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L'ordine del tempio di Apollo a Hierapolis: prime acquisizioni

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L'ordine del tempio di Apollo a Hierapolis: prime acquisizioni
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  L’ordine del Tempio di Apollo a Hierapolis: prime acquisizioni F URIO  S ACCHI , F RANCESCA  B ONZANO Stato della ricerca  L’area del santuario Il tempio di Apollo a Hierapolis 1  era stato identicato, sino ad anni recenti, nei resti del cd. Edicio A, una costruzione su alto podio collocata nell’angolo meridionale del temenos  al centro della città 2  (  Regio  VII). La struttura, nella sua versione di III sec. d.C., era di ordine corinzio, a pianta prostila in antis 3 . Essa   fu costruita con ampio ricorso a materiale lapideo di reimpiego, tra cui alcuni frammenti architettonici pertinenti a una fase edilizia precedente (età giulio-claudia) 4   e blocchi di architravi e di cornici riferibili a un imponente monumento ionico di prima età imperiale 5 . Grazie alle immagini monetali conosciamo l’aspetto di vari edici templari ierapolitani, la cui identicazione con il tempio di Apollo non è sempre certa: in età giulio-claudia sul rovescio dell’emissione pseudo autonoma di M. Suillios Antiochos 6  compaiono un tempio esastilo con gura a braccia aperte al centro del frontone e la scritta ΓΕΝΕΙ ΣΕΒΑΣΤΩΝ, che identica il monumento quale sede del culto imperiale. Su alcuni esemplari monetali la presenza, tra le colonne centrali, di oggetti interpretabili come lame di una bipenne è stata considerata un espe-diente utilizzato per associare la venerazione degli imperatori a quella del dio locale Mên/Apollo Lairbenos, divinità principale di Hierapolis 7 . Ancora, monete coniate dalla zecca di Hierapolis durante il regno di Elagabalo rafgurano un edicio templare con fronte esastila 8 ; nelle imma -gini la forma dei capitelli, nonostante la scarsa leggibilità dei dettagli, suggerisce che il tempio fosse di ordine ionico.La corretta ubicazione del Tempio di Apollo si deve invece alle indagini condotte nel 2003 nel settore centrale del santuario da Grazia Semeraro e dalla sua équipe . Le ricerche hanno portato al riconoscimento di poderose fondazioni - di cui talvolta restavano solo le trincee di spoliazione - poste tra l’Edicio A e un secondo monumento, sito più a nord, di ordine ionico e di dimensioni 1  Si ringrazia la prof.ssa Grazia Semeraro, responsabile degli scavi nell’area del Santuario di Apollo, per averci afdato lo studio della decorazione architettonica del Tempio di Apollo; a Maria Pia Rossignani esprimiamo un profondo riconoscimento per i consigli e per la pazienza dimostrata in ogni passo di questa nostra ricerca, nonché per la revisione del testo. La documentazione fotograca è stata realizzata dagli autori; i rilievi sono di Remo Rachini. 2  Sul problema v. D’A NDRIA  2007, 18; S EMERARO  2007, 169-170; D’A NDRIA  2008. 3   S EMERARO  2007, 172. 4   S EMERARO  2007, 203 e ss. 5   D E  B ERNARDI  F ERRERO  2002, 25-26, g. 42. 6  Su questa emissione v. I SMAELLI  2009a, 440 con bibliograa precedente e, da ultimo, v. G HEZZI  2008-2009, 214-217, 229-230. 7   J OHNSTON  1984, 58; G HEZZI   2008-2009, 229. 8   D’A NDRIA  2007, 19, gg. 25-26.  Furio Sacchi, Francesca Bonzano 326 contenute, la cui cella era impostata su un vano ipogeo 9 . Lo scavo stratigraco ha per-messo di vericare che il Tempio di Apollo, caratterizzato probabilmente da una peristasi di 6 x 11 colonne 10 , fu demolito sino alle fondamenta tra V e VI sec. d.C. Gli elementi dell’al-zato furono smontati e alloggiati con una certa regolarità in trincee rea-lizzate alle spalle dell’Edicio A o frantumati sul luogo (g. 1) 11 . Le nuove acquisizioni hanno por- tato a considerare pertinenti al prin -cipale edicio cultuale alcuni pezzi architettonici rinvenuti in passato nell’area centrale del temenos ,   come   alcuni rocchi di colonne scanalate, un capitello ionico e una grande base attica, tutti in marmo, messi in luce a seguito di una semplice pulizia effettuata nel 2002 12 . Anche taluni frammenti accatastati in una trincea praticata sempre in età bizantina alle spalle dell’Edicio A possono essere ricondotti al Tempio di Apollo per le dimensioni, così come due capitelli ionici recuperati in questa stessa area da Paolo Verzone nel secolo scorso 13 . Diversi elementi di un edicio ionico sono poi presenti in condizione di spolia nell’ a- podyterium  delle Terme Grandi, complesso sito a breve distanza dal Santuario di Apollo; alcuni di essi sono stati ritenuti pertinenti al tempio del dio.L’aumento della documentazione riconducibile al tempio di Apollo in Hierapolis rendeva ormai indispensabile una revisione generale dei materiali allo scopo di giungere a una più precisa cono- scenza dell’alzato 14 . A tale scopo è stata costituita un’apposita unità di ricerca che ha operato tra il 2005 e il 2006, composta da chi scrive, da Francesca Bonzano, Chiara Baratto, da Zeynep Sun-gur e da Remo Rachini per operare il censimento analitico degli elementi architettonici conserva- ti sia nell’area del Santuario che nelle Terme Grandi 15 . F.S.   9   Sull’articolazione della principale area sacra in base ai risultati dei recenti scavi, oltre a S EMERARO  2007; S EMERARO   2008;  A TLANTE   H   IERAPOLIS  , 117 ; S EMERARO   supra  293-324. All’edicio ionico di minori dimensioni, denominato C, sono da ricondurre numerosi frammenti architettonici individuati durante gli scavi, v. D E  B ERNARDI  F ERRERO  2002, 22-24, gg. 37-38, 45-46, con bibliograa precedente; S EMERARO   2007, 179-180, gg. 14-15. 10   S EMERARO  2007, 205. 11   S EMERARO  2007, 191. 12   D’A NDRIA  2007, 19. 13   D E  B ERNARDI  F ERRERO  2002, 20-21, gg. 32-34, con proposta di datazione a età avia. 14   Contestualmente era stato avviato da parte di Tommaso Ismaelli lo studio, da poco edito, dei colonnati che cingevano l’area del santuario, I SMAELLI  2009a, 1-118. 15  Sono state indicate con una lettera le parti costitutive dell’ordine (A = basi, B = colonne, etc...), cui segue un numero che distingue, all’interno di queste, le varianti tipologiche (A1 = basi di grandi dimensioni, A2 = basi di dimensioni minori, etc...). Quando siano state riscontrate ulteriori varianti, queste sono state segnalate mediante l’aggiunta di una lettera ulteriore (A2a = basi di dimensioni minori con toro superiore ridotto, A2b = basi di dimensioni minori con toro superiore espanso). Nel caso della schedatura delle colonne la lettera nale contraddistingue la sequenza dei rocchi nello sviluppo del fusto, procedendo dall’alto verso il basso (da B1a = sommoscapo di tipologia B1, a B1e = imoscapo di tipologia B1). La varietà delle sigle Fig. 1 Planimetria dell’area del Santuario di Apollo, con evidenziato l’ingombro del Tempio di Apollo (da S EMERARO , supra ).  L’ordine del Tempio di Apollo a Hierapolis: prime acquisizioni 327  Le Terme Grandi Il censimento dei materiali architettonici ritenuti pertinenti al Tempio di Apollo ha riguardato anche i pezzi reimpiegati nell’ apodyterium  delle Terme Grandi nel corso della ristrutturazione di età bizantina. Lungo i lati orientale e occidentale del vano H, su una banchina costituita da blocchi di architrave dorico, vennero posizionate cinque basi ioniche per parte, su cui furo-no montate le colonne con i capitelli. L’ipotesi che le colonne e i capitelli ricollocati in que-sto ambiente fossero pertinenti al Tempio di Apollo era già stata avanzata da F. D’Andria 16 ; la schedatura dei materiali ha permesso di vericare la presenza di un gruppo omogeneo, ri-conducibile all’apparato decorativo del Tempio di Apollo per tipologia, dimensioni e sintassi ornamentale. inventariali presenti sui pezzi è dovuta sia al luogo di rinvenimento/conservazione che al periodo in cui sono stati effettuati gli scavi, secondo questo schema:HTA = materiali rinvenuti nell’area del Tempio di Apollo; HTS = materiali rinvenuti nell’area del Santuario;HTO = materiali rinvenuti nell’area dell’edicio oracolare (Edicio A);TRS = materiali reimpiegati nelle Terme Grandi;KG-numero progressivo = materiali reimpiegati nelle Terme Grandi, numerati secondo l’inventario del Museo di Denizli;Numero progressivo = materiali conservati nel lapidario del Museo. 16   D’A NDRIA   2007, 21, 25. Fig. 2 Planimetria delle Terme Grandi (da  A TLANTE   H   IERAPOLIS  ).  Furio Sacchi, Francesca Bonzano 328 Il complesso delle Terme Grandi 17  è stato di recente indagato dagli archeologi del Museo di Denizli con importanti risultati che hanno permesso di denire le fasi di utilizzo dell’edicio, costruito nel II secolo d.C. e gravemente danneggiato dal terremoto che colpì la città nella secon-da metà del IV sec. d.C. Nel corso della successiva ristrutturazione, avvenuta durante il V sec., l’ apodyterium  (vano H) 18  vide la sostituzione della volta a botte in travertino, ormai crollata, con una nuova volta a botte in laterizi legati da malta, e fu decorato dalle due le di cinque colonne. Sulle pareti furono stesi affreschi ad imitazione di lastre in marmo policromo (gg. 2-3).Nel corso degli scavi nel vano H sono state messe in luce le due banchine con i colonnati, in parte ancora conservati in posto 19  (g. 4); gli altri materiali architettonici recuperati, principal-mente capitelli, sono stati sistemati nel giardino del Museo, nell’area corrispondente all’ambien-te N della palestra.Già ad un primo esame risultava evidente che nel corso dell’assemblaggio di età bizantina non venne sempre rispettata la coerenza srcinaria degli elementi; solo in alcuni casi la verica delle caratteristiche metriche e morfologiche ha permesso di riconoscerne la corretta succes-sione. Tale fenomeno si riscontra in particolare per le cinque colonne rimontate sulla banchina est, dove l’omogeneità dei materiali è segnalata sia dall’identità del marmo impiegato che dalla presenza sui fusti   di tabulae ansatae complete, fattori che portano a pensare allo smantellamento di buona parte di un unico imponente edicio ionico da identicare con il Tempio di Apollo.Bilal Söğüt, che aveva lavorato allo scavo delle Grandi Terme, nel corso di una recente pubbli-cazione ha proposto di identicare due nuclei di materiali reimpiegati nel complesso bizantino, pertinenti a due distinti edici di ordine ionico: uno di dimensioni minori, da lui attribuito a età augustea, cui riconduce i capitelli e le colonne con le tabelle anepigra, un altro, di proporzioni maggiori, verosimilmente identicabile con il Tempio di Apollo 20 , al quale dovevano essere 17  Per un inquadramento delle strutture, v. D’A NDRIA  2003 , 192-196, con bibliograa precedente; A RTHUR  2006, 159-161;  A TLANTE    H   IERAPOLIS  , 113. 18  In questa sede si adotta la denizione dei vani di  A TLANTE   H   IERAPOLIS  , 112-113; l’ambiente è indicato con la lettera F in Ş imŞek  2000. 19  Come si può vedere dalla documentazione fotograca prodotta in Ş imŞek  2000, 18-19, gg. 15-16; agli interventi di restauro attuati in seguito si deve invece il posizionamento degli elementi superiori della terza colonna del lato ovest, l’unica coronata da capitello. 20   S öğüt  2005, 304, g. 10. Fig. 3 Terme Grandi. Planimetria delle strutture romane e bizantine individuate nel vano H durante gli scavi condotti dal Museo di Denizli (rielab. da Ş imŞek  2000). In giallo le colonne del Tempio di Apollo.  L’ordine del Tempio di Apollo a Hierapolis: prime acquisizioni 329 pertinenti la colonna con tabella iscritta (g. 5) e alcuni capitelli ionici conservati in Museo e provenienti dall’area del Santuario 21 . Il censimento del 2005, come vedremo, non solo ha permesso di riferire tutte le colonne in marmo bianco riutilizzate nelle Terme Grandi alla stessa tipologia, ma è stato anche possibile assegnarle al gruppo di minori dimensioni 22 . F.B. Metodo di lavoro L’assegnazione di determinati reperti architettonici al Tempio di Apollo si è basata sulle dimensioni e sulla coerenza dei rappor-ti riscontrati tra le diverse componenti di un ordine ionico monu-mentale. I leggeri scarti riconosciuti nelle misure totali di singoli gruppi tipologici (soprattutto basi e capitelli) sono stati imputati a diversi fattori: al margine di errore inevitabile nel passaggio da uno schema  graco alla sua traduzione in pietra, alla volontà di 21  Questi esemplari corrispondono al nostro gruppo C1, per il quale vedi infra 334-335. 22  Quanto al presunto scarto cronologico tra i due insiemi, si veda infra  352-354. Fig. 4 Terme Grandi. Vano H.Fig. 5Ricostruzione secondo B. Söğüt dell’ordine ionico degli edici rispettivamente di età tiberiana (a) e augustea (b) sulla base dei frammenti reimpiegati nelle Terme Grandi (da S öğüt  2005). ab
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