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I Tesori di Brescello

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pp 64, edizione 2014 - Editrice Diana + Associazione Culturale Italia Numismatica , www.classicadiana.it La storia e la tradizione si sono alleate per raccontare di tesori, nascosti e ritrovati, quindi non solo di quello celeberrimo del settecento,
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  3 P REFAZIONE La storia e la tradizione si sono alleate per raccontare di tesori, nasco-sti e ritrovati, quindi non solo di quello celeberrimo del settecento, com- posto da ottantamila monete d’oro, ma anche di tutti gli altri tesori, che le fonti storiche e la tradizione attribuiscono al territorio di Brescello, l’an-tico Brixillum di epoca romana. Cambiano i tempi e, come conseguenza, le tradizioni che nel passato venivano tramandate, di generazione in generazione, davanti al camino o nel tepore della stalla, nel corso delle interminabili serate invernali, già adesso si stanno affievolendo. Non è certo necessario possedere particola-ri doti profetiche per prevedere che, fra pochissime generazioni, si perde-rà molto del sapere popolare che, in diversi casi, per giungere fino a noi, già ha vinto i secoli. Nel caso in esame, ad esempio, la tradizione sa anco-ra identificare con sicurezza, il luogo esatto del rinvenimento del grande tesoro di Brescello, così come il connubio tra tradizione e alcuni docu-menti inediti, o poco noti, ha consentito di datarne e interpretarne il rin-venimento e la dispersione. La grande storia, quella di Ottaviano, Pompeo, Antonio, Lepido e dei molti comprimari che condivisero con loro la grande avventura della co-struzione dell’Impero romano, si affaccia, ammaliatrice, dagli aurei del tesoro, di cui abbiamo illustrato tutti i tipi che lo componevano e ciò, ov-viamente, fissa con buona approssimazione il momento dell’interramento. Ancora la grande storia, ma questa volta quella della Guerra di Succes-sione spagnola, assieme alla piccola storia locale, quella, per intenderci, dell’assedio di Brescello, della distruzione delle sue fortificazioni avvenuta nel 1704, del divieto di esportare i cereali, dello spopolamento delle campagne e dei molti altri problemi che seguirono, tratteggiano il quadro vivido del momento del rinvenimento e consentono di definire meglio la sorte di tutto quell’oro. La storia, grande e piccola, quindi, assieme alla tradizione e ai docu-menti dell’Archivio storico di Brescello, utilizzati a sostegno della numi-smatica, ci hanno consentito di aggiungere nuove conoscenze a un argo-mento pur studiato da molti, nel corso di tre secoli.  5 T RA STORIA E LEGGENDA Scagli la prima pietra chi non ha mai sognato di trovare un tesoro, o almeno di vincere al lotto o alla lotteria. Il tesoro ‘immenso’ che, di punto in bianco, senza meriti e senza fatica, muta il destino, rientra sicuramente nell’immaginario di ogni essere umano; per alcuni si tratta dell’ irresisti- bile attrazione verso i giochi di fortuna, per altri dei tesori veri e propri, tradizionalmente composti da oro, argento e pietre preziose. A Brescello sono i tesori che da sempre stimolano i sogni. Forse c’entreranno i cap- pelletti in brodo di cappone, che possono essere un po’ pesanti da digeri-re, o forse le bollicine del Lambrusco, certo è che a Brescello non si parla solo di Don Camillo e di Peppone, che l’hanno reso famoso nel mondo. Qui, già da tempo immemorabile, tanto distante che più nessuno ricorda quando la cosa sia iniziata, però certamente molto prima che la televisio- fig. 1 – Schema viario del territorio di Brescello L’asterisco rosso indica la zona dove potrebbe essere stato rinvenuto il tesoro del 1604, descritto dallo S PACCINI ; l’asterisco giallo, invece, indica la zona dove, secon-do la tradizione, sarebbe stato trovato il grande tesoro del 1713  6 ne venisse a guastare ai vecchi il piacere di raccontare storie vicino al camino, qui si racconta di tesori. Il più in auge una sessantina di anni fa, così avvincente che veniva raccontato almeno un paio di volte ogni in-verno, era quello del ‘Ponte delle Vacche 1 ’ (fig. 1 – asterisco rosso). Si diceva che il  ponte derivasse il suo nome da un vitello, tutto d’oro, che era stato sep- pellito lì vicino da un Imperatore, quello importante con la I maiuscola, di cui però non si sapeva il nome, ma che aveva costruito la ‘via Imperiale’, che di lì passa e che ancora serpeg-gia, angusta, di fianco all’ argine dell’Enza, quasi fosse alla ricerca di un guado per  passare sull’altra sponda. Questa è la terra dove l’ im- peratore romano Otho si suicidò nel 69 d.C.: che sia il suo tesoro quello sepolto al Ponte delle Vacche? Po-co importa che gli studiosi di storia locale abbiano tante volte spiegato che quel ponticello derivava il suo nome dal fatto che lì, dove correva il confine tra il capo-luogo della Comunità Generale di Brescello e la colonia agricola del Con-vento Benedettino di S. Giorgio, di cui oggi resta solo la torre campanaria 1  S ANTELLI 2013, pp. 47 e segg. 2  S ANTELLI 2013, p. 44. fig. 2 – La torre matildica della Corte di S. Giorgio 2  18  Nel corso di un tentativo di rintracciare la provenienza delle monete greche della collezione di Stoccolma, ho recentemente tro-vato la seguente nota tra le carte numismatiche del Conte Carl Gu-stav Tessin ora conservate nella Biblioteca Reale 58 :1748 Medaglie Collezione di S. Ecs.  Nel “Medagliere” di S. A. R. Madame la Principessa vi sono una dozzina di “Medaglie famigliari” in oro, che ho fatto venire da Venezia per suo ordine: la loro brillantezza e la loro perfetta con-servazione le faranno sembrare sospette ai “Mezzi-Curiosi”, che  pensano che una Medaglia non sia antica, senza ruggine o grigio-verde: Queste hanno fatto parte di quel tesoro considerevole trova-to ai nostri giorni, da un contadino, vicino a Modena, e che si vuo-le essere stata la Cassa militare di Lepido. Tutti i Medaglioni che lo compongono sono fior di conio perché sono state interrate prima 58 Kungl  Biblioteket  , Stoccolma, Handskrifter D. 222, II. Sulla collezione di Tessin: Granberg  Svenska konstsamlingarrnas  hist. II (1930) p. 159 ss.; L INDBLOM , pp. 38/64 e H OLST , pp. 49-64. fig. 4 – Alcuni aurei del tesoro di Brescello attualmente conservati presso il Royal Coin Cabinet di Stoccolma
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