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L'evoluzione storica del turismo moderno

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Il Grand Tour: fenomeno precursore del turismo moderno L'analisi dell'evoluzione storica del turismo non può che non partire da una descrizione del "Grand Tour", considerato dai studiosi della materia come il fenomeno precursore del
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  L'evoluzione storica del turismo moderno Il Grand Tour: fenomeno precursore del turismo modernoL’analisi dell’evoluzione storica del turismo non può che non parre da una descrizione del“Grand Tour”, considerato dai studiosi della materia come il fenomeno precursore delturismo moderno 1 . Il fenomeno del “Grand Tour” nasce in Inghilterra verso la ne delSeicento per poi svilupparsi in tua l’Europa lungo i due secoli successivi. Tale praca siconcrezza come un lungo viaggio che i giovani rampolli delle famiglie aristocrache ocomunque di alto lignaggio sociale solevano compiere lungo le mete europee d’interessestorico, culturale e arsco. Anche gli scriori e gli ars seguono lo stesso percorso. Ilviaggio aveva una durata di 2 o 3 anni e i giovani viaggiatori venivano accompagna dailoro preceori e parte della servitù. Sicuramente può essere considerato un fenomenod’èlite, alla portata sia dal punto di vista economico che culturale di una ristrea parte dellapopolazione. Una delle mete fondamentali del viaggio erano le cià d’arte dell’Italia “il paese dalle centocià dove ovunque era possibile trovare prodo arsci, manifaure, libri monete esoprauo ingegneri, ars e quant’altro” 2 , specialmente Roma per i suoi res archeologicie le sue collezioni d’arte e anquariato 3 . In Italia il viaggiatore arrivava via mare dai por diMarsiglia, Tolone o Nizza, oppure via terra passando dal Moncenisio. Solitamente le primecià che incontrava erano Genova o Torino, passando da Firenze e Siena si giungeva aRoma e poi Napoli. Le regioni meridionali prima dell’Oocento non costuivano una tappadel Grand Tour, probabilmente anche per le condizioni delle strade e dei traspor ingenere. Mentre sulla via del ritorno le soste erano principalmente Loreto, Ferrara Veneziae Verona 4 . La Toscana era una tappa obbligatoria sia per l’importanza e l’interesse dalpunto di vista storico e arsco sia per la posizione geograca strategica. Nelle grandi cià 1Paolo Corvo, I mondi nella valigia, Introduzione alla sociologia del turismo , Vita e Pensiero, Milano, 2003, ivi p. 25. 2Paolo Balani, Vacanze di pochi vacanze di tu. L’evoluzione del turismo europeo , Il Mulino, Bologna, 2001, p. 83. 3Enciclopedia Treccani. 4 Alio Brilli, Quando viaggiare era un’arte, Il romanza del Grand Tour  , Il Mulino, Bologna, 1995, p. 55.  vengono costrui i primi alberghi, altrimen si alloggiava in case private o locande aseconda delle disponibilità del viaggiatore. Lo stesso avveniva per i mezzi di trasporto, i piùabbien potevano permeersi di viaggiare in carrozza, altrimen ci si spostava con ladiligenza pubblica, piuosto lenta e poco confortevole 5 . Araverso questo viaggio di peregrinazione tra la cià più importan d’Europa i giovanicompletavano la loro conoscenza del mondo, della cultura occidentale, e della culturaclassica greca e romana, studiata sino ad allora solo sui libri. La funzione del viaggio eraprincipalmente di po educavo, benché non mancasse comunque lo svago e ildivermento. “Il Grand Tour” secondo le diverse pologie descrie dallo studioso Eric J Leed ( tre modellidi viaggio: losoco, rinascimentale e scienco) apparene alla pologia del viaggiolosoco. Secondo l’autore proprio in quei secoli, dal 500 in poi, il viaggio era visto comeun’impresa losoca che permeeva al viaggiatore di confrontarsi e esprimere giudiziuniversali indipendentemente dai costumi di un parcolare territorio 6 . Il “Grand Tour” rappresenta quindi l’idea del viaggio inteso come metodo di esplorazione ericerca, anamento degli studi e della cultura personale. Gli inglesi probabilmente, inquesta interpretazione del viaggio, furono inuenza dal pensiero del losofo ingleseFrancis Bacon che riteneva l’osservazione dei fenomeni naturali fondamentale per laconquista del sapere e che soprauo considerava il viaggio un prezioso strumentoformavo 7 . Lo stesso Bacon compì un viaggio di perfezionamento culturale in Francia alseguito dell’ambasciatore inglese. Nel 1624 Bacon scrisse il saggio “Of Travel” checonteneva un elenco di norme e buone movazioni da seguire per intraprendere il viaggio.Secondo Bacon il giovane che si apprestava a compiere il “Grand Tour” doveva possedereuna cerca conoscenza della lingua del paese di desnazione, essere provvisto di un tutore eguide cartacee e tenere un diario, grazie a questa praca oggi possediamo infa alcunepreziose descrizioni dei territori nostrani raccontate all’epoca dai giovani rampolli inglesi 8 ,ma anche opere di alto spessore pubblicate da celebri scriori come il tedesco Goethe che 5hp://grandtour.bncf.renze.sbn.it 6Eric J. Leed  , La mente del viaggiatore. Dall’Odissea al turismo globale,  Il Mulino, Bologna, 1991. 7Paolo Corvo, I mondi nella valigia,  ivi p. 26. 8Alio Brilli, Quando viaggiare era un’arte, ivi.  nei primi decenni pubblica il saggio “Viaggio in Italia” (“Italienische Reise”). Nel corso delSeecento anche l’editoria si specializzò nella produzione di guide e mappe con ladescrizione dei luoghi da visitare, i paesaggi e il patrimonio arsco e culturale, i cosìdetravel book. Nel 1754 a Livorno ad esempio viene stampato il “Saggio di istruzione perviaggiare ulmente” in cui si prodigavano consigli uli ai viaggiatori per evitareinconvenien e disguidi.Sempre Bacon consigliava inoltre di non traenersi troppo a lungo in una stessa cià e che,durante il soggiorno, fosse opportuno cambiare più volte residenza in modo daimprachirsi negli spostamen, senza dimencare di essere sempre provvisto di leere dipresentazione per potersi inserire nella buona società. Bacon consigliava ai giovani divisitare: le cor dei principi, i tribunali, le chiese e i monasteri, i monumen come le mura ele fortezze delle anche cià, ma anche le librerie e i giardini, oltre che visitare le universitàe assistere a lezioni e leure. Anche lo scriore britannico Laurence Sterne nel sermonescrio nel 1760 “The Prodigal Son” ribadisce l’importanza del viaggio. Oltre cheapprendere le lingue, conoscere le leggi e i costumi, gli interessi e le forme di governo dellealtre nazioni, migliorare il comportamento e educare lo spirito alla conversazione e airappor umani, secondo Laurence il viaggio era una tappa essenziale di passaggio alla vitaadulta: «svezzarci dalla compagnia di zie e nonne, facendoci uscire dall’angusta stanza deibambini» era uno dei ni del viaggio secondo lo scriore. Thomas Cook: la nascita del viaggio organizzato Nel corso dell’Oocento il fenomeno del “Grand Tour” inizia ad aevolirsi. Anche tra igiovani inglesi il lungo tour tra le cià europee comincia a passare di moda e iniziano anascere dieren modalità di viaggio 9 . Sempre in Gran Bretagna ritroviamo un altropassaggio fondamentale dell’evoluzione storica del turismo. Tale passaggio si impersonicain Thomas Cook; imprenditore inglese considerato l’inventore dei viaggi organizza e delturismo moderno 10 . Quest’ulmo, grazie a un innato spirito imprenditoriale, nel 1841 fondala prima agenzia di viaggio, la “Thomas Cook and Son” e anche il magazine “TheExcursionist”. Il 5 luglio del 1841 Cook organizza la sua prima escursione in giornata, unviaggio da Leicester a Loughborough e ritorno. Una semplice gita nella campagna delDerbyshire di appena 11 miglia che diventa però la pietra miliare del viaggio organizzato. 9Paolo Corvo, I mondi nella valigia, ibidem. 10Paul Smith, The History of Tourism: Thomas Cook and the Origins of Leisure Travel, Psychology Press, 1998.  Per appena uno scellino 570 persone di modesta estrazione sociale, in parcolarelavoratori del seore laniero, partecipano all’escursione che comprendeva il trasporto intreno su sedili in terza classe, il pranzo e uno speacolo .  La prima desnazione dei tour organizza da Cook qualche anno più tardi fu invece laSvizzera, il loro successo rimbalzò anche sulla stampa del tempo dando così lo smolo perproseguire nell’avità. Cook visitò personalmente Torino, Milano, Genova, Firenze eLivorno dove prese conta con diversi alberghi. Nel 1864 organizzò il primo tour in Italia.Negli anni successivi l’agenzia di Thomas Cook intraprese l’organizzazione di tour anche aldi fuori dei conni europei. Ancora adesso il “Thomas Cook Group” è una delle compagnieturische più importan del mondo.Il turismo di massa del secondo dopo-guerra e il turismo sostenibile come nuovo modo diviaggiare Il turismo di massa vero e proprio si sviluppa meno di un secolo più tardi. Il mondo è ormaitrasformato, gli ee della rivoluzione industriale sul sistema dei traspor e l’economia deipaesi occidentali, hanno trasformato la società e il suo sle di vita. Il turismo non è più unprivilegio delle classi alte della società.È soprauo con il secondo dopoguerra che nasce l’epoca del turismo di massa, a far sì chequesto accada sono soprauo due faori: da una parte la generalizzazione delle ferieretribuite, dall’altra la diminuzione dei cos di trasporto e l’innalzamento del tenore di vitadi ampie fasce sociali. Il turismo non è più elitario ma anzi diventa una realtà economica esociale della massima rilevanza. Il turismo di massa prevede una standardizzazione dellavacanza, un’oerta di pacche turisci pron all’uso e una certa passività del viaggiatore difronte alla scelta dei luoghi da visitare 11 . Questa nuova pologia di turismo non hasicuramente lo stesso fascino del “Grand Tour”, spesso la vacanza è di breve durata, solopochi giorni per poter vedere in gran frea i monumen più importan di una cià senzaapprofondirne i luoghi più carichi di interesse sociale e culturale. In altri casi la vacanza èsolo relax e divermento. Anche i conta con la comunità locale, nel turismo di massasono pochi e superciali. Il turismo di massa ha comunque contribuito a estendere lapraca turisca alla maggioranza della popolazione e ha rappresentato anche un faore diidencazione nazionale e colleva 12 . A ques ee posivi se ne aggiungono diversi 11Paolo Corvo, I mondi nella valigia, ivi, p. 30. 12Ibidem, p. 31.  meno lusinghieri, come ad esempio il degrado ambientale di alcune zone, in parcolarequelle marime dove nel periodo del boom economico e turisco si è costruito in manieranon controllata senza tenere conto dell’impao delle grandi struure sul territorio. Per questo da qualche tempo si sente sempre più parlare di turismo sostenibile: rispeosodell’ambiente e delle risorse culturali dei luoghi stessi. Per turismo sostenibile “si intendel'insieme di quelle avità di fruizione turisca che non inducono la presenza di un numeroeccessivo di uten (incompabile con la locale dotazione di risorse), non provocano lamodicazione dei paesaggi e l'alterazione del genere di vita delle popolazioni ospi, ma,piuosto, associano queste ulme ai beneci del turismo, ripartendone i cos in misuraequa, garanscono forme di protezione delle risorse ambientali, evitandone usi distruvi,e riescono a integrare il turismo nel quadro delle altre avità economiche pracate dallepopolazioni locali” 13  . In Italia possono essere considerate delle buone prache di turismosostenibile: l’Associazione dei Borghi Autenci, I Parchi Leerari e l’Atlante dei Camminid’Italia, strumento realizzato dal Ministero dei beni culturali per far conoscere e valorizzarele “vie verdi” come la Via Francigena, la Via Appia e le Vie dei San. 13Enciclopedia Treccani.
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