruttare questacomprensione per la realizzare forme primitive dicomunicazione gestuale, volta a soddisfare specificibisogni. La peculiarità dell’intenzionalità umanaconsiste per Tomasello in una capacità cooperativa  e ricorsiva . Mentre le grandi scimmie sono in gradodi dare solamente due letture di tipo dicotomicodell’intenzionalità – la propria (relativa ai propridesideri e intenzioni) e quella dell’altro individuo cheinteragisce con loro (relativa cioè ai desideri e alleintenzioni dell’altro come distinte dalle proprie) –,l’essere umano è capace di cogliere anche possibiliprospettive condivise in almeno due sensi diversi.Per un verso è in grado di cogliere possibili desiderie intenzioni comuni a se stesso e ad altri, su cui puòbasare una forma di collaborazione. Per altro verso,diversamente da ogni altro animale, tende sponta-neamente verso un atteggiamento collaborativo,tale per cui, se le condizioni lo permettono, è pron-to a partecipare alla realizzazione di desideri e in-tenzioni altrui o a contrattare desideri e intenzionicomuni da raggiungere attraverso uno sforzo collet-tivo. Inoltre, il tipo di lettura dell’intenzionalità dicui è capace l’essere umano non si limita – comequella delle grandi scimmie – al livello primariodelle intenzioni proprie e altrui, ma raggiunge livellidi complicazione molto più elevati, generando in-terpretazioni ricorsive anche estremamente com-plesse concernenti per esempio ipotesi circa qualipossono essere le intenzioni che l’altro mi attribui-sce sulla scorta delle informazioni di cui dispone(cap. 5). Riprendendo le riflessioni contenute ne  Lacostruzione della realtà sociale di Searle, Tomasellodefinisce tale modalità cooperativa dell’intenziona-lità umana come una forma di “intenzionalità con-divisa” che genera uno “sfondo comune”, sulla basedel quale è possibile di volta in volta realizzare una“attenzione condivisa” e identificare gli elementirilevanti per l’interpretazione delle intenzioni.È grazie all’intenzionalità condivisa che il lin-guaggio verbale può srcinarsi quale sviluppo pro-gressivo di forme più primitive di comunicazionegestuale, le quali si svincolano mano a mano dallaconcretezza dell’indicazione deittica, assumendoanzitutto la forma di gesto iconico (mimico), perdiventare via via più astratte, convenzionali ed ar-bitrarie. Una volta assunto il carattere della con-venzionalità, il passaggio da una gestualità corporeaall’espressione vocale non rappresenta più un saltoqualitativo nelle modalità della comunicazioneumana che ne rompe la linearità di sviluppo, ma sitratta piuttosto di un passo ulteriore in direzione diun’astrazione e di una convenzionalità/arbitrarietàdel segno ancora superiore, facilitata dalla estremavolubilità del mezzo verbale.Il recupero di una concezione griceana del lin-guaggio, incentrata sulla lettura delle intenzioni al-trui, ha per Tomasello una valenza fortemente critica  Recensioni99 rispetto alla tradizione prevalente nell’odierna lingui-stica e psicolinguistica, poiché si contrappone all’ideadi linguaggio propugnata da Chomsky e dalla suascuola. Infatti, mentre Tomasello riconduce alla bio-logia e al codice genetico umano solo le capacitàgenerali di carattere non verbale di comprensionedelle intenzioni altrui, facendo del linguaggio underivato di queste capacità e dei processi di socializ-zazione che esse rendono possibili, per Chomsky illinguaggio è la facoltà peculiarmente umana perantonomasia ed è, nello specifico, un prodotto diret-to del codice genetico umano, che ci porta a svilup-pare “organi mentali” specializzati per la produzionedi linguaggio (pp. 22-23, 260-263). In questo senso,l’opera di Tomasello costituisce un importante tenta-tivo di rimettere in discussione i presupposti di fon-do del paradigma cognitivista per riproporre unaconcezione della cognizione e del linguaggio impron-tata alla socialità più che alla biologia.Non tutte le ipotesi avanzate nel libro circa lemodalità concrete in cui si è realizzato il passaggiodalla comunicazione non linguistica a quella lingui-stica appaiono immediatamente convincenti o ela-borate in maniera esaustiva; si tratta comunque diun lavoro che – facendo leva per quanto possibilesu evidenza sperimentale – rompe i confini angustiimposti dal metodo sperimentale e recupera unadimensione di riflessione e speculazione teorica,indispensabile tanto per un’analisi globale dedicataalla mente quanto per una discussione dedicata allebasi biologiste e individualiste del  framework teori-co delle scienze cognitive. Sara Dellantonio  
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