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A. Vanzetti, G. Castangia, A. Depalmas, N. Ialongo, V. Leonelli, M. Perra, A. Usai, Complessi fortificati della Sardegna e delle isole del Mediterraneo Occidentale nella Protostoria, 2014

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Nuraghi are powerfully walled structures: traditional interpretations point at their supposed basic military function; recent views remark their polisemic and changing function involving social and ritual aspects. Nuragic walls include 3 different
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  EDIZIONI QUASAR S CIENZE DELL’ A NTICHITÀ 19 – 2013 Fascicoli 2/3 SAPIENZA UNIVERSITÀ DI ROMA DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELL’ANTICHITÀ  DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELL’ANTICHITÀ Direttore Enzo Lippolis Comitato di Direzione Maria Giovanna Biga, Savino Di Lernia, Eugenia Equini Schneider, Giovanna Maria Forni, Gian Luca Gregori, Laura Maria Michetti, Frances Pinnock, Loredana Sist, Maurizio Sonnino, Eleonora Tagliaferro Comitato scientifico Rosa Maria Albanese (Catania), Graeme Barker (Cambridge), Corinne Bonnet (Toulouse), Alain Bresson (Chicago), Jean-Marie Durand (Paris), Alessandro Garcea (Lyon), Andrea Giardina (Firenze), Michel Gras (Roma), Henner von Hesberg (Roma-DAI), Tonio Hölscher (Heidelberg), Mario Liverani (Roma), Paolo Matthiae (Roma), Athanasios Rizakis (Atene), Guido Vannini (Firenze), Alan Walmsley (Copenhagen) Redazione Laura Maria MichettiSAPIENZA UNIVERSITÀ DI ROMA  Mura di legno, mura di terra, mura di pietra: fortificazioni nel Mediterraneo antico a cura di Gilda Bartoloni e Laura Maria Michetti cura redazionaleAlice LandiComitato scientificoGilda Bartoloni, Andrea Cardarelli, Alberto Cazzella, Francesco Guizzi, Alessandro Jaia, Enzo Lippolis, Laura Maria Michetti, Roberto Nicolai, Lorenzo Nigro, Francesca Romana Stasolla ATTI DEL CONVEGNO INTERNAZIONALESAPIENZA UNIVERSITÀ DI ROMA, 7-9 MAGGIO 2012  Lo studio dei nuraghi ha rappresentato, dagli albori dell’archeologia della Sardegna, un punto di interesse centrale, quasi pervasivo; per quanto siano cambiate le prospettive del loro studio, da una visione bellicista 1  a prospettive polisemantiche e declinate attraverso il tempo 2 , è innegabile che siano strutture definite da potenti mura di pietra. 1. L A   LETTURA   TRADIZIONALE  “ MILITARE ” La forma e le caratteristiche architettoniche dei nuraghi, come pure la loro associazione con antemurali e muraglie, hanno rappresentato un elemento fondante degli studi, che si sono * Il presente gruppo di lavoro rappresenta uno spaccato di diverse posizioni sull’evoluzione della civiltà nuragica; le differenze emergono in modo più palese riguardo alla cronologia relativa (soprattutto) e anche assoluta, ma si estendono anche ad aspetti interpretativi della struttura della società e della sua evoluzione, e all’entità e al significato delle connes-sioni esterne alla Sardegna. Il contributo evidenzierà queste divergenze, in particolare nei paragrafi 4 e 6. Il significato del nostro lavoro è proprio nella volon-tà di interagire, per una più profonda comprensione dei fenomeni. Tutti gli autori hanno partecipato alla discussione; A.V. ha preparato la versione finale del testo, a partire dai contributi di ciascuno, rendendo conto delle diverse posizioni; i §§1-3 hanno visto in particolare il contributo di A.D., A.U. e A.V.; il §4 quello di G.C., M.P. e A.V.; il §5 quello di A.D.; nel §6 le elaborazioni GIS generali sono state concepite e realizzate da N.I. e A.V. e le proposte interpretative scaturiscono soprattutto dal confronto tra i preceden-ti autori, A.D., M.P. e A.U., anche se la discussione è stata condivisa tra tutti gli autori; nel §6.5 le elabo-razioni di dettaglio di cumulative viewshed analysis  e least-cost path analysis  sono dovute a G.C.; il §7 è sostanzialmente opera di V.L. Nel testo si utilizzano le seguenti abbreviazioni: BA (Bronzo antico), BM (Bronzo medio). Ringraziamenti: per le elaborazio-ni GIS, questo lavoro ha potuto contare sull’uso del database di schedatura e posizionamento dei nuraghi del sito web <www.tharros.info>, liberalmente con-cesso dall’autore, Timbert Kriek; a lui va il nostro più caloroso ringraziamento. Per la realizzazione delle elaborazioni GIS un ulteriore ringraziamento va a Marina Gallinaro. Uno degli autori (A.V.) deve a un seminario realizzato con gli studenti nel 2003-2004 la prima elaborazione delle tesi relative allo sviluppo del paesaggio nuragico per sistemi “a gemmazione e satu-razione”; tra gli studenti, in particolare Michele Massa ed Elisabetta Onnis avevano sviluppato il tema relati-vamente al Marghine, con contributi anche presentati a convegni, ma rimasti purtroppo inediti: agli studenti va il suo ringraziamento. 1   T ARAMELLI  1939; L ILLIU  2005 2 ; C ONTU  1981. 2   B LAKE  1998; D EPALMAS   2006. A LESSANDRO  V ANZETTI  – G IANDANIELE  C ASTANGIA  – A NNA  D EPALMAS  – N ICOLA  I ALONGO  – V ALENTINA  L EONELLI  – M AURO  P ERRA  – A LESSANDRO  U SAI COMPLESSI FORTIFICATI DELLA SARDEGNA E DELLE ISOLE DEL MEDITERRANEO OCCIDENTALE NELLA PROTOSTORIA*  84 A. Vanzetti et alii Sc. Ant. inizialmente soffermati sulle caratteristiche fortificatorie e belliche, dalle quali derivare larga-mente le ipotesi di organizzazione sociale ed economica della Sardegna protostorica.Citiamo per esemplificazione da L ILLIU  1962, un volume dal titolo emblematico: I nura- ghi, torri preistoriche della Sardegna .«Tutto ciò che si è detto sulla situazione dei nuraghi viene a dimostrare che essi, nella massima parte, sia nelle forme semplici sia in quelle plurime di mole maggiore sono da ritenersi delle costruzioni di carattere e di uso militare fisso. […] Non mai i nuraghi sono stati, nemme-no all’srcine, tombe o templi come già si credette e da taluni ancora si opina» 3 . «Un numero così impressionante di costruzioni distribuite in tutta l’Isola, rappresenta una patente e con-creta testimonianza d’un grande sforzo umano economico e sociale e l’esito di una situazione storico-politica di non poca efficienza. Dimostra anche l’esistenza d’un’organizzazione a base semischiavistica in cui i potenti usufruivano di una forte massa di lavoro» 4 .La terminologia descrittiva dei nuraghi si avvalse pertanto di un lessico strettamente mi-litare, che ancora si conserva. Nel 1991 D. Trump, pur non confinando la sua lettura a una di-mensione bellica, osservava infatti che «the use of terminology derived from medieval military architecture is inescapable» 5 . 2. C OMPLESSITÀ   DEL   QUADRO   NURAGICO Le letture sviluppate fino agli anni 1960, e anche oltre, si basavano su una cronologia che poneva i nuraghi di tipo complesso in epoca decisamente tarda, e in parte storica, associandoli alle conflittualità tra indigeni e Fenici, e quindi Punici, «dal 1000 circa al 500 a.C.» 6 .Gli studi degli ultimi 30 anni hanno portato invece a una definitiva ridefinizione cronolo-gica verso l’alto delle architetture nuragiche, e a un inserimento nuovo del mondo nuragico nel Mediterraneo dell’età del bronzo 7 , dove questo appare una forza in stretta interazione con le fondamentali dinamiche di scambio e trasformazione dell’intero bacino, e non un’area marginale, in prospettiva di dipendenza dalle  Hochkulturen  dell’Egeo e del Mediterraneo orientale. L’analisi dei reperti archeologici associati e la datazione puntuale delle fasi costruttive dei nuraghi indica-no che questi monumenti furono realizzati nel corso dell’età del bronzo, e ad essa limitati come realizzazione architettonica. Inoltre, nonostante minori divergenze di opinione, su cui tornere-mo, gli autori ritengono che al Bronzo medio e recente sia circoscritta la costruzione dei nuraghi, al più tardi – ma dubitativamente – con ulteriori limitati sviluppi nel corso del Bronzo finale 8 . L’acquisizione di un maggior numero di dati circa le associazioni di reperti con le strutture nura-giche ha permesso anche, già da tempo 9 , di recuperare a una corretta collocazione cronologica i diversi tipi di nuraghi non strettamente della forma canonica a tholos , già immaginati come forme 3   L ILLIU   2005 2 , p. 60 s. 4   L ILLIU   2005 2 , p. 58 s. 5   T RUMP  1991, p. 164. 6   L ILLIU  2005 2 , p. 68. 7   L O  S CHIAVO  1984; L ILLIU  2003 2 . 8  Ad es. L O  S CHIAVO   et al.  2004, p. 371;  C ONTU   et al.  2004, pp. 383-384; P ERRA  201 2; U GAS   2009 sostiene piuttosto che i nuraghi vengano costruiti e mantenga-no le funzioni srcinarie fino a tutto il bronzo finale, con un cambiamento radicale solo con l’età del ferro. 9   M ANCA  D EMURTAS  - D EMURTAS  1984.
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