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F. Schiller, La Passeggiata. Natura, poesia e storia , ed. by G. Pinna, Roma, Carocci 2005

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Il volume presenta in traduzione italiana una delle opere poetiche più note di Friedrich Schiller, l’elegia La passeggiata (Der Spaziergang, 1795) e due saggi di carattere teorico. La Passeggiata rappresenta una sorta di piccola filosofia della
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    Introduzione.  I testi    1.1. I tre scritti di Schiller riuniti nel presente volume, differenti per tipologia ed all'apparenza eterogenei, sono in realtˆ tra loro legati da una fondamentale unitˆ tematica: la riflessione sull'idea di natura in relazione all'arte ed alla storia. Al primo degli scritti,  La passeggiata (  Der Spaziergang ), una tra le pi celebri liriche filosofiche schilleriane, fanno seguito due saggi-recensione, unanimemente considerati dalla critica, nonostante il motivo occasionale, come contributi rilevanti per la definizione della concezione estetica del classicismo tedesco. Tanto questi ultimi quanto  La passeggiata  si collocano nell'orizzonte problematico definito dai grandi saggi estetici coevi, segnatamente Sulla poesia ingenua e sentimentale  e le  Lettere sull'educazione estetica 1 . Il periodo in cui furono redatti, tra il 1794 e il 1795, • il pi fecondo per la produzione teorica di Schiller, e fa seguito ad una fase di intensi studi kantiani ed alla lettura del Concetto della dottrina della scienza  di Fichte, che avevano determinato in lui l'esigenza di ripensare i fondamenti dell'idea del bello ed insieme del proprio fare poetico 2 . La specificitˆ del pensiero schilleriano consiste nel porre costantemente in relazione l'attivitˆ poetica con l'indagine sui fondamenti e sulle condizioni di possibilitˆ del fenomeno estetico e con la riflessione critica sulla funzione sociale dell'arte. A differenza di Kant, che perviene a questioni di tipo estetico solo in conseguenza di un arduo filosofare sui principi della conoscenza, Schiller pone l'arte al centro dei suoi interessi teorici, ed • a partire da essa che elabora una concezione dell'uomo basata sulla possibilitˆ di una conciliazione dialettica dell'opposizione, per Kant insuperabile, tra razionalitˆ 1   †ber naive und sentimentalische Dichtung  , Werke, Nationalausgabe,  a cura di J. Petersen, B. von Wiese, L. Blumenthal et al. , Weimar, Hermann Bšhlaus Nachfolger 1959 sgg., vol. XX, pp.413-503 (trad. it. d E. Franzini e W. Scotti, Milano, SE 1986); †ber die Šsthetische Erziehung des Menschen in einer Reihe von Briefen , ibidem , pp.309-412 (trad. it. a cura di A. Negri, Roma, Armando 1976). Le opere di Schiller saranno citate nel seguito da questa edizione con l'abbreviazione NA seguita dall'indicazione del vol. in numeri romani. Solo in alcuni casi si farˆ riferimento alle SŠmtliche Werke  , a cura di G. Fricke e H.G. Gšpfert, Darmstadt, Wissenschaftliche Buchgesellschaft 1987 8 (in seguito SW). 2  "Ho lasciato da parte per un periodo tutti i lavori - scriveva Schiller a Kšrner il 4.7.1794 - per studiare Kant. In primo luogo devo capirlo a fondo, se non voglio procedere per sempre con passi incerti nella speculazione. Discutere con Humboldt mi facilita molto il lavoro, e la nuova prospettiva che Fichte dˆ al sistema kantiano contribuisce non poco a farmi approfondire questa materia. Forse trover˜ presto l'occasione di comunicarti alcune delle idee fondamentali di Fichte, che certamente ti interesseranno" (NA XXVII, p.20, trad. it. G.P.).  e sensibilitˆ 3 . Nelle  Lettere sull'educazione estetica  egli si propone di definire "il puro concetto razionale della bellezza", derivandolo "dalla possibilitˆ della natura-sensibile-razionale dell'uomo", cos“ che "la bellezza dovrebbe rivelarsi come una condizione necessaria dell'umanitˆ" 4 . L'uomo perviene nell'esperienza estetica alla conoscenza di sŽ, intesa sia come comprensione delle possibilitˆ insite nelle strutture trascendentali della soggettivitˆ, sia, soprattutto, come comprensione del rapporto tra un soggetto realmente esistente ed il mondo in cui si esplica la sua attivitˆ. Anche l'idea del giudizio estetico come elemento di congiunzione tra sfera teoretica e sfera morale riceve una coloritura antropologica: la facoltˆ che presiede alla produzione artistica, l'immaginazione, • espressione della libertˆ come fondamento trascendentale del soggetto. Teoreticamente, rendendo possibile il distacco dall'immediatezza empirica, essa facilita l'elevazione ad un punto di vista universale e praticamente consente al soggetto di sottrarsi all'oppressione esercitata dalle circostanze esterne. Nonostante l'opinione diffusa che vede in Schiller un pensatore inconseguente, a disagio con il rigore del pensiero filosofico, egli non si limita a ridurre i principi della filosofia trascendentale kantiana e fichtiana nella loro complessitˆ "tecnica", della quale la sua brillante retorica e l'elegante ductus espositivo costituirebbero una sorta di parziale compensazione estetica, ma li rielabora produttivamente in una costruzione concettuale autonoma, benchŽ non sistematica nel senso corrente, che fa perno su questioni di natura antropologica ed estetica 5 . A tale costruzione, esposta estesamente nei grandi saggi estetici,  La passeggiata  e le due recensioni qui tradotte dˆnno l'occasione di accostarsi, con modalitˆ differenti, offrendo un punto di vista complementare. Se nella Passeggiata  il contenuto teorico prende forma d'immagine poetica, le recensioni dal canto loro ne forniscono un'esemplificazione ed un'estensione attraverso l'esame di aspetti particolari: la poetica del paesaggio e la teoria del giardino. 3  La gnoseologia kantiana rimane per Schiller un dato che non richiede un'indagine ulteriore, cos“ come anche l'idea della prioritˆ dell'etico, che viene per˜ reinterpretata in un senso antirigoristico, con la sostanziale sostituzione del concetto di dovere con quello di libertˆ. Schiller prende le distanze da Kant riguardo alla svalutazione della sensibilitˆ, un motivo che ha conseguenze rilevanti per la definizione del rapporto dell'uomo col suo fondamento naturale. V. al proposito U. Tschierske, Vernunftkritik und Šsthetische SubjektivitŠt. Studien zur Anthropologie Friedrich Schillers  , TŸbingen, Niemeyer 1988, pp.114-156. 4   †ber die Šsthetische Erziehung  , 10, NA XX, p.340, trad. it. cit., p.148 sg. 5  "L'autonomia del pensiero schilleriano rispetto alla filosofia critica • difficile da descrivere solo perchŽ essa risulta da un dialogo di adeguazione, da un mimetismo della coscienza naturale, per cos“ dire, che cerca di riequilibrare le sue debolezze sistematiche accogliendo una terminologia estranea ma pensata fino in fondo e trova la propria ragione sistematica solo nel processo di rappresentazione e di critica" (U. Tschierske, Vernunftkritik und Šsthetische SubjektivitŠt.  cit . , p.17, trad. it. G. P.).  Un rapido sguardo alle date di composizione pu˜ dare, con l'immediatezza del dato cronologico, un'idea di come questi scritti siano il prodotto di una riflessione unitaria, tanto da poter esser letti in realtˆ come un intertesto che rimanda ad un unico nucleo problematico. Scrivendo all'amico Kšrner il 4 ottobre 1793, Schiller annuncia il progetto di un saggio sull'ingenuo 6 . La stesura, che verrˆ presto interrotta, inizia nel settembre del 1794, in parallelo alla rielaborazione degli  Augustenburger Briefe , da cui scaturisce un testo assai pi complesso e filosofico, le celebri lettere Sull'educazione estetica dell'uomo , che risentono della forte impressione in lui suscitata dalle dottrine di Fichte 7 . Nell'agosto del 1794 Schiller conclude la recensione delle poesie di Matthisson ed all'inizio di ottobre quella al "Gartenkalender", che vengono stampate entrambe nella "Allgemeine Literaturzeitung" 8 . Le  Lettere  appaiono tra il dicembre 1794 ed il giugno 1795 nella rivista "Die Horen", da Schiller appena fondata. Tra agosto e settembre 1795 egli compone la prima versione de  La passeggiata , dapprima pubblicata col titolo di  Elegia , anch'essa nelle "Horen" 9 . Tra settembre e dicembre dello stesso anno, ripreso a distanza di un anno il lavoro sul concetto di ingenuo, dˆ forma definitiva alle tre parti dello scritto Sulla poesia ingenua e sentimentale , che vengono pubblicate in rapida successione nelle "Horen". 1.2.  L'elegia   6  NA XXVI, p.289. 7  Con Fichte, di cui fu anche collega all'universitˆ di Jena, Schiller ebbe uno scambio intellettuale assai ricco, sebbene a tratti turbolento. La Wissenschaftslehre  , ed in particolare il concetto di azione reciproca ( Wechselwirkung  ) ebbero un ruolo fondamentale per la definizione del rapporto tra soggetto razionale e realtˆ sensibile, (ovvero tra ragione e natura) nelle Lettere sull'educazione estetica . Rilevante fu per Schiller anche la lettura delle fichtiane Vorlesungen Ÿber die Bestimmung des Gelehrten  ( Sulla missione del dotto  ), di cui restano tracce evidenti, come si vedrˆ pi avanti, nella critica a Rousseau. Sull'influsso fichtiano sulle concezioni estetiche di Schiller v. H.G. Pott, Die schšne Freiheit. Eine Interpretation zu Schillers Schrift "†ber die Šsthetische Erziehung des Menschen in einer Reihe von Briefen"  , MŸnchen, Fink 1980 e G. Meier, Schiller und Fichte  , Frankfurt a. M., La,g 1993. 8  Il 4 settembre del 1794 Schiller scrive a Kšrner: "Ecco la recensione di Matthisson, che contiene alcune importanti considerazioni estetiche [É]. Intanto lavoro alla stesura del mio saggio sull'ingenuo (NA XXVII, p.37 sg.). Sulla recensione dell Gartenkalender   cfr. letteffra a Cotta del 2.910 1794, ibid., p.58 e 61. 9  Il titolo srcinario Elegie  .diviene il definitivo Der Spaziergang    soltanto nel 1799. Dopo aver apportato alcune modifiche che seguivano in parte i suggerimenti di alcuni amici, tra cui Wilhelm von Humboldt e August Wilhelm Schlegel, ed aver espunto alcuni versi, Schiller fece stampare l'opera con il titolo Der Spaziergang   nella raccolta delle sue liriche (1800). Sulle probabili ragioni di tale mutamento v. oltre, ¤ 3.1. Sulle differenze tra la prima e la seconda versione cfr. D. Maurer, Schillers Elegie/Der Spaziergang  , in: Edition und Interpretation/ Edition et InterprŽtation des Manuscrits littŽraires   ("Jahrbuch der internationalen Germanistik") 1981, pp.252-258   La passeggiata  (  Der Spaziergang ) rappresenta poeticamente, nella forma di un percorso soggettivo tra le immagini di una natura ora libera, ora plasmata dall'uomo e dalla storia, l'intersezione tra due motivi fondamentali del pensiero schilleriano: l'idea della perdita dell'unitˆ con la natura come tratto costitutivo dell'individuo moderno e la denuncia, fortemente critica verso l'Illuminismo, della barbarie indotta dalla civilizzazione e dall'uso esclusivamente strumentale della razionalitˆ 10 . I principali motivi delle  Lettere  e della Poesia ingenua e sentimentale  stanno dunque alla base di una lirica in cui si fondono esemplarmente ispirazione filosofica e plasticitˆ dell'immaginazione, senza che le immagini sensibili siano mai ridotte a mera illustrazione di concetti. Il titolo srcinario dell'opera,  Elegie , era un titolo, per cos“ dire, di programma, una dichiarazione di poetica che rimanda alla teoria dell'elegia contenuta nel saggio Sulla poesia ingenua e sentimentale ed al rinnovamento di questo genere poetico, di cui Schiller e Goethe furono i protagonisti 11 . Sul piano dellÕespressione l'adattamento del distico elegiaco alle caratteristiche prosodiche ed alle possibilitˆ ritmiche della lingua tedesca • il segno della volontˆ di confrontarsi direttamente coi modelli latini. L'elegia • per˜ intesa soprattutto come espressione di un modo di sentire improntato al pathos della distanza, alla nostalgia del soggetto per la perduta unitˆ di io e mondo. Il classicismo di Weimar ha trasformato cos“ un genere ereditato dal mondo classico in un mezzo poetico adeguato alla rappresentazione di un io riflessivo, tipicamente moderno. La classicitˆ del resto compare, quasi un contraltare dialettico alla progressiva scissione determinata dal progresso umano, nelle figure 10  Il nucleo della lirica • costituito dalla riflessione sulla storia e sulla problematicitˆ della civilizzazione per l'equilibrio morale-sentimentale dell'uomo. Ci˜ rimanda alla filosofia della storia contenuta nelle prime dieci Lettere sull'educazione estetica  ed alla critica dell'idillio nello scritto sull'ingenuo e il sentimentale. Su questo v. W. Riedel, "Der Spaziergang". €sthetik der Landschaft und Geschichtsphilosophie der Natur bei Schiller  , WŸrzburg, Kšnigshausen und Neumann 1989, p.42 sg. L'interpretazione della Passeggiata  a partire dagli scritti sul sublime, e specificamente †ber das Erhabene  , proposta ad es. da J. Stenzel, • unilaterale, poichŽ si fonda prevalentemente sull'analisi delle descrizioni paesaggistiche, peraltro solo parzialmente riconducibili al modello della natura "sublime". Sul legame tra la Passeggiata  e il concetto di sublime cfr. J. Stenzel, "Zum Erhabenen tauglich" Spaziergang durch Schillers "Elegie  ", JDSG XIX (1975), pp.167-191, ed anche M. Anderegg, Friedrich Schiller: Der Spaziergang  , St. Gallen 1964. 11  Sull'evoluzione dell'elegia a partire dai modelli classici e sulla concezione del genere nella cultura tedesca del '700 si veda Th. Ziolkowski, The German Classical Elegy 1750-1950  , cit., pp.55-88. Su Schiller e Goethe v. anche J. Golz, Individuum, Natur und Geschichte in Schillers "Spaziergang"  , in: Friedrich Schiller/ Angebot und Diskurs  , a cura di H. Brandt, Berlin-Weimar, Aufbau-Verlag 1987, pp. 393-400.  mitologiche che costellano il poema. Il ricorso alla mitologia classica • un tratto caratteristico della lirica schilleriana, e nella Passeggiata  essa forma un sistema simbolico parallelo allo sviluppo descrittivo. Le immagini delle divinitˆ olimpiche, che rappresentano in generale la sfera della produttivitˆ spontanea della natura e l'srcine della trasformazione di essa ad opera dell'uomo, alludono ad una dimensione ancora armonica dell'attivitˆ umana che va perduta con l'affermarsi del dominio della razionalitˆ sulla natura. In tal senso non sono puro abbellimento retorico, ma si fanno figura di uno dei termini dell'aporia della concezione della storia cui l'elegia fa riferimento. Nella Passeggiata  Schiller vide realizzato il nucleo del progetto poetico che continu˜ ad elaborare sino all'ultimo dei suoi scritti teorici, la Prefazione  alla Sposa di Messina  (1803): la risoluzione della riflessione filosofica nell'elemento sensibile come mezzo per realizzare l'accordo tra forze razionali e costituzione sensibile dell'uomo,in una parola per parlare alla ragione attraverso la fantasia 12 . "Alla poesia portano tutte le strade dello spirito umano, - scriveva il 4 novembre 1795 a Charlotte von Schimmelmann - e tanto peggio per esso se non ha il coraggio di condurle semplicemente a questa meta. La filosofia pi alta culmina in un'idea poetica, e cos“ la moralitˆ e la politica pi elevate. E' lo spirito poetico che indica a tutte e tre l'ideale, e approssimarsi a questo costituisce la loro suprema perfezione" 13 . Alla poesia egli ascrive una capacitˆ di mediazione e di sintesi degli interessi fondamentali dell'umanitˆ, la conoscenza, la moralitˆ e la politica, sintesi che • per˜ solo prefigurazione dell'ideale, proiezione dell'immaginazione. Ma l'immaginazione • per Schiller appunto il momento aurorale della libertˆ, la possibilitˆ per lÕindividuo di andare oltre la realtˆ concreta e di rappresentarsi sensibilmente lÕidea. Vi • in questa concezione un afflato politico che si esprime nellÕambizione di parlare attraverso la poesia allÕindividuo come parte del genere umano. " Se volessimo individuare nella tradizione letteraria italiana un'opera simile alla Passeggiata  schilleriana la scelta cadrebbe sui Sepolcri  di Foscolo. Analoga • l'ambizione di racchiudere nello spazio di un componimento in versi il senso dello sviluppo della civiltˆ, analoga l'ispirazione lato sensu   12  In una lettera a W. von Humboldt del 29.11.1795, Schiller afferma che in nessuna delle sue opere poetiche "il pensiero • divenuto cos“ poetico e • rimasto tale, in nessun'altra l'animo ( das GemŸt  ) ha agito nella stessa misura come una forza" (NA XXIII, p.115 sg. trad. it. G.P.). A Kšrner scriveva il 21.9.1795: "la mia Elegia  mi riempie di gioia. La considero tra le cose mie quella che possiede il maggior movimento   poetico e che tuttavia procede rigorosamente secondo un fine" (NA XXVIII, p.60; trad. it. G.P.) 13  NA XXVIII, p.99; trad. it. G.P.
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