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A N N A L I

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   ANNALI DELLA FONDAZIONEPER IL MUSEO «CLAUDIO FAINA»  VOLUME XXII ORVIETONELLA SEDE DELLA FONDAZIONEEDIZIONI QUASAR2015  LA DELIMITAZIONE DELLO SPAZIO FUNERARIO IN ITALIA DALLA PROTOSTORIA ALL’ETÀ ARCAICA RECINTI, CIRCOLI, TUMULI Atti del XXII Convegno Internazionale di Studi sulla Storia e l’Archeologia dell’Etruriaa cura di Giuseppe M. Della Fina  ISBN 978-88-7140-677-0 © Roma 2015 - Edizioni Quasar di Severino Tognon srl via Ajaccio 41-43 - 00198 Romatel. 0685358444, fax 0685833591www.edizioniquasar.it Finito di stampare nel mese di novembre 2015  “ Ogni visitatore delle necropoli vetuloniesi può ammirare i mau-solei della Pietrera e del Diavolino, ma solo quelli che coadiuva-rono il Falchi nel suo trentennio di lavoro saprebbero oggi rin-tracciare sui pendii e nelle valli, a est e a nord del Poggio alla Guardia, il luogo di tanti altri sepolcri esplorati da lui: le Cucu-melle di S. Andrea e di Poggio Pepe e i circoli di pietre poste per ritto che contenevano ricche tombe a fossa, scavate nel terreno ”.( P ERNIER  1926, p. 92). Questo giudizio, espresso da Luigi Pernier nel 1926, pochi anni prima dell’accurato lavoro di ricognizione topografica del Levi del 1931 1 , rimane sostanzialmente valido ancora oggi, malgrado l’attività di indagine condotta negli anni ’60 e ’70 del ’900 da Anna Talocchini, cui si devono anche numerosi interventi di scavo di tombe orientaliz-zanti e arcaiche 2 . A questa situazione, che ha portato alla quasi completa perdi-ta della precisa localizzazione di famosi monumenti, cerca di porre rimedio la neo-fondata  Associazione Culturale Archeologica “Isidoro  Falchi”   di Vetulonia grazie all’impegno del suo presidente, Lamberto Bai, coadiuvato da un manipolo di volontari. Sulle orme del Falchi, 1   L EVI  1931, p. 13 ss., carta al 10.000. 2  Oltre allo scavo del tumulo di Poggio Pelliccia, nel territorio del Comune di Gavorrano e del Circolo dei Leoncini d’Argento, in loc. Cerrecchio, si ricordano anche quelli di due Circoli in loc. Le Pellicce, lungo la cosiddetta via dei Sepolcri e di altri due Circoli in loc. Poggio Valli, sulla dorsale occidentale del monte di Vetulonia, che pro-segue a valle i sepolcreti di Colle Baroncio e delle Dupiane, per i quali cfr. T  ALOCCHINI  1963a, pp. 439-451, tavv. XLV-XLVI (Circoli di Poggio Valli e Circolo del Cerrecchio); T  ALOCCHINI  1963b, pp. 184-186. SIMONA RAFANELLI CIRCOLI E TUMULI A VETULONIA   224 SIMONA RAFANELLI e nel quadro di un progetto che mira alla stesura della nuova Carta  Archeologica di Vetulonia, ha riportato alla luce, il 30 di aprile 2014 (in occasione del Centenario dalla morte di Falchi), il primo “Circolo continuo di pietre bianche” scoperto da Falchi nel 1886 sulle pendi-ci orientali del Poggio alla Guardia, in loc. Poggio al Bello, a imme-diato contatto delle tombe a pozzetto che componevano il cosiddet-to  Sepolcreto primitivo , restituendo alla vista la “Tomba del Duce” (Figg. 1-2) 3 . Il ritrovamento di questo monumento faceva seguito alla rimessa in luce, da parte della medesima Associazione, dei due Circoli di Poggio Valli, scavati dalla Talocchini nel 1959-1960, ma dei quali non esisteva un rilievo né un’immagine fotografica 4 .D’altro canto, l’intensificarsi delle indagini nelle necropoli dei centri satelliti di Vetulonia (Accesa-Macchia del Monte, Santa Tere-sa di Gavorrano, Poggio Tondo-Pian d’Alma) e in altre località del territorio toscano (agro populoniese, caletrano, fiorentino, cortonese, pisano, ecc.) ha consentito di compiere fondamentali progressi nella conoscenza di un argomento che, pur divenuto oggetto di recentissimi Convegni Internazionali 5 , conserva ancora margini per un approfon-dimento. Addentrandomi in questo percorso, debbo prendere le mosse da un assunto, che è quello di operare una distinzione convenzionale fra Circoli e Tumuli che si discosta da quella espressa da Falchi nella monografia su Vetulonia e la sua necropoli antichissima  del 1891, secondo la quale i tumuli, chiamati “Cucumelle”, “ sono in apparenza l’opposto dei Circoli di pietra ”   in quanto provvisti di   “ un segno este-riore ” e per questo “ visibili a grande distanza ” 6 , e si esplica, d’altro canto, nella definizione dei Circoli quali cerchi di lastre destinati a delimitare un basso cumulo di pietre e terra posto a ricoprire una o più fosse non accessibili e, in quella dei Tumuli quali imponenti am-massi di terra e sassi, cinti alla base da un tamburo, posti a ricoprire una o più tombe a camera rese accessibili mediante un dromos .Partendo da questo assioma, cercherò di delineare, per i capi fondamentali, alla luce dei dati vecchi e nuovi, i caratteri generali di quella che Falchi chiama “la necropoli antichissima” di Vetulonia, riassumendo, nell’impiego del termine collettivo, tutti i sepolcreti che ne rappresentano le singole declinazioni, distribuiti sui versanti 3   F  ALCHI  1891, pp. 109-152, tavv. IX-XII; C  AMPOREALE  1967; C  AMPOREALE  2004, pp. 5-11. 4   T  ALOCCHINI  1963a, pp. 439-444, tav. XLV. 5  Cfr. N  ASO  2010. Nel contributo di A. Zifferero, alla p. 77, si presenta una sin-tesi piuttosto dettagliata sulle ricerche inerenti l’architettura dei tumuli nell’Etruria settentrionale. 6   F  ALCHI  1891, cap. XIX, p. 202; cfr. anche p. 26.
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