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Aglio, R. Angelo Berenzi e il fondo "Miscellanea cremonese" della Biblioteca del Seminario Vescovile tra Otto e Novecento, in Luigi Parazzi sacerdote, educatore e bibliotecario nell'Italia dell'Ottocento, atti d

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Aglio, R. Angelo Berenzi e il fondo "Miscellanea cremonese" della Biblioteca del Seminario Vescovile tra Otto e Novecento, in Luigi Parazzi sacerdote, educatore e bibliotecario nell'Italia dell'Ottocento, atti della Giornata di
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  139R OBERTA  A GLIO ANGELO BERENZI E IL FONDO “MISCELLANEA CREMONESE”DELLA BIBLIOTECA DEL SEMINARIO VESCOVILE TRA OTTOCENTO E NOVECENTOComparare, o anche soltanto avvicinare, realtà come la Bibliotecapubblica di Viadana a quella del Seminario Vescovile di Cremona puòsembrare forzato per evidenti questioni storiche e di finalità d’uso.Un primo esiguo nucleo librario è infatti attestato in Seminario fin dal-la sua istituzione alla fine del XVI secolo 1 , epoca dell’episcopato Speciano.Nel corso del tempo si sono aggiunti acquisti e donazioni che hannodefinito l’assetto della biblioteca e implementato la sua consistenza;un accrescimento che fa seguito alla cura dedicata all’educazione ealla formazione del clero, particolarmente evidente nel XIX secolo, nelsollecito operato dei vescovi. Il primo fu Omobono Offredi che, a segui-to della riapertura del Seminario dopo la parentesi austriaca e france-se, riprese l’opera di riorganizzazione educativa e scolastica, compren-dente anche notevoli interventi strutturali all’edificio adiacente allachiesa di Santa Margherita, che ospitava l’istituzione ormai da più didue secoli.Falliti i tentativi di spostare il Seminario nella più capiente sede dell’exconvento di San Domenico 2 , demolito poi nel 1868, il vescovo riuscì adannettere nuovi locali alla struttura preesistente, creando uno spazioadeguato a ospitare studenti e aule scolastiche: «[...] ora ho voluto dila-tarlo coll’aumento di due fabbricati, l’uno che serve ad uso di due ag-giunti Dormitori, con sala assai capace per la Biblioteca [...]» 3 . 1 Pur non essendo ancora stata completata una ricognizione sistematica del fondo antico dellaBiblioteca del Seminario e del materiale d’archivio, notizie storiche circa la sua istituzione sipossono trovare in: A. B ERENZI , Storia del Seminario Vescovile di Cremona , Cremona, UnioneTipografica Cremonese, 1925, p. 119, n. 1; A. F OGLIA ,  La biblioteca del Seminario vescovile diCremona. Cenni di storia ed edizioni di pregio,  Cremona, Provincia di Cremona, 2004, pp. 9-22e nel recente contributo di M. F ERABOLI , Gli ex libris di alcuni possessori delle cinquecentinedella Biblioteca del Seminario Vescovile di Cremona , in Quaderni BiMu 2013 , a cura di R.Aglio, M. Feraboli, P. Fusar Imperatore, Cremona, Nuova Editrice Cremonese, 2013, pp. 39-41. 2 Adibito, a quell’epoca, a caserma per la cavalleria. S. M ORUZZI ,  Istituzioni ecclesiastiche evita religiosa a Cremona tra periodo napoleonico e restaurazione. La visita pastorale del Ve-scovo Omobono Offredi 1795-1827  , Cremona, Turris, 1992, p. 107. 3 ASV, S. Congr. Concilii Relationes, Vis. lim. , 274 B; cfr.  Idem , p. 91. Il vescovo Offredi fecedunque trasferire tutti i volumi presenti in Seminario nel nuovo, ampio locale dotato di scaffalature earricchì le collezioni donando egli stesso buona parte della biblioteca di famiglia così che servisse daesempio e sprone per altri religiosi e laici cremonesi. In seguito, fu cura del rettore redigere per ichierici un regolamento circa l’uso dei libri (ASDCr, Legato Offredi, Seminario, Regolamenti e censureriservate). Cfr. A. B ERENZI , Storia del Seminario... cit., 1925, pp. 185-187, 345 e 349-352; S. M ORUZZI ,  Istituzioni ecclesiastiche... cit., 1992, pp. 90-114 ; S. M ORUZZI , A. C APUZZI , Fine dell’ancien régime erestaurazione , in Storia religiosa della Lombardia. Diocesi di Cremona , a cura di A. Caprioli, A.Rimoldi, L. Vaccaro, Brescia, La Scuola, 1998, pp. 258-260.  140Con alterne vicende e diversi spostamenti di sede 4 , la Biblioteca delSeminario, fino al 2007, risultava destinata a un’utenza limitata a chioperava e risiedeva all’interno dell’istituzione: insegnanti, seminaristie sacerdoti 5 .Specialmente nel passato, in un simile contesto, il bibliotecario ricopri-va un incarico assai rilevante. Avvalendosi di collaboratori, scelti tra ichierici degli ultimi anni, egli doveva svolgere un’intensa funzione dimediazione volta alla tutela delle collezioni librarie, gestendo al contempogiovani che in Seminario compivano l’intero percorso scolastico, dalleclassi elementari al conseguimento del diploma.Il ruolo del bibliotecario, decisamente diverso dall’attuale, si avvicina-va a quello richiesto in strutture a vocazione pubblica, inizialmenteafferenti a istituti scolastici, proprio come la biblioteca fondata a Viadanada Luigi Parazzi 6 .Il “sacerdote Bibliotecario” non possedeva competenze oggi definite“biblioteconomiche”, era uno storico della Chiesa, insegnante in Semi-nario di materie quali storia, latino e letteratura, scelto a gestire labiblioteca e a indirizzare adeguatamente i giovani utenti proprio in vir- 4 Nel 1887 venne inaugurato, nell’attuale sede di via Milano, il nuovo Seminario fortementevoluto dal vescovo Geremia Bonomelli. Il presule destinò alla biblioteca un ampio salone convolta affrescata, collocato al primo piano, proprio sopra l’androne d’ingresso. Il locale, precedu-to dallo “studio del Bibliotecario”, dove ancora oggi, inserito nella struttura muraria, si troval’antico catalogo per soggetto, divenne ben presto insufficiente a ospitare le sempre più cospi-cue collezioni. Alla fine degli anni ’90 il patrimonio librario era collocato in due grandi depositi,uno dei quali ubicato nelle cantine; i fondi preziosi erano invece stati custoditi in una sala riser-vata, mentre nel salone trovava posto il solo materiale di consultazione (G. G ALLINA ,  Bibliotecadel Seminario Vescovile di Cremona , in  Diocesi di Cremona... cit., 1998, p. 451). Nei primi anni2000 un imponente lavoro di ristrutturazione dell’intera ala est del Seminario, srcinariamentedestinata ad aule scolastiche, sale per lo studio, la ricreazione e dormitori, ha portato alla realiz-zazione della nuova biblioteca in cui è stato riunito tutto il patrimonio librario. Al piano terra, ascaffale aperto, disposti per materia, sono collocati i volumi del fondo moderno e di consultazio-ne, al primo piano un deposito a scaffali compattabili ospita il materiale antico e di pregio,l’archivio dell’istituzione e i periodici. 5 Nelle  Norme ai Superiori del Seminario Vescovile Maggiore riguardanti l’uso della Biblio-teca , redatte il 5 marzo 1851, si legge: «1 °  La Biblioteca di questo Seminario è ad uso di tutti iSuperiori tanto interni, che esterni, e degli alunni convittori» (ASDCr, Legato Offredi, Semina-rio, Regolamenti e censure riservate). 6 I registri scolastici degli Studi teologici indicano che Luigi Parazzi fu uno studente attento erigoroso, ma non restituiscono informazioni circa gli incarichi ricoperti durante gli anni trascorsiin Seminario (Archivio Seminario Vescovile di Cremona - d’ora in poi ASVCr -  Registro Scolasti-co per gli studi teologici del Seminario Vescovile di Cremona dall’anno 1841-42 sino all’anno1858-59 , p. 67). Che fosse un frequentatore della biblioteca è però attestato da una lettera, datata11 luglio 1855, oggi conservata presso la Biblioteca Comunale di Viadana (OP A 104), in cuiParazzi rispondeva a una richiesta del suo parroco, don Angelo Montessanti, che desiderava: «...con-sultare l’opera del Muratori Antichità Estensi che si ha nella nostra Biblioteca del Seminario alloscopo di cercare l’ortografia del nome Viadana». Ringrazio il dott. Antonio Aliani, direttore dellaBiblioteca Comunale “L. Parazzi” di Viadana, per avermi fornito copia della missiva.  141tù delle sue competenze umanistiche. Una figura non troppo distanteda quella tratteggiata, in un opuscolo del 1879, da Giuseppe Amenduni,sottobibliotecario della Biblioteca Nazionale di Napoli: […] un Bibliotecario è un altissimo educatore ed un dottissimo inse-gnante. […]Essendo le Biblioteche depositarie delle produzioni dello ingegno umanonelle svariate sue manifestazioni, è necessario che il Bibliotecario tuttele conosca e le comprenda; onde le sue cognizioni debbono essere uni-versali. E poiché è impossibile che queste sieno profonde e compiute inogni ramo dello scibile umano, è indispensabile che almeno egli non siaestraneo ad alcuna scienza, ed abbia di tutte quella comprensione sin-tetica che addimandasi enciclopedia. […] Dotato di tali estese cognizio-ni, il Bibliotecario potrà non solo scegliere quelle opere che meglio ri-spondano al progresso degli studii, ma ancora proporle a coloro che alui si rivolgono per consiglio 7 . L’incarico, assegnato direttamente dal vescovo, non aveva un tempodeterminato e consentiva ai sacerdoti che lo ricoprivano di condurreparallelamente la propria attività di studiosi. In tale ottica, i confini trala biblioteca personale e quella che si trovavano a gestire apparivanopiuttosto labili; il loro ruolo all’interno del Seminario cominciava adallontanarsi progressivamente da quello che stava maturando, sul fi-nire del XIX secolo, nelle biblioteche pubbliche: La dottrina del bibliotecario; l’avere egli con tenacia studiato una piccolaparte di qualche ramo dello scibile; l’essersi pazientemente addentratoin certi dati argomenti, sono cose che potranno giovargli molto, ma par-zialmente, nella sua professione.[…] Essi [i Bibliotecari] cercano di essere utili in qualche modo ai fre-quentatori della biblioteca; e non tentano, con pubblicazioni d’ogni sor-ta, di guadagnarsi ammirazione e plauso al di là delle mura del loroufficio! Essi non vogliono disporre a loro comodo e a proprio talento diuna pubblica biblioteca […] la biblioteca non è un magazzino di libri daguardarsi semplicemente a vista; ma è uno strumento da rendersi vali-dissimo per lo studio altrui 8 . Nella realtà del Seminario Vescovile di Cremona il Bibliotecario potevamantenere il proprio incarico anche molto a lungo lasciando tracce delproprio operato evidenti ancora oggi: modifiche all’assetto della biblio-teca, riordini, spostamenti delle collezioni, campagne di catalogazione,etichettatura e annessione di nuovi fondi librari.Proprio analizzando il fondo “Miscellanea Cremonese”, accorpato plau-sibilmente prima della metà del secolo scorso, e isolando il materialedatato tra Otto e Novecento è possibile evocare la figura dell’allora bi- 7 G. A MENDUNI ,  Dell’Ufficio del Bibliotecario. Appunti , Napoli, Tipografia dell’Accademiareale delle scienze, 1879, pp. 3-4. 8 D. C HILOVI , Cerco un libro... , «Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti», 664, 1899, p.672.  142bliotecario monsignor Angelo Berenzi 9  e individuare alcuni tratti co-muni all’intento di don Luigi Parazzi. Sebbene temporalmente separatida quasi una generazione, entrambi crebbero nel Seminario Vescoviledi Cremona tra gli episcopati Offredi e Bonomelli, due presuli forte-mente attenti all’educazione spirituale e culturale del futuro clero. Monsignor Angelo Berenzi  Le vicende biografiche di Luigi Parazzi sono note e dettagliate; al con-trario di Angelo Berenzi, canonico della Cattedrale 10 , apprezzato do-cente di latino e storia, si conoscono pochissime informazioni.Nacque a Pontevico, in provincia di Brescia, il 1 gennaio 1853 e tra-scorse la maggior parte della sua vita a Cremona risiedendo, per quasisessant’anni, presso il Seminario Vescovile prima come allievo poi, dopol’ordinazione sacerdotale, come insegnante. Fu un apprezzato epigrafistae un prolifico studioso; morì a Pisogne il 10 novembre del 1925.Lo scarso materiale presente nell’archivio del Seminario 11  non aiuta adelineare con maggior nitidezza il profilo del sacerdote che purtroppopermane alquanto nebuloso. Si conservano poche lettere, alcuni ap-punti legati alla stesura della Storia di Pontevico  12 , il manoscritto Anto- logia del Violino   e un piccolo carteggio relativo al suo incarico nel Co-mitato Cappella Votiva di Sant’Omobono 13 .Per lui è possibile far “parlare” gli oggetti, quelli della collezione d’arte 9 Angelo Berenzi fu nominato Bibliotecario dal vescovo Bonomelli prima dell’inizio dell’an-no scolastico 1892-93. Nel volume manoscritto contenente le cronache del Seminario, i reso-conti della vita comunitaria, redatti di anno in anno da un «chierico cancelliere» si legge: «SuaEcc.a Mons. Vescovo nominò bibliotecario il Rev.do Prof. D. Angelo Berenzi, persona colta,che si occupa con vivo interesse del movimento letterario e scientifico. Già da quest’anno [annoscolastico 1891-92] ha compiuto assai bene il suo ufficio, ordinando il gran salone della Biblio-teca con quadri e scaffaletti, che furono già riempiti con varii libri di consulta». BSVCr, Crona-che del Seminario Vescovile di Cremona. Anno 1883-1922 , (ms. senza collocazione). 10 BSVCr,  Atto di nomina , Cremona 27 aprile 1893, b. D, n. 18. 11 Cfr. G. G ALLINA ,  Il vescovo Geremia Bonomelli e la diocesi di Cremona , in  Diocesi diCremona ...cit., p. 356, nota 34. Giuseppe Gallina cita un fondo “carte Berenzi” che però non èstato possibile rinvenire nell’archivio attuale dell’Istituzione sotto forma di busta o faldone.L’esiguo epistolario citato in seguito e le carte relative al sacerdote si trovano in parte nel fondo“Miscellanea Cremonese”, inserite in opuscoli e piccole edizioni a stampe, oppure sono staterinvenute fortuitamente tra le carte d’archivio. 12 A. B ERENZI , Storia di Pontevico , Cremona, Tip. dell’Istituto Manini, 1888. 13 Si tratta di un piccolo faldone ancora tutto da studiare, composto da fotografie, relazioni,resoconti finanziari, corrispondenze varie con il vescovo, la Commissione d’Arte Sacra, la So-printendenza, i membri del Comitato Cappella Votiva e l’ingegner Luigi Dovara, responsabileesecutivo del progetto. Per notizie circa la Cappella votiva di Sant’Omobono nella cripta dellaCattedrale e la sua solenne inaugurazione, avvenuta il 14 maggio 1922, in occasione dellatraslazione della salma del santo patrono di Cremona, cfr. lo stesso A. B ERENZI , Storia delSeminario... cit., 1925, p. 398 e ss. e G. G ALLINA ,  La diocesi di Cremona e l’episcopato di mons.Giovanni Cazzani , in  Diocesi di Cremona... cit., p. 384.  143composta nell’arco di tutta la vita e donata al Seminario nel 1913 inmemoria dell’amata madre Caterina Gorno 14 . Il «Museo dei ricordi», cosìlo definisce Illemo Camelli 15 , sacerdote, pittore e amico di Berenzi, èuna raccolta eterogenea di cui non si conservano informazioni, solouna fotografia d’epoca che restituisce la suggestione dell’allestimentosrcinale (fig. 1). L’immagine delle due sale collocate a pian terreno,accanto allo studio del Rettore 16 , non consente in alcun modo di com-prendere appieno il progetto, la visione dell’arte e della storia di AngeloBerenzi 17 . 14 Non sono al momento noti o segnalati lettere e atti di donazione che attestino il passaggiodelle collezioni del sacerdote al Seminario, la loro consistenza e altre informazioni utili a defi-nirne le caratteristiche. 15 ASVCr,  Epistolario Berenzi , Illemo Camelli, Cremona 17 settembre 1925. 16 La fotografia restituisce particolari architettonici piuttosto caratteristici che, anche oggi,permettono di riconoscere l’ubicazione srcinaria del museo donato da Berenzi, confermata daplanimetria dell’edificio, plausibilmente risalente agli anni ’20-’30 del secolo scorso, conserva-ta presso l’archivio del Seminario, che riporta le destinazioni d’uso dei diversi ambienti. 17 Sul Museo Berenziano cfr. A. B ERENZI , Storia del Seminario... cit., pp. 420-422; P. B ONOMETTI in Cento anni. Una storia che continua, 1887-1987  , Casalmorano, s. e., 1990, pp. 175-280 e ilpiù recente R. A GLIO ,  Il museo di Angelo Berenzi nel Seminario di Cremona e la collezione diimpronte glittiche in gesso  in Quaderni BiMu ...cit.  ,  pp. 13-38. Fig. 1 - Il Museo “Berenziano” del Seminario Vescovile di Cremona in una car-tolina d’epoca.
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